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Quasi Amici (O. Nakache & E. Toledano)

quasi amiciProvate a parlare d’amicizia, spesso sentirete solo echi di lieti ricordi.

L'amicizia rientra in una dimensione di pallide rimembranze delle quali - col tempo - rimane ben poco, lasciando spazio a rancori, tradimenti e stanchezza.

A qualcuno di voi questa affermazione potrà sembrare pessimista, disfattista, o semplice frutto di delusioni personali, ma insisto nell’affermare che spesso nella caducità delle relazioni umane si nasconde il vero senso delle passioni (affermazione banale ma in diversi istanti della vita volontariamente ignorata, per far spazio a considerazioni speranzose sulla presunta bontà del quotidiano).

Questo concetto è a mio parere la chiave per apprestarsi a guardare “Quasi amici”, film francese del 2011, capace di parlare in modo autentico dell’argomento “amicizia”, contenitore che nella maggior parte dei casi - e in particolar modo nel campo cinematografico - racchiude solo una sequela di rassicuranti e vuote ripetizioni.

Ho adorato immediatamente l’accostamento delle parole “quasi amici”, senza dubbio un adattamento felice (cosa rara) del titolo originale Intouchables. Un avverbio e un sostantivo che viaggiano paralleli, strettamente connessi tra loro, ma sostanzialmente incompatibili a causa di vizi di forma e sostanza. In particolare la storia di Philippe e Drissl’uno ricco paraplegico e l'altro scapestrato badante - rappresentano alla perfezione questo tipo di relazione, costretta dalle circostanze ad un rapporto altalenante tra necessità e disuguaglianza, beatitudine dello stare insieme e incompatibilità per fattori riconducibili a problematiche di vario genere (cultura, status sociale, conto in banca, rapporti familiari, etc).

Quasi amici: non una condizione certa, non una negazione: uno stato di cose dove nulla vale quanto l’istante vissuto assieme, quanto le mille risate condivise tra riabilitazione, un guanto in culo, un tiro di canna e un giro in auto per le strade buie di Parigi. Una condivisione del vissuto che diventa un modo non per commiserare le rispettive disgrazie, ma per scoprire le mancanze di ognuno e superarle con impeccabile stoicismo e timida joie de vivre.

La forza del film dei registi Olivier Nakache e Eric Toledano sta proprio nell'affermare che la potenza di tale sentimento si realizza non solo secondo valori superiori e indissolubili (col cazzo l’amicizia dura per sempre), ma nel momento in cui si culla nelle coincidenze, secondo differenti propensioni, in rapporto all’imprevedibilità e al piacere di una lenta conoscenza. Quest’ultima non è intesa unicamente come riproposizione di routine e consuetudini, ma si scopre viva e autentica nell’istante in cui è concepita come transitoria fuga dalla realtà che esplode nel semplice piacere della condivisione del presente.

“Quasi amici” non è un’opera che brilla particolarmente per originalità (sappiamo tutti come finirà la storia e in momenti in cui ridere, piangere o emozionarci), ma è una pellicola che si culla nella genuina riproposizione della genesi, dell’evoluzione e della maturità di un’amicizia per narrare con leggerezza e freschezza l’ovvio e il quotidiano, pilastri inamovibili per un film d’intrattenimento che si rispetti e che vengono gestiti al meglio per regalarci una divertente e spensierata commedia.

Senza utilizzare il "quasi", un film decisamente riuscito.

Voto: 7,5

Info Film:

regia di Olivier Nakache, Eric Toledano

Francia 2011

Con François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Clotilde Mollet, Audrey Fleurot

Titolo originale Intouchables

durata 112 min Commedia