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Miele di Valeria Golino, la recensione

"Miele" è il film d’esordio di Valeria Golino, un esordio che definisce immediatamente un’impostazione introspettiva su un tema per cui è difficile prendere una posizione: l’eutanasia.

Miele è una ragazza che aiuta le persone affette da gravi malattie a morire, attraverso un suicidio accompagnato che deve inevitabilmente percorrere una strada illegale per arrivare a compimento. L’eticità di queste operazioni non è messa in discussione, Miele è guidata da un principio di altruismo e da buone intenzioni, le quali si scontreranno presto con un uomo di mezza età, un ingegnere, che non è affetto da nessuna malattia ma desidera porre fine ai suoi giorni per completa mancanza di interesse, un uomo che è stufo di vivere. Essendo in un primo momento all’oscuro di questo, nel momento in cui lo scopre Miele tenta in tutti i modi di evitare il suicidio dell’ingegnere, ma si scontra con un rapporto ostile che diventerà poi amicizia. E qui ci si trova di fronte alla questione spinosa: la malattia fisica, quella che colpisce il corpo (ma inevitabilmente anche la mente) fino a renderlo un involucro inagibile rendendoci stanchi della vita, è paragonabile al disagio che prova chi ha una buona salute fisica ma non vuole più vivere?

Il film non dà una risposta, lancia soltanto l’amo, ma senza l’esca. Tutto ciò accade principalmente nel livello interiore della protagonista. Miele non è più sicura di quello che fa, ma questo è quel poco che la trama lascia trasparire del personaggio. Inizialmente studiava medicina, ma non viene spiegato il motivo per cui ha lasciato gli studi per intraprendere un lavoro così complicato. La protagonista è un personaggio debole, attraverso di lei passano le vicende degli altri. Infine la risoluzione del conflitto interiore viene solamente accennata (verso la fine sceglie di smetterla con quel lavoro, ma non sembra una scelta decisa), lasciando una sensazione effimera di tristezza che non riesce ad aggrapparsi a niente. Ancora una volta l’amo senza l’esca.

Dopo aver fagocitato e digerito il film, rimane il ricordo di una storia blanda che non riesce a parlare ad alta voce e si imbarca nel finale commovente senza un motivo preciso.

Voto: 6

 


Info:

Regia di Valeria Golino. ITA 2013

Con Jasmine Trinca, Carlo Cecchi, Libero de Rienzo, Vinicio Marchioni, Iaia Forte.

Durata: 96 min.

Drammatico