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Midnight in Paris (W. Allen)

TRAMA

Gil e la sua ragazza Inez si trovano in vacanza a Parigi con amici e parenti. Gil fa lo sceneggiatore ed è in crisi artistica. Durante una delle sue passeggiate notturne viene catapultato nella Parigi degli anni '20, incontrando i suoi miti artistici.

RECENSIONE

Woody è tornato. Non il Woody di “Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni” e di “Basta che funzioni”, quel Woody svogliato, assopito sognatore, anziano macchinoso e ripetitivo che trova nella sola contemplazione della routine e dei vecchi meccanismi ironici il modo per parlare delle tematiche a lui care e tirarsi dietro fan accaniti come il sottoscritto.

Il Woody di “Midnight in Paris” è sì malinconico (il protagonista è uno sceneggiatore statunitense in viaggio a Parigi per trovare ispirazioni e certezze), ma parla della nostalgia per guardare al futuro (emblematico il finale). Woody è ironico - alla sua maniera - per trasformare il viaggio temporale in un accettabile e grottesco paradosso narrativo. Woody gioca con la quotidianità, gli amori fugaci e la frugalità attraverso il suo sguardo delicato, arguto, tristemente contemplativo, e quindi giustificando talune scelte scontate in rapporto al personaggio-Woody, non al lavoro in sé.

Una bellezza, quindi, che solo Allen sa percepire e rielaborare, cinematograficamente posta sia attraverso la Parigi contemporanea, sia attraverso quella pazza e ubriaca di inizio '900, fino ad arrivare alle danze della Bella époque e un salterello fino all'epoca del Re Sole.

Un Woody che gioca con la storia e le sue ipocrisie (tutti vedono il “loro” presente noioso, ripetitivo e privo di arguzia creativa), che tralascia le problematiche narrative relative al viaggio (tutto per caso, proprio come il casuale passaggio in carrozza della mezzanotte) e si concentra nel regalare il ritratto filmico di personaggi storici trasformati in “macchiette culturali” (incontriamo Hemingway, Francis Scott Fitzgerald. T.S. Eliot, Picasso, Dalì e tanti altri), incorniciando poi il tutto nell'impressionante panoramica della città francese, sospesa tra note jazz e scorci di mercatini di libri, bistrò fumosi e passeggiate bagnate.

Modi classici di approcciarsi alla città parigina, ma che grazie a Woody diventano omaggi dovuti per arrivare a parlare in modo genuino, stoico e autentico dell'uomo, del tempo e del destino.

Un'avventura insolita ma brillante, protagonisti all'altezza dei giochi linguistici e dell'allegra confusione temporale (un bravissimo Owen Wilson su tutti), storie d'amore essenziali e ordinarie, squarci culturali trasformati nella Sua poesia, quella stessa magia che ha plasmato Io & Annie, Manhattan, Radio Days e la sua intera filmografia.

Un Woody arrivato a comprendere che dopo 40 film è inutile tentare di stupire ad ogni costo o provare ad oltrepassare quei confini narrativi verso i quali si è già spinto magnificamente. Un Woody che si limita a parlare di quel suo universo piccolo, sobrio e disincantato in maniera autentica, caustica e sopratutto lieta. E questo basta, grazie Woody.

Voto: 7

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Info film:

regia di Woody Allen USA, Spagna 2011 Con Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller durata 94 min Commedia