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Argo, la recensione

argo posterArgo sembra una storia finta, ma è una storia vera. E’ vero, come ogni storia vera trasposta per un’arte fatta per illudere anche questa avrà le sue aggiunte, dilatazioni, tagli, concentrazioni, un po’ quel che vi pare, ma rimane che tutti i suoi protagonisti e le loro azioni sono fatti approvati.

Prodotto da Clooney e Grant Heslov, (True Lies, Good Night and Good Luck) Argo è un film atipico fin dai titoli di testa, che partono con un breve resoconto della rivoluzione iraniana attraverso tavole di fumetto americano, un’introduzione che è una fine fusione tra un prodotto Marvel ed un film liberal alla Robert Redford. Tony Mendez è agente della CIA che nel 1979 deve liberare sei funzionari dell’ambasciata americana rifugiatisi in quella canadese durante una violenta sommossa di fondamentalisti a Theran. Escogita un geniale piano di camuffamento, organizzando la produzione di un finto film con tanto di casa produttrice hollywoodiana, assoldando il premio oscar degli effetti speciali John Chambers (Il pianeta delle scimmie) e Jack Kirby allo storyboard. Tony Mendez è interpretato appunto da Ben Affleck, che oltre a diventare sempre più figo (parola di etero) è ormai imbarazzante la sua bravura da regista per la stessa Hollywood. Nel senso che quel bambino senza arte, quell’attore insultato perché considerato solamente un belloccio per le tredicenni, ormai con i suoi tre film da regista ha inchinato la critica. E’ un regista americano della miglior scuola, un erede diretto di uno John Huston, o meglio ancora, di quel Pakula di Klute e Tutti gli uomini del Presidente.

Il “fake” film da produrre è Argo, uno sci-fi con forti richiami agli Argonauti. L’America si appropria dell’epica greca per ricrearne una propria: Mendez, Giasone dei giorni nostri, si addentra in un Iran che non sarebbe altro che la Colchide, una terra oltre le frontiere della civiltà, incivile e barbarica. Diversamente dall’opera greca, l’Iran del ’79 è una mostruosità creata dagli Americani stessi, la degenerazione di una politica errata della CIA che costrinse il Paese ad una dittatura laica soppressa dalla rivoluzione di Khomeini. E’ un lungo discorso dove l’America per la prima volta comincia ad analizzare criticamente anni di fallimenti internazionali. Vista oggi, l’operazione Argo fa parte di un epoca eroica, diversamente da quella odierna, quella senza eroi, inaugurata l’11 Settembre.

Seghe mentali a parte, Argo è uno dei miglior film della stagione perché ti tiene incollato allo schermo senza aver bisogna di nessuna scena d’azione. La bravura sta quasi tutta nel regista, ma anche negli sguardi degli attori, da quelli incattiviti dei fondamentalisti a quelli terrorizzati dei sei ostaggi. E’ un amalgama di vecchie glorie, vedi John Goodman, Philip Baker Hall (Sydney) ,Bryan “Walter White” Cranston, Kyle Chandler e su tutti Alan Arkin e di giovani promesse, tra le quali punterei su Peter Aitken (guardatevi Sound of My Voice).

Voto: 8

Info film:

regia di Ben Affleck. USA, 2012.

Con Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber.

Titolo originale: Argo.

Durata: 120 min. Drammatico.