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V per Vendetta (A. Moore-D. Lloyd)

V Copertina

V Copertina - V Copertina
Parlare di un capolavoro del fumetto americano e mondiale come "V per Vendetta" non è cosa semplice, forse perché è un’opera che va interpretata e giudicata in base ad un sottobosco culturale davvero ampio, che non comprende solo la cultura fumettistica, ma anche la cultura musicale, cinematografica e soprattutto la cultura letteraria e politica a cui spesso fa esplicitamente riferimento.


Secondo lo stesso Alan Moore alcuni dei personaggi a cui "V per Vendetta" è debitore sono: George Orwell, Aldous Huxley, Thomans Disch, Harlan Ellison, Ray Bradbury, Vincent Price, fino ad arrivare a Max Ernst, David Bowie e Beethoven.

"V per Vendetta" fu pubblicato la prima volta in bianco e nero nel 1982 sulla rivista Warrior, per poi venire bruscamente interrotto nel 1985, a causa della chiusura della rivista, ed esser ripreso a completato dalla DC Comics nel 1988, con una serie di dieci episodi colorati da Steve Whitaker e Siobhan Dodds.

Sin dagli albori si percepivano in VpV i germi della pietra miliare. Per coloro che, per sfortuna, hanno visto solo il mediocre film del 2006 diretto da James McTeigue su penosa sceneggiatura dei fratelli Wachosky, sappiate che "quel" V non ha niente a che fare con il V di Alan Moore e David Lloyd. Il primo palese riferimento a cui si va subito a pensare è sicuramente "1984" di George Orwell e al suo Grande Fratello (che in VpV potrebbe essere identificato nel Fato): un’ambientazione postatomica in una lugubre Londra (la vedremo più lugubre solo in “From Hell”), un governo totalitaristico e fascista che tramite il Fato controlla la vita della popolazione inglese, cinque organi di ordine e vigilanza che sopprimono con violenza anche la più remota possibilità di libertà di pensiero: sono il Dito, il Naso, le Orecchie,  l’Occhio e poi c’è il Leader, la mente di tutto, il capo.

E poi c’è V. Una figura fra le più riuscite del panorama fumettistico mondiale, affascinante e misterioso fino all’ultima pagina, fino all'ultima vignetta, una primigenea rivisitazione (rivalutazione) personale di Moore della figura del supereroe (di cui “Watchmen”, qualche anno dopo, diverrà sicuramente il massimo esperimento, o almeno quello di più successo). Una volta deciso il nome del fumetto (“V per Vendetta” fu una idea dell’editore Dez Skinn), una delle prime versioni grafiche di V consisteva in un uomo vestito di nero con una grande V sul petto formata da cinghie e cinturini. L’idea venne presto scartata: si era scelto di ambientare il fumetto a Londra anche per contrastare lo strapotere dei fumetti americani e dei loro supereroi (una V sul petto avrebbe ricordato una famosa S). Proprio da queste considerazioni Alan Moore, forse inconsciamente, crea il supereroe più atipico della storia: V è mascherato, ha una forza e agilità fisica superiori alla media, eredità di misteriosi esperimenti a cui è stato sottoposto nel campo di concentramento di Larkhill, è un paladino della giustizia, ha una V come segno di riconoscimento che spesso ricorda un “certo” pipistrello che ogni tanto appare nei cieli di Gotham City: è in definitiva un supereroe.

Ma un supereroe molto particolare, un supereroe che nella terra-del-fa-come-ti-pare non avrebbe senso d’esistere: V è un anarchico, la risposta di Moore ai conservatori dell’epoca, che avevano come capo la lady di ferro Margaret Tatcher, che proprio mentre il fumetto ripartiva per la seconda volta lanciava una politica di abolizione del concetto di omosessualità. V è un simbolo di questa graphic novel, non ne è il protagonista, pur portandone il nome: i veri protagonisti sono gli uomini al potere, sono il concetto di giustizia (vista come una prostituta), è il popolo. VpV è il racconto di un colpo di stato di cui però non si conosceranno mai le conseguenze: V si è impegnato fino alla morte per portare l’anarchia, il caos a Londra. Un altro colpo di stato lo tentò il 5 Novembre (5, V in numeri romani) anche Guy Fawkes, un militare inglese che quella notte di Novembre avrebbe voluto far esplodere il parlamento (attentato sventato in extremis dalle forze dell’ordine di sua maestà). L’idea di vestire V da Guy Fawkes, con tanto di maschera (che nel corso della graphic novel non si toglierà mai) è stata del disegnatore David Lloyd, un’idea che Moore utilizzò entusiasta.

Spesso e volentieri quando si parla di VpV si parla solo di Moore, un grosso errore, che lo stesso Moore ha evidenziato più volte: senza l’apporto non solo grafico ma anche narrativo di David "Dave" Lloyd, VpV non avrebbe mai visto la luce, o peggio ancora non sarebbe riuscito a diventare quel capolavoro che alla fine è diventato.

Se la versione a colori di VpV ne migliora sicuramente la leggibilità, la versione in bianco e nero riesce a trasmettere quel senso angoscioso di incapacità dinanzi al Fato, riesce a far respirare al lettore un’aria malsana, e riesce nello stesso tempo a ritrarre la figura di V in tutta la sua maestosità e teatralità. Un lavoro perfetto, quello degli autori, splendidamente incastrati fra di loro.

Moore riuscirà a ripetersi dopo pochi anni con altri capolavori che lo faranno collocare di diritto nell’olimpo dei migliori autori di sempre, Lloyd lavorerà, fra gli altri, con un autore che può esser visto come uno degli eredi di Moore, Grant Morrison, e soprattutto con Garth Ennis, con cui realizzerà quel piccolo gioiello che è “Storie di Guerra”.

Ma la carica politica e culturale di "V per Vendetta" è rimasta forse un caso isolato nel panorama fumettistico e non solo. L’affascinate figura di V, metafora della libertà, metafora dell’anarchia, dell’apolitica, anche della sofferenza etica (è giusto compiere stragi e uccisioni in nome della libertà di una intera nazione?) difficilmente può trovare rivali nel campo fumettistico, come la stessa figura del leader, con la sua tormentata "storia d'amore", le debolezze dei suoi scagnozzi, la dolcezza di Evey, e la Giustizia puttana.

Un fumetto attuale, e che tale rimarrà per l’eternità, come sono rimasti attuali "1984" di Orwell e "Fahrenheit 451" di Bradbury.

In parole povere un capolavoro.

 

Info:

V PER VENDETTA

Ideazione: Alan Moore, David Lloyd e Dez Skinn

Testi: Alan Moore

Disegni: David Lloyd

Anno di prima pubblicazione: 1982