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Sambre (Yslaire)

  • Scritto da MarKeno

Sambre cover

Sambre cover - Sambre cover
Il fumetto d’oltralpe è una cosa seria. Intelligente, viscerale, eclettico. Stilisticamente determinato e assai distante dai consueti standard supereroistici che oramai imperano tra le nuvolette di china.


Ma attenzione alla contaminazione. Può accadere che una casa editrice italiana, specializzata in supereroi americani, decida di stampare una graphic novel francese scritta e disegnata da un artista belga. Un gran casino? No, un capolavoro: “Sambre”. Riprova assoluta di quanto il fumetto possa sporcarsi di letteratura pur conservando le sue peculiarità e, anzi, esaltandole sino al parossismo, “Sambre” è un’opera in quattro volumi, iniziata nel 1985. Oggi, finalmente, è riproposta per la prima volta nella sua completezza, in un formato che forse non rende giustizia all’originale, ma di certo si propone più adatto per una maggior diffusione. Perché “Sambre” la merita, senza ombra di dubbio. Per l’ambientazione storica perfetta, per la potenza dei suoi personaggi, per i temi, le forme e i conflitti profondi sviscerati con la maestria che compete ad un grande autore, Yslaire.

Il romanzo illustrato segue le vicende dei Sambre, appunto, una famiglia francese che vive a cavallo dell’Ottocento. la vicenda si apre con il funerale del capofamiglia, scrittore visionario, considerato pazzo dai più e morto in circostanze sospette. Il figlio maschio, Bernard, la sorella Sarah, e la loro madre rimasta vedova sono tutto ciò che rimane di un ceppo familiare maledetto, perseguitato da follie, tradimenti e perversioni inspiegabili. Mentre il tempo non riesce a sanare alcuna ferita, ma, anzi, le rende ancor più infette, Sarah precipita nell’ombra morbosa dell’operato del padre, finendo per ricalcarne le paranoiche orme. Sua madre, vedova assai poco afflitta, cerca un sollievo illusorio tra i piaceri della carne e i privilegi di una posizione nobiliare in celata quanto inarrestabile decadenza. E Bernard, il piccolo Bernard, conosce l’amore lo stesso giorno in cui scopre la morte. Ed eros e thanatos rimarranno per sempre due entità a lui legate in un abraccio perverso, uno sposalizio rilucente anche negli occhi della sua innamorata, Julie. Anima braccata e bracconiera, questa ragazza tanto emblematica quanto meravigliosa ricambierà l’amore di Bernard con la stessa energia bruciante e famelica, quasi che non fosse possibile nient’altro, quasi che ogni respiro dell’uno si esaurisse con dolore e piacere nell’anima dell’altra. E quegli occhi… quelle perle color del sangue che Julie ha per pupille sono come il marchio del loro sentimento vorace; un amore che non tarda ad assorbire l’influsso malefico che grava sui Sambre. Anzi, lo alimenta e se ne nutre con insana ingordigia, finendo per dare accredito alle fosche visioni del vecchio defunto. “La Guerra degli Occhi” s’intitolava la sua opera incompiuta, summa della sua follia e delle sue paure. Occhi di brace, occhi di sangue, proprio come quelli della piccola Julie. Occhi che possono condurre all’amore, alla morte, o forse a entrambi. Perché, in fondo, l’uno non esiste senza l’altra.

Sullo sfondo della cupa vicenda, i moti rivoluzionari del 1848 che si snodano per le vie cittadine di una Parigi malsana quanto gli uomini che la popolano. L’utopia di libertà, le pulsioni alla violenza, all’arte, all’erotismo si fondono con la disperata ricerca di simboli, ideali e di un senso per vivere o morire in tempi tanto perigliosi.

Un’opera tutt’altro che leggera e scorrevole, lo si sarà capito ormai. Ma, d’altro canto, quando mai la bellezza è semplice da fruire? Lo scopre Bernard e lo scopre anche il lettore di “Sambre”, mentre il suo animo si fa sempre più catturato da una narrazione spasmodica. I disegni e i colori di Yslaire sono talmente fusi alla storia da risultare aggressivi, impietosi. Privi di compassione nello sviscerare ogni recesso dell’animo e della vita dei personaggi. E il rosso rubino che non scintilla ma impregna le pagine si fa violento legame visivo, trait d’union estetico che attraversa l’intera vicenda come un coltello nel burro. Impossibile non rimanerne ammaliati e sconvolti nel contempo.

Una lettura intensa, dunque, ad alto tasso simbolico ed emotivo. Una macchia di vermiglio che non vi sciacquerete con facilità dagli occhi, di qualunque colore essi siano. Qualunque, tranne il rosso.

 

Soggetto: 9

Sceneggiatura: 7,5

Disegni : 9,5


Tre difetti

- L’edizione unica non ricalca alla perfezione il formato originale, cosa che agevola la lettura ma ruba parte dell’atmosfera originale.

- In alcuni punti la vicenda non è sempre chiarissima e scorrevole.

- Il lettering italiano è tanto asettico quanto invece profondi e graffianti sono i disegni, pertanto male si adatta alla lettura.


Tre virtù

- Qualcosa di molto, molto di più che un fumetto nella accezione più comune del termine: una saga, un’epopea dannata, una tragedia, un capolavoro.

- Chiavi di lettura molteplici, simboliche, da sviscerare prima, comprendere poi e apprezzare selvaggiamente infine.

- Quattro capitoli talmente fusi tra loro che il risultato finale è un’opera densa e potente come se fosse stata partorita d’un fiato dopo un lungo, oscuro travaglio.

 

Info:

SAMBRE

Autori: Yslaire (con la partecipazione di Balac per il primo volume)

Traduttori: Brolli D., Vitali V.

Anno: 2008 (progetto inizia nel 1985)

Editore: Panini Comics