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Lilith n. 02: "Il Vessillo di Re Morte"

Lilith

Lilith - Lilith
La reazione alla lettura del primo numero di Lilith della maggior parte dei lettori è stata più o meno la seguente: il divertimento e il compiacimento di aver letto un fumetto scritto fottutamente bene, e la preoccupazione di veder ripetere l'impostazione narrativa di questo albo per i successivi numeri, data la forte e precisa identità che la serie sembra avere. Alla lettura del secondo numero di Lilith la reazione è la stessa: una lettura fresca, avvincente, divertente, ma che ha la stessa identica impostazione del primo numero. Lilith e lo Scuro vanno in una imprecisata epoca, trovano il portatore del triacanto e, fra varie peripezie, riescono a distruggerlo, e via verso nuove avventure (e epoche). Il serio problema di questo secondo numero è che ha alle spalle un primo numero. Ad essere cattivi sembra che Luca Enoch ci abbia dato la stessa minestra che ci aveva dato sei mesi prima, ma con qualche sensibile variazione degli ingredienti. Ma il procedimento di cottura utilizzato è lo stesso.

Un Soggetto inesistente

La prima parte della storia è ambientata nella prima metà del 600: Lilith (o Lyca) viene ritrovata (rigorosamente nuda) da due pirati in fuga dai lancieri spagnoli, che l'eroina salva squartando senza troppi problemi gli inseguitori (la massiccia dose di violenza del primo numero a quanto pare non era occasionale). Riesce così a imbarcarsi sulla nave comandata dal portatore del triacanto, il capitano Mandsvelt: ma sarebbe stato troppo facile, e allora Enoch rivela a Lilith e allo Scuro (e al lettore) che il comandante è stato catturato e condannato a morte. Nonostante Lilith sembra sia assolutamente indistruttibile e invincibile, deve convincere tutta la ciurma della nave ad aiutarla nel liberare il loro comandante (non si sa per quale motivo: Lyca e lo Scuro potrebbero tranquillamente fare tutto da soli). La liberazione del capitano riesce perfettamente: solo a fatti avvenuti, Lyca si rende conto di aver incendiato una città intera (Porto Bello, che brucerà realmente una trentina d’anni dopo le faccende raccontate nell'albo). Assalita dai sensi di colpa viene subito rincuorata dallo Scuro, e il suo discorso è molto importante per il continuum narrativo dell'intera serie: l'importante per Lisa è portare a termine la sua missione, e non deve preoccuparsi di cambiare il corso della storia con le sue scorribande, perché se il triacanto verrà distrutto, automaticamente né Lilith, né il suo passato né lo Scuro stesso esisteranno. Una missione suicida, quella di Lilith. Il discorso dello Scuro però risolve anche altri problemi di natura prettamente logistica: Enoch, precisando questo punto, si toglie dalle scatole tutte le problematiche che una serie ambientata in diverse epoche della storia può causare, non dovrà preoccuparsi di poter cambiare la storia a suo piacimento, non dovrà pensarci più di tanto se far vivere o far morire Hitler, se far raggiungere la Luna o meno all'umanità. Perché l'importante è la riuscita della missione.

Chiarito questo punto fondamentale nell'economia della miniserie, Lilith passa a uccidere il portatore del triacanto. Ma siamo solo a pag. 45 su 130: e allora Enoch allunga il brodo e ci mette un ennesimo assalto ad una nave. Risolto sbrigativamente il problema, Lilith ci riprova, ma siamo a pag. 52: ed ecco che qualcosa va storto, il portatore del triacanto muore e Lilith fallisce.

Salto di epoca: si va nella prima metà del 1700 e inizia la seconda parte della storia, molto più veloce e godibile della prima (praticamente il secondo numero inizia qui). Lilith ancora una volta si aggrega ai pirati, e riesce dopo varie peripezie a trovare 'sto benedetto portatore del triacanto e a farlo fuori, nonostante il vano tentativo dei cardi, che sono tanto belli (graficamente parlando) quanto perfettamente inutili: non possono scalfire Lilith, non possono ferire lo Scuro, non possono far niente.

Ed ecco qua che il secondo numero finisce. Un soggetto talmente povero che ci si chiede a fine lettura come abbia fatto Enoch a realizzare una storia di 130 pagine con un plot simile, e soprattutto come sia riuscito a non far pesare la pochezza del soggetto al lettore. Semplice: Enoch è un genio, signori, Enoch sa scrivere, Enoch sa sceneggiare divinamente, e sa disegnare maledettamente bene. Sa fare talmente bene tutto ciò che riesce a far passare in secondo piano i dubbi sull'esistenza o meno del soggetto. La disposizione fortemente verticale e orizzontale delle vignette rende la lettura facile e divertente, i cambi di scena sono di una naturalezza squisita, oltretutto in questo numero è molto più vigorosa la verve ironica di Enoch rispetto al primo numero (memorabile la sequenza a pag. 94).

Lyca è disinibita, crudele, sadica, pronta a tutto. Anche a prostituirsi: per ben tre volte usa questa scusa per appartarsi col portatore del triacanto di turno o per avere notizie, un espediente forse eccessivamente forzato e subdolamente ripetuto, ma come si deduce dagli apprezzabilissimi flashback (immersi in maniera perfetta nella storia) Lilith è stata educata anche a questo per portare a termine la sua missione (e c'è anche una citazione a Gea: in alcune vignette si intravede un copia perfetta di Leo, personaggio della miniserie ormai terminata).

Insomma, c'è talmente tanto divario qualitativo fra soggetto e sceneggiatura da rimanerne storditi. Ma spesso si dice che non è importante cosa si scrive, ma come lo si scrive. E allora Enoch può dormire sogni tranquilli. Perché questo secondo numero di Lilith è sceneggiato, ops!, scusate, è scritto in maniera superba e divertentissima.

Enoch il Disegnatore

Cosa dire sui disegni, se non che sono semplicemente appaganti per l'occhio umano? Enoch riesce a caratterizzare benissimo tutti i singoli personaggi della storia (e sono tanti se si pensa a tutti i pirati con cui Lyca ha a che fare), nonostante debba sfornare la bellezza di 125 tavole ogni 6 mesi rispetta ogni minimo particolare (spettacolari le raffigurazioni dei vascelli), come sempre massiccio l'uso della retinatura, in alcuni casi anche un po' fastidioso, ma sono casi sporadici e isolati. Il problema però è nelle anatomie, specialmente in quelle di Lilith, che spesso e volentieri cambiano: la forma delle labbra da piccola diventa grande per poi ritornare piccola nel giro di poche vignette, la fronte arriva ad essere spropositatamente alta (vedere per esempio ultima vignetta a pag. 30), la stessa anatomia del corpo sembra mutevole. Non sono bazzecole, anzi. E sono ancor più gravi se si pensa che a fare questi errori è un disegnatore che si chiama Luca Enoch.

Ma vuoi mettere tutto il resto delle tavole, gli sfondi perfettamente riusciti, una dinamicità nel tratto da applausi, la splendida riuscita di alcune singole vignette (sia panoramiche che non), una recitazione impeccabile dei personaggi...

Ci vediamo fra sei Mesi...

Sembra che Enoch faccia volutamente degli errori per il semplice gusto di mostrare al lettore quanto è bravo nel dissimularli e renderli nulli: il soggetto non esiste? non preoccuparti, ti divertirai lo stesso nel leggerlo. Ci sono alcune sproporzioni nei disegni? Non ti preoccupare, il resto dei disegni ti soddisferà.

Certo, della copertina poco si salva. Enoch non è un ritrattista e si vede: l'impostazione è identica alla copertina precedente (e anche a quella immediatamente successiva): posa in primissimo piano di una sensuale Lyca, e sullo sfondo una vignetta ingrandita presa dalle tavole della storia (precisamente la prima vignetta di pag. 39). Se poi ci aggiungiamo un logo fra i più brutti mai visti su un Bonelli il patatrack è fatto: abbiamo capito che il punto forte di questa miniserie non saranno mai le copertine.

I dubbi su Lilith persistono, alla luce di questo secondo numero risultano addirittura rinvigoriti:

- la ripetitività tematica degli albi. Anche qui il canovaccio è: Lilith va in qualche tempo e in qualche luogo, trova il portatore del triacanto e lo fa fuori.

- si sente la mancanza di un villain ben definito. Cos'è il triacanto di preciso? I cardi sono graficamente stupendi, ma sembrano inutili. Sia a Lilith che allo Scuro non possono far niente. Qual è allora la loro utilità?

- Lilith è troppo forte, indistruttibile. In questo modo viene meno troppa suspense. Non si chiama mica Lilith Willer!

Luca Enoch dal suo blog rassicura i lettori: anche i primi numeri di Gea hanno ricevuto più o meno le stesse critiche, per poi cambiar rotta.

Bisogna solo aspettare 3/4 anni, a detta dello stesso autore.

Solo.

 

Soggetto: 4

Sceneggiatura: 7,5

Disegni: 7,5

Globale: 6,5

 

 

 

Info:

IL VESSILLO DI RE MORTE

Soggetto, Sceneggiatura, Disegni e Copertina: Luca Enoch

Editore: Sergio Bonelli

Miniserie semestrale n. 2

Giugno 2009

 

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