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Lilith n. 01: "Il Segno del Triacanto"

 

Lilith

Lilith - Lilith
Il suo destino è lottare, il suo destino è uccidere. Il suo destino è fare in modo che la sua epoca e il suo mondo non siano più come sono adesso. Lei è Lilith e quando la sua missione sarà completata non esisterà più. Se vi capita di incontrare Luca Enoch provate a chiedergli quale filo conduttore segue per realizzare i suoi fumetti. La sua risposta sarà molto semplice: le donne. Non si può proprio dargli torto. In principio c’era Sprayliz, poi l’approdo in Bonelli con Gea e ora è il turno di Lilith.

E’ il dicembre 2008 quando il primo numero di Lilith esordisce in edicola. Sono trascorsi circa due anni dall’ultimo numero di Gea e gli appassionati attendono con ansia il nuovo personaggio di Enoch. Per certi versi il primo impatto è abbastanza sorprendente: le differenze tra la sua nuova creatura e quelle precedenti sono numerosissime. Tanto per cominciare, Lilith non è un’adolescente che vive nella nostra epoca e non presenta tematiche sociali. Lilith (il cui lineamenti sono ispirati a quelli dell’attrice Kate Beckinsale) vive in un futuro imprecisato, un futuro in cui la razza umana ha dovuto rifugiarsi nel sottosuolo a causa del terribile Triacanto, un parassita alieno chiamato con vari altri nomi (tricuspide, spiromorfo, triunco, spiroforme, trìfido, tridacna, trinàcrio…) di cui gli esseri umani sono stati portatori inconsapevoli per millenni fino alla Grande Germinazione. Durante questo periodo, il Triacanto ha preso il sopravvento e l’umanità ha dovuto abbandonare la vita sulla superficie terrestre. La prosperazione dello spiromorfo può però essere annientata grazie alle missioni nel passato di un cronoagente, una creatura cresciuta ed addestrata unicamente a questo scopo. La prescelta dei Mandanti è Lyca, la “bambina perduta“. Lyca dovrà viaggiare nello spaziotempo senza poter mai tornare nella sua epoca per rintracciare i portatori del Triacanto ed estrarlo da essi prima che lo spiromorfo possa ramificarsi ulteriormente. E per farlo dovrà abbandonare pietà e scrupoli morali ed ignorare i cambiamenti che le sue azioni possono provocare nella Storia. Al momento opportuno il suo copro si trasforma, i riveste di uno strato di ceramica e diventa letteralmente indistruttibile.

Il primo compito del cronoagente è rintracciare i Miriapodi, creature artificiali che contengono le informazioni dell’epoca (lingua, usi, costumi…). Una volta assorbite le informazioni si materializza una creatura senza nome dalle sembianze animali (un “cagnone”, per dirla con Lyca) che funge da guida: Lilith lo chiama lo Scuro. Solo lei può interagire con lo Scuro: se infatti gli esseri umani non possono nè vederlo nè sentirlo nè percepirne la presenza in alcun altro modo, Lilith può addirittura comunicare con lui telepaticamente. Lo Scuro trasporta Lilith e l’assiste, ma può lottare solamente contro i Cardi, esseri vegetali inviati dal Triacanto per impedire al cronoagente di recidere le linee di ascendenza dello spiromorfo. I Cardi, però, sono esseri instabili: se non riescono a stabilizzarsi sul piano temporale di Lilith rischiano di morire improvvisamente; se invece riescono a stabilizzarsi traggono forza dalla terra e dalla linfa delle piante e possono essere annientati solo con la distruzione del Triacanto.

Il segno del Triacanto” è l’albo di apertura che narra la prima missione di Lilith, ambientata durante la guerra di Troia. Appare chiaro fin da subito come Enoch voglia dare vita ad una vera e propria realtà, a processi regolati da leggi che dovrà seguire in maniera ferrea per non incappare in errori e sviste clamorosi. Tutto quello che viene narrato è funzionale al racconto e mai fine a se stesso. Lilith, ad esempio, soffre di narcolessia a causa degli squilibri provocati dai viaggi nel tempo. Spesso quando Lilith si addormenta parte un flashback: Lilith sogna i suoi ricordi. E’ grazie a questo escamotage narrativo che veniamo a conoscenza del passato di Lyca e del suo lungo periodo di addestramento, iniziato quando era ancora una bambina. La narcolessia di Lilith ha dunque una doppia valenza: in primo luogo serve a dare maggiore credibilità al personaggio; in secondo luogo dà modo a Enoch di “tornare indietro nel tempo” praticamente in qualunque momento. E proprio i flashback sono i momenti che raggiungono la più alta intensità emotiva della storia: colpisce, ad esempio, l’entusiasmo e l’innocenza con cui la Lyca bambina impara ciò che le viene insegnato dai Mandanti senza conoscere veramente che cosa l’attende. Di contro, i genitori sono ben consapevoli di quello a cui andrà incontro la figlia: sanno che dovrà affrontare pericoli di ogni genere e soprattutto sanno che, una volta intrapresa la missione, non potranno vederla mai più.
Il primo numero è veramente ambizioso: Enoch riscrive l’Iliade, mette in scena eventi e personaggi come il Cavallo di Troia e Achille. I nomi sono quelli originali greci, le citazioni storiche sono tantissime. E alcuni personaggi vengono presentati in maniera quasi “subliminale”, senza mai citarne il nome. Un primo albo che quindi può quasi lasciare disorientati. Per apprezzare meglio questo numero 1 è consigliabile rileggerlo dopo aver letto anche il secondo episodio, per avere un quadro più completo dell’operato di Lilith e degli elementi portanti della serie. Un’attenta rilettura si rivelerà una piacevole sorpresa e si riusciranno a cogliere alcune sfumature sfuggite in precedenza.

La maestosità di questo fumetto è evidente anche sul piano visivo grazie al consueto stile grafico di Enoch. Disegni raffinati, curatissimi, impreziositi dai retini inseriti tramite l’elaborazione digitale delle tavole. Lo stile di Enoch è personalissimo, tradizionale ma contemporaneamente influenzato dai manga. La libertà artistica che gli è concessa dalla Bonelli è evidente anche nella struttura della pagina: come già si era visto in Gea, Enoch non è imprigionato dalla classica griglia a tre strisce ma costruisce la pagina a seconda delle esigenze. E nell’ultima pagina della storia Enoch ha un lampo di genio: veniamo infatti a sapere che se oggi conosciamo gli avvenimenti della guerra di Troia in parte il merito è anche di Lilith. Se Omero ha scritto un resoconto così ricco e dettagliato è perchè forse ha vissuto in prima persona le vicende di Ilio. Leggere per credere.

Voti Mad Fighter

Soggetto: 9

Sceneggiatura: 9

Disegni: 8,5

Globale: 8,5



Voti MarPlace

Soggetto: 7,5

Sceneggiatura: 7

Disegni: 7,5

Globale: 7,5

 

 

Info:

IL SEGNO DEL TRIACANTO

Soggetto, Sceneggiatura, Disegni e Copertina: Luca Enoch

Editore: Sergio Bonelli

Miniserie semestrale n. 1

Dicembre 2008

 


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