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La Bibbia 2, recensione

  • Scritto da Marco Placentino

bibbiadue “Il contrario di Fede è Ragione
Il contrario di Ragione è Torto”
La Bibbia 2, 2+2:10

Probabilmente tutti i più grandi successi in campo narrativo hanno avuto un seguito. Stiamo ancora qui a bestemmiare per il seguito di Matrix, ad elogiare il seguito di Terminator e a dire “Meh!” al seguito di Alien, eppure il più grande successo letterario, il libro più venduto al mondo, non ha mai avuto un seguito. Possibile mai che un simile successo non debba meritarsi un “Il ritorno”, un “La Vendetta”, un “Back in Action”?
Ci pensano Pierz (in arte Luca Piersantelli) e David The Pink (in arte Davide La Rosa) a scrivere il seguito de “La Bibbia”, sorta di colossal uscito in tempi non molto recenti e che pare abbia venduto un fottìo, e venda tanto anche adesso (ammetto di non aver letto il libro, non mi sono mai piaciute le robe esoteriche/profetiche alla Dan Brown). Come abbiano fatto ad accaparrarsi i diritti di cotanto successo rimane un mistero.

Comunque, pare che nel primo libro ci fosse questo protagonista dotato di grandissimi poteri che si divertiva a trattare male le sue creature, gli uomini, anche se poi gli manda il figlio (a quanto pare voleva toglierselo dai piedi, e infatti quando lo fanno fuori non lo salva nemmeno, però lo resuscita, inventando quindi il concetto di zombie da cui poi Romero trarrà i suoi numerosi capolavori). Nel seguito questo protagonista, dal nome un po’ esagerato (Dio) torna assieme ai suoi fidi Spirito Santo (che non c’entra niente con Spirit di Eisner, peccato perché un po’ ci speravo) e Gesù, riformando quel gruppo di spacca culi noto come “La Trinità” (una roba tipo Mucchio Selvaggio, insomma), pronti per sconfiggere definitivamente il malefico Lucifero, un cornuto dalle terribili fattezze di Ignazio La Russa (povero Lucifero, non augurerei a nessuno di somigliare a La Russa!).
Fra debordanti citazioni e interpretazioni di concetti che finalmente si svelano (viene qui narrata la genesi del famoso “Giuda Ballerino” di Dylan Dog), il Mucchio Selvaggio, ehm, pardon, la Trinità, riesce a sconfiggere Lucifero grazie all’aiuto delle famigerate SS (Spirito Santo) di hitleriana memoria, dando anche un senso revisionistico alla figura di Papa Giovanni Paolo Armando Deboroh II (si chiama così? Insomma, quello prima di Benny 16), sfociando in una interpretazione commovente del bene e del male, dipendenti l’uno dall’altro come Grillo e Casaleggio.
Ma, colpo di scena finale, dietro tutto si erge una malefica figura, che tutto sapeva e che tutto orchestra sin dall’alba dei tempi: un nano svizzero! [faccina sorpresa]

La Bibbia 2 ha il grandissimo merito di dare una nuova interpretazione al capitolo precedente, e introdurre personaggi fondamentali e accattivanti (forse per un ulteriore seguito? Si vocifera di un terza capitolo, in modo da formare una trinità, ehm no, scusate, una trilogia). Pierz e La Rosa, prendendosi meno sul serio del loro predecessore (che era davvero troppo serio!), giocano anche di ironia, come quando affermano che il padre di Gesù è Dio per mano dello Spirito Santo, rifiutando quindi il padre storicamente accertato, ovvero l’idraulico di Lodi.

Lo stile asciutto e funzionale del disegno di La Rosa ci regala dei piccoli capolavori da farne dei quadri, dal canto suo Pierz, in tutta la sua estrema eleganza, tratteggia un Gesù che con le sue mani bucate riesce a far dei veri e propri miracoli (però il Gesù seduto stile Frank Miller è proprio figo, ‘orcoggiuda! [cit.]).

Rimangono però seri dubbi sulle invettive che gli autori usano per intervallare i vari capitoli del libro. Sembra quasi che trattino male i fans del primo capitolo, come se questi ultimi ci avessero fondato sopra, non so, tipo una religione. Come se credessero veramente a quanto narrato ne La Bibbia. Ma davvero c’è qualcuno che crede a ‘ste robe?

INFO
La Bibbia 2 testi e disegni di Davide La Rosa e Luca Piersantelli (Pierz)
Nicola Pesce Editore, 2013
148 pag., brossurato, b/n - 5,00 €
ISBN: 978-88-97141-13-6