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Kobane Calling (Zerocalcare)

  • Scritto da Anita Magnani
kobane calling copertina
zerocalcare-kobane-calling-copertina - kobane calling copertina


Tra l’Ulisse di Joyce e Manhattan di Woody Allen ci sta Zerocalcare. Da “Un polpo alla gola” a “L'elenco telefonico degli accolli”, la sua è un’epopea contemporanea in chiave tragicomica. Anche se in questo ultimo graphic novel, “Kobane Calling”, ambientato tra Turchia, Iraq e Siria e realizzato in seguito alla spedizione organizzata dall’associazione Rojava Calling a cui il fumettista ha partecipato per sostenere la resistenza curda di Kobane, non dovrebbe esserci proprio niente di comico. Eppure Michele Reich riesce a trasformare un tema e una storia di lotta e resistenza tanto lontana da noi in qualcosa di familiare e autoironico, sempre con umiltà, onestà e zero banalizzazioni.

Non dev’essere stato facile, sia fisicamente che metaforicamente, uscire dall’immaginario di Rebibbia e raccontare una vicenda non solo complessa e scomoda, ma anche così distante dall’universo rassicurante e ormai collaudato a cui Zerocalcare ci aveva abituati nelle sue storie precedenti, per quanto comunque sia Rebibbia che il fedele armadillo rimangano sempre avvertibili sullo sfondo, come punti fermi in un viaggio che di punti fermi ne ha ben pochi. Del resto, Zerocalcare non si è mai spacciato per giornalista e tantomeno per politologo: il suo è un puro raccontare e in quanto tale il punto di vista e lo stile dell’autore devono essere riconoscibili.

kobane calling zerocalcare

E quindi ci sta tutto che al posto dei “disegnetti” sui plumcakes (come li chiama lui) ci siano quelli sulle lenticchie a colazione, che un petulante Mammut faccia da contraltare al canonico armadillo e che il funzionario del kurdistan iracheno che dirige la frontiera di Semelka sia personificato dal cattivo medio di Ken il Guerriero. Sono elementi iconici che servono da una parte a “brandizzare” ulteriormente il lettore seriale, ormai assuefatto all’assurdità di certe figure di Calcare; dall’altra ad alleggerire un tema, quello della resistenza curda, non propriamente immediato o comunque non canonicamente affrontato in letteratura.

Questa supposta “leggerezza”, tanto denigrata da una parte di lettori, è quella che più di tutto commuove, leggendo le testimonianze di chi il dolore lo vive ogni giorno. La delicatezza che Michele Reich mette nel raccontare e “caricaturare” certe situazioni ne fa emergere ancora di più la gravità, rafforzandone l’assurdità per contrasto. Un’attestazione di maturazione della poetica di Zerocalcare.

zerocalcare kobane calling dettaglio
kobane-calling-1 - zerocalcare kobane calling dettaglio


E ai “puristi” dell’informazione mainstream, a tutti quelli convinti che su certi temi non si debba scherzare e ad altri ancora che vedono in “Kobane Calling “ una mera operazione commerciale, rispondo che per quanto mi riguarda l’importante è che di convivenza etnica e religiosa, emancipazione femminile e confederalismo democratico si continui a parlare e che ognuno ne parli come può e con i propri mezzi: chi tramite articoli giornalistici e chi con i disegnetti; e ben vengano le paraculate dell’ultimo minuto se servono a far sì che anche solo una persona in più possa comprendere meglio il mondo che ci circonda. E possa farlo con parole comprensibili e umane.

Info Libro:
Scritto da Zerocalcare
Edito da Bao Publishing
2016
270 pagine


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