Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Katsuhiro Ōtomo

Amanti o meno della cultura giapponese, concedetemi uno sfondone. "Akira" è una delle opere fondamentali del cinema degli ultimi trent'anni, e non solo d'animazione.

Le vicende di Tetsuo hanno segnato uno spartiacque per l'invasione dell'immaginario fantascientifico di matrice nipponica nella cultura occidentale. Dal 1988 in poi, il nome di Katsuhiro Ōtomo è diventato celebre anche a chi non frequentava con disinvoltura le pagine al contrario dei Manga o non si sfondava di Anime d'importazione tutto il giorno. Come il fumetto omonimo, “Akira” gioca con l'immaginario Cyberpunk, per poi immergerlo in un vortice incalzante in cui scenari apocalittici, spruzzate di riferimenti religiosi, poteri sovrannaturali e impressionanti accenni agli abusi e agli abomini della scienza si mischiano in una pellicola incalzante e avveniristica.

Partire da questo capolavoro è fondamentale per capire l'approccio artistico del regista e mangaka di Hasama. Sia che si tratti di opere su carta o su pellicola, la prima cosa che salta all'occhio è il tratto deciso e realistico dei suoi disegni, molto spesso a cavallo tra architetture ardite, contorsioni umanoidi e paesaggi visionari ma allo stesso tempo quasi fotografici e decisamente realistici. I suoi Manga hanno fatto scuola soprattutto per quell'approccio adulto e complesso alla narrazione capace di far valicare i confini dell'età adulta alla fantascienza del sol levante. La sua attività da regista è stata forse meno proficua ma destinata a travalicare i generi per sperimentare con le nuove tecnologie d'animazione, in particolare l'utilizzo della computer grafica.

Se non avete dimestichezza con il suo universo, vi basta sapere che da quelle parti troverete esplosioni atomiche, poteri telecinetici, bambini incredibilmente adulti e una passione per le sperimentazioni prospettiche. Insomma, un disegnatore sopraffino e un narratore destinato a far scuola. Vi basta?

Bibliografia consigliata:

1. “Akira” (1982-1990) voto 9

2. “Domu-sogni di bambini” (1983) voto 8,5

3. “Fireball” (1979) voto 8

4. “ZeD” con Tai Okada (1991) voto 7,5

5. “The Legend of Mother Sarah” (1990) voto 7,5

6. “Hansel to Gretel” (1981) voto 6,5


Filmografia selezionata:

“Akira” (1988) voto 9,5

“Steamboy” (2004) voto 7,5

“World Apartment Horror” - live action (1991) voto 6,5

Articoli correlati:

- I migliori film di animazione giapponesi

- I Migliori Mangaka

- Madhouse: i migliori anime

- Studio Ghibli: i migliori film

- Osamu Tezuka