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Greystorm n. 07: "Ossessione"

 

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Terzo numero su sette non sceneggiato da Antonio Serra, “Ossessione” ripresenta alcuni difetti già presenti in altri albi, pur se in maniera molto meno accentuata. Un settimo numero che vive di atmosfera, sceneggiato da un altro autore neveriano, Alberto Ostini, alla sua prima prova con Greystorm. Ai disegni ritroviamo la collaudata coppia Simona Denna-Francesca Palomba, artefici di un ottima prova nel numero d’esordio di questa collana.

Tributo a Jules Verne

Questo settimo episodio viene suddiviso in tre momenti chiave: il viaggio di Greystorm (e del nuovo interessante personaggio Ian Thompson) verso l’isola vista nel quarto e quinto episodio, abitata dal sempre meno fraterno amico di Greystorm, Jason (che ritorna, dopo un albo d’assenza) e dai suoi figli Hoanui e Mili, più tutti i reduci dell'Iron Cloud. La scoperta da parte del diabolico inventore delle modalità della morte di McCrane, suo fidato braccio destro, apparentemente morto nel n. 5, da il via al secondo momento narrativo, quello principale dell’albo, di cui porta anche il nome: l’evoluzione dell’ossessione di Robert Greystorm, sempre più sull’orlo dell’abisso. Il ritorno a Londra è funzionale anche per raggiungere l’atmosfera necessaria: la lugubre casa dell’inventore è un teatro perfetto per la maturazione dei germi della follia di Greystorm, per la nascita dei suoi piani megalomani di dominio del mondo, ma soprattutto per il suo desiderio di vendetta verso l’odiato Jason, colpevole, secondo la devastata psiche del protagonista, di avergli rubato la sua regina, la bellissima Ele’Ele, che molto probabilmente rivedremo nel corso dei numeri finali della collana. La consapevolezza viene raggiunta nella poetica ed efficace sequenza finale, in cui Greystorm si reca in libreria per leggere il secondo episodio di Robur il conquistatore, scritto dall’immancabile Jules Verne. Qui Serra & Ostini giocano ad intrecciare la realtà con la fantasia: infatti il grande scrittore avrebbe trovato l’ispirazione per un secondo episodio di Robur grazie alle lettere che Robert Greystorm inviò a Verne prima del suo fatidico viaggio al Polo Sud. “Il Padrone del Mondo” (ovviamente un romanzo realmente scritto dal grande romanziere) viene narrato nell’episodio con tanto di vignette. E’ il definitivo tributo della miniserie al grande scrittore ottocentesco, fondamentale non solo per Greystorm, ma anche per Nathan Never, è il definitivo tributo di Antonio Serra al suo scrittore preferito. E dalla lettura di questo romanzo, Greystorm trova nuova linfa per completare i suoi oscuri piani, memore dei fallimenti di Robur e del suo Épouvante.

Un numero decompresso questo, che gioca molto su frasi ripetute nella sequenza centrale per creare quell’ansiolitica atmosfera d’ossessione, riuscito per sceneggiatura ma "povero" come pochi di soggetto, di storia. A dispetto di altri numeri la “carenza” di soggetto, in questo preciso momento della miniserie, è azzeccata. Serviva un albo dedicato alla discesa nell’abisso di Robert Greystorm, serviva illustrarne le dinamiche, e soprattutto gli obiettivi. Ed è un tocco di classe la sequenza finale dedicata a Verne. Un numero non riuscito come il precedente, che ci risulta per il adesso il migliore, ma “Ossessione” è un tassello importantissimo e necessario per la miniserie.

Ottocento malriuscito

La coppia Denna-Palomba aveva esordito nella maniera migliore con “Grandi Progetti”. Il tratteggio della Palomba soprattutto aveva convinto pienamente, perfetto per rievocare l’atmosfera di fine ottocento. In questo caso le due disegnatrici non ottengono gli stessi risultati, pur avvicinandosi. Balza agli occhi una certa discontinuità nella qualità delle vignette: ce ne sono moltissime, anche nella stessa pagina, che risultano curate e ottimamente realizzate, a discapito di altre che non hanno la stessa valenza. La costruzione fisica dei corpi ogni tanto soffre di qualche indecisione, alcune tavole nel complesso hanno un problema di volumi che si avverte, anche se non è palese. L’inchiostratura della Palomba gioca molto sullo scuro, sui neri e sul tratteggio, anche quando magari non ce n’è bisogno, come nella parte iniziale ambientata sull’isola, mentre spadroneggia nei laboratori di Greystorm, vero picco dell’intero albo.

Altro difetto è la realizzazione grafica del romanzo di Verne: ad iniziare dalla strana forma delle vignette, sin troppo arbitraria, per finire agli invadenti effetti computerizzati, che seppur equilibrati con l’atmosfera regina della narrazione, fanno apparire le vignette confuse, poco curate nella realizzazione artigianale. Sarebbe stato perfetto a nostro modo di vedere una sequenza totalmente tratteggiata, in modo da accentuare quell’atmosfera ottocentesca che si avverte davvero a fatica. Ma i disegni della Denna e della Palomba hanno però una precisa qualità, che è la realizzazione grafica di Greystorm. Fra le versioni che si sono potute ammirare nel corso di questi sette numeri, il "loro" Robert è sicuramente quello più riuscito, quello che risulta più azzeccato, più carismatico, in perfetta linea col personaggio.

Quinta Potenza

L’avevamo già adulata nella scorsa recensione: davvero stupenda la copertina di Gianmauro Cozzi per questo albo, perfettamente realizzata e calata nel contesto della storia a cui fa da presentazione. Dopo un inizio zoppicante, anche Cozzi si conferma un ottimo ritrattista.

Mauro Boselli in persona ha comunicato alcuni tempi fa la classifica delle vendite bonelliane: Greystorm  si è guadagnata la carica di quinta potenza della casa editrice milanese per vendite, subito dopo Julia di Giancarlo Berardi e superando addirittura Dampyr dello stesso Boselli. I lettori della miniserie non disdegnano commenti entusiasti, in molti idolatrano Greystorm come la migliore miniserie Bonelli fin’ora uscita. Ad altri pochi, invece, Greystorm risulta puerile, adolescenziale, banale anche.

Come sempre, la verità sta nel mezzo.

 

Soggetto: 6,5

Sceneggiatura: 7

Disegni: 6,5

Media: 6,5

 

 

Info:

OSSESSIONE

Soggetto: Antonio Serra

Sceneggiatura: Alberto Ostini

Matite: Simona Denna

Chine: Francesca Palomba

Copertina: Gianmauro Cozzi

Editore: Sergio Bonelli

Miniserie mensile n. 7 (di 12)

Aprile 2010

 

 

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