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Dylan Dog Color Fest n. 5

 

Dylan Dog Color Fest 5

Dylan Dog Color Fest 5 - Dylan Dog Color Fest 5
Il quinto Dylan Dog Color Fest conferma una tradizione ormai storica di questa collana, ovvero la poca incisività delle storie. Sarà che ideare e sceneggiare episodi da 32 tavole è ben più difficile che scrivere episodi da 94, sarà che forse è proprio il personaggio-Dylan Dog ad aver bisogno di maggior spazio per centrare il bersaglio, ma la collana dei Color Fest si conferma la quint’essenza dell’inutilità nell’universo dylandoghiano. E non basta un ottimo apparato grafico (anche questa, per fortuna, è diventata una tradizione della collana) a salvare un prodotto che sembra avere davvero poco da dire. Sotto quest’ottica ci risulta ottima l’idea dei Color Fest tematici: fra alti e bassi il precedente Color Fest Humor è tutto sommato riuscito, vedremo cosa ci proporranno il prossimo Aprile.

Nel frattempo dobbiamo farci bastare queste quattro storielle.

 

IL GRIDO MUTO

Soggetto: Pasquale Frisenda e Luigi Mignacco

Sceneggiatura: Luigi Mignacco

Disegni e Colorazione: Pasquale Frisenda

 

Da un’idea di Pasquale Frisenda, sviluppata e sceneggiata da uno degli autori forse meno amati del parco bonelliano, Luigi Mignacco, “Il Grido Muto” è di una prevedibilità e banalità spiazzante, ma nonostante tutto si lascia leggere, forse più per i fantastici disegni di Pasquale Frisenda che per i contenuti stessi. La sceneggiatura matematica e relativamente senza difetti conferisce una lettura leggera e veloce, condita da alcuni bei momenti. Su tutto pesa una conclusione, oltre che prevedibile, anche troppo “moralisteggiante”.  Curiosità: questo racconto era stato commissionato inizialmente a Mauro Boselli, che ha dovuto abdicare per i suoi numerosi impegni con Dampyr e Tex. Frisenda semplicemente pazzesco, signore e signori. Ormai è diventato il migliore in assoluto in Italia. Se proprio vogliamo trovare un difetto, il volto di Dylan Dog non è propriamente riuscito, dai tratti somatici forse ecccessivamente mascolini, ma tutto il resto è da sogno. Si aggiunge poi una colorazione di suo pugno che rende le 34 tavole un orgasmo per ogni lettore di fumetti. Applausi incontrastati, le sue sole tavole valgono l’acquisto di questo Color Fest.


Soggetto: 6            Sceneggiatura: 6,5

Disegni: 8,5            Colorazione: 9

Media: 7

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LACRIMA DI STELLA

Soggetto e Sceneggiatura: Giancarlo Marzano

Disegni: Daniele Caluri

Colorazione: Chiara Fabbri Colabich e Cristina Toniolo

La storia di Giancarlo Marzano, quasi ci dispiace ad esser così cattivi, è illeggibile. Sin dall’introduzione, con un Dylan Dog trasognante che guarda le stelle da una finestra, e che pensa un campionario di banalità da guinness dei primati, è quasi insopportabile. L’evoluzione della storia, con Dylan che sprofonda in un mondo di  freaks assediati da un’ora di mostri, nasconde neanche tanto velatamente un moralismo davvero da quattro soldi. L’epilogo è insensato e di una pochezza disarmante. Ci fermiamo qui, preferiamo arrenderci. Ai disegni troviamo niente di meno che il disegnatore del grande Don Zauker, Daniele Caluri, che debutta così sulle pagine dell’Old Boy. Una prova nella media quella di Caluri, che preferisce affidarsi ad uno stile asciutto e privo di “effetti speciali”,  con un certo amore per i dettagli ma che non tradisce assolutamente il dinamismo. Buono anche il suo Dylan Dog, forse troppo giovane. In ogni caso reputiamo Bigliardo ben più adatto al bianco e nero che al colore, e i disegni di Don Zauker stanno li a dimostrarlo. Anche i colori di Chiara Fabbri Colabich e Cristina Toniolo sposano la linea asciutta dei disegni, con il pesante difetto però di azzeccare poche volte la luce della vignetta.

Soggetto: 3            Sceneggiatura: 3

Disegni: 7               Colorazione: 6,5

Media: 4,5

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CATTIVA SORTE

Soggetto e Sceneggiatura: Diego Cajelli

Disegni e Colorazione: Daniele Bigliardo

E di debutto si tratta anche per Diego Cajelli, che scrive una storia leggera, forse fin troppo, nonostante un inizio traumatico con un Groucho in fin di vita. E’ la storia più pesante per quanto riguarda i contenuti, ma che si sviluppa in maniera forse poco approfondita (una necessità, dato il poco spazio a disposizione), un soggetto che forse, sviluppato maggiormente, non avrebbe sfigurato sulla serie mensile. La sceneggiatura, nonostante alcune chicche degne di nota, risulta a conti fatti sin troppo striminzita. Tutto sommato un buon debutto, sperando di rivedere presto Cajelli sulle pagine della serie regolare.

I disegni di Daniele Bigliardo, uno degli assi dello staff di Dylan Dog, soffrono davvero troppo un tipo di colorazione molto “autoriale”. Bigliardo ha saltato piè pari la fase dell’inchiostrazione, passando direttamente dalle matite alla colorazione, una tecnica difficile (guardare alcuni esempi dei maestri Juan Jimenez e Will Elder), con cui Bigliardo deve prendere più confidenza. La poca chiarezza dei contorni fa si che la vignetta ne risulti abbastanza confusionaria, perdendo spesso e volentieri profondità, andando a sminuire il buon lavoro fatto con le matite. Ci sono in ogni caso delle gran belle vignette da ammirare, e un Bloch curiosamente simile più a Luigi Bersani che all’attore Robert Morley.

Soggetto: 6,5         Sceneggiatura: 6

Disegni: 7               Colorazione: 6,5

Media: 6,5

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L’UOMO CHE NON C’E’

Soggetto e Sceneggiatura: Giorvanni Gualdoni

Disegni: Marco Nizzoli

Colorazione: Fabio D'Auria

La storia di Giovanni Gualdoni segue la filosofia di “Cattiva Sorte”, una storia dai contenuti abbastanza marcati. E’ forse l’episodio che funziona meglio dei quattro, presentando un soggetto perfetto in rapporto alla lunghezza del racconto, e una sceneggiatura ben calibrata, pur se priva di personalità, il tutto concluso con un bel finale, non scontato, anche se Gualdoni non rinuncia al classico spiegone bonelliano che poteva tranquillamente essere evitato.

I disegni di Marco Nizzoli seguono invece la filosofia dei disegni di Caluri, delle tavole semplici ma riuscite, il cui unico difetto è un Dylan Dog che in alcuni casi appare quasi caricaturale, mentre il resto dei personaggi sono tutti azzeccati, da Bloch a Groucho, passando per una riuscitissima Paula, perfetta per il suo fascino nevrotico, indispensabile al personaggio. Molto buona anche la colorazione di Fabio D’Auria, con unico difetto la sequenza del cimitero, in cui c’è troppa luce per una sequenza notturna.

Soggetto: 6,5         Sceneggiatura: 6,5

Disegni: 7               Colorazione: 7

Media: 7

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Per la copertina è il turno di Milo Manara, indiscusso maestro e senatore dell’erotico italiano, che non rinuncia a disegnare una delle sue “donnine”, ma che sgarra completamente l’Old Boy, proponendoci un Gabriel Garko disegnato pure male.

Sono due anni e mezzo che questa collana offre grandi disegni per storie mediocri, e nonostante tutto vende, e pure tanto. Misteri dell'estate.


Media Globale: 6



Info:

DYLAN DOG COLOR FEST

Il Grido muto (Frisenda-Mignacco & Frisenda)

Lacrima di Stella (Marzano & Caluri-Fabbri-Toniolo)

Cattiva Sorte (Cajelli & Bigliardo)

L’Uomo che non c’è (Gualdoni-Nizzoli-D’Auria)

Copertina: Milo Manara

Editore: Sergio Bonelli

Serie semestrale n. 5

Agosto 2010