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Dampyr (M. Boselli-M. Colombo)-Part 4

Dampyr

Dampyr - Dampyr
Quarta e ultima parte con minirecensioni dei numeri di Dampyr che vanno dal n. 91 al n. 115, più gli Speciali n. 3 e 4 e il Maxi n. 1, inseriti in ordine di pubblicazione rispetto alla serie mensile.

(PS: segnalati in arancione gli albi giudicati da noi i migliori della serie)

pag 4/4:  precedente

n. 91: "I Cacciatori del Sogno" (M. Boselli & N. Genzianella)

Storia molto simile a "Le Terminatrici", sia per trattamento della storia, per protagonisti che per analogie narrative. Ci sono purtroppo delle parti che appesantiscono molto la lettura (come quando viene spiegato ad Harlan cosa sono le mazzere) e nonostante il nostro Harlan rischi seriamente la vita, non si percepisce della tensione in particolare. Ma d'altro canto è anche una storia molto affasciante, in cui l'atmosfera è costruita dovere.

Genzianella migliora sempre più. Negli scenari sta diventando uno dei migliori, magari nelle sagome ha qualcosa che non va, e il volto di Harlan sembra monotematico, poco espressivo.

Copertina davvero riuscita.

Sogg./Sceneg.:7                     Disegni: 7,5

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n. 92: "La Macumba dei Narcos" (L. Mignacco & L. Raimondo)

Ancora una volta Mignacco delude. La faccenda dell'hierba negra che resuscita i morti non sta nè in cielo né in terra, data la meccanicità del "passaggio" (e poi "l'anima" si ricorda delle altre volte in cui è resuscitata? E quando attendeva di resuscitare dove si trovava?). Veramente pessima la caratterizzazione di uno dei personaggi più riusciti della serie, Bobby Quintana (lo zombie?). Ridicola la figura di Lord Mardsen che imbastisce un piano alquanto anonimo per un Maestro della Notte di ammazzare Dampyr. Poi la ferita di Tesla col sangue di Dampyr che gli fa solo il solletico potrebbe potenzialmente smentire tutto quello che si è detto nel corso di 91 numeri di Dampyr. Non basta l'apparizione di un maestro per rendere bello un albo. Per farla breve: Mignacco si conferma incapace a mio modo di proporre storie di qualità con Dampyr, o che almeno rispettino il carattere preimpostato dei personaggi.

Raimondo fotocopia di un Bruno Brindisi neanche tanto in forma. Tecnicamente si vede che è bravissimo: ottima resa degli scenari, vignette molto dinamiche, buona recitazione dei personaggi, ma rimane il pesante difetto di non avere un tratto personale.

Copertina non esaltante, con Harlan abbastanza invecchiato.

Sogg./Sceneg.: 4                    Disegni: 6,5

 

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SPECIALE n. 3: "Soldati di Ventura" (D. Cajelli & F. Russo)

Speciale che rivaluta la collana, principalmente per una sceneggiatura fluida e divertente, per nulla pesante. Rimane un po' col colpo in canna: alla fine si sperava che comparisse Thorke, ma purtroppo così non è stato. Se fosse comparso questo speciale avrebbe avuto una caratura più rilevante nell'universo dampyriano, così rimane solo una storia divertente. Molto belle e riuscite le sequenze in cui si entra nell'intimo dei tre protagonisti, da Kurjak a Tesla, passando per Harlan.

Prova sicuramente convincente di Russo, che dimostra di avere una continuità di pietra: non una tavola meno curata rispetto alle altre, tutte dalla qualità costante. Non ha certo quel tratto immaginifico proprio di altri disegnatori dello staff dampyriano, ma è sicuramente bravo.

Sogg./Sceneg.: 7                 Disegni: 6,5

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n. 93/94: "L'Isola dei Bucanieri/Lo Stregone senza Volto" (M. Boselli & M. Dotti)

Torna Draka in questa doppia, di cui la prima parte è impreziosita dalle riflessioni di Kurjak. Epica la ricostruzione del passato di Draka, un'altra lezione di storia, così come riuscito è lo scenario in cui viene ambientata la vicenda. E Jeff Carter sta diventando un personaggio veramente interessante. Seconda parte che continua sugli stessi risultati della prima, soprattutto per l'incontro-scontro fra Harlan e il padre e per l'inaspettato colpo di scena finale riguardante Jeff Carter.

Dotti molto discontinuo, anche se sopra la media. Alterna vignette poco curate ad altre estremamente efficaci. Mezzo voto in più per la maxi vignetta a pag. 87 del primo albo, semplicemente spettacolare.

Sogg./Sceneg.: 7,5                  Disegni: 7

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n. 95: "I Vampiri di Nadvorra" (D. Cajelli & G. Piccininno)

Albo che ricorda le prime storie della serie, in cui Harlan faceva fuori il Maestro di turno con una certa facilità. La caratterizzazione "primitiva" del Maestro è una buona idea, ma forse gestita male: poteva durare anche più di un albo, data anche la sua natura estremamente diversa dal resto dei maestri. Un po' forzata la prima apparizione di Draka.

Da tempo Piccininno non disegnava qualche storia, il suo tratto atipico per questa serie la arricchisce, e questo suo lavoro è riuscito, con poche sbavature, e quando si mette riesce a disegnare delle vignette molto belle.

Sogg./Sceneg.: 6,5                  Disegni: 7

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n. 96: "La Porta degli Incubi" (D. Cajelli & A. Baggi)

Seconda storia consecutiva per Cajelli. L'apparizione di Dolly sà di mero pretesto, anche l'apparizione di Mardsen sembra messa lì per arricchire la storia. E' vero che il tutto gira intorno a queste due apparizioni, ma sono elementi che servono per "dampyrizzare " una storia dal forte sapore dylandoghiano. E dovrebbe esserci un errore: se lo scrittore si è suicidato con una pistola, come ha fatto poi a portare quella pistola nel capannone? Ma in fin dei conti una storia riuscita e avvincente.

Storia su misura per Baggi e il suo visionario campionario di mostri, e come sfondo una New York silenziosa ma oscura, però c'è da dire che l'Harlan di Baggi è forse il meno riuscito, e anche il suo Lord Mardsen lascia a desiderare, mentre il suo Kurjak è il più georgeclooneyzzante della serie.

Copertina molto bella: una delle migliori di Riboldi.

Sogg./Sceneg.: 6,5                  Disegni: 7

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n. 97/98: "Notte e Nebbia/L'Armata della Morte" (M. Boselli & A. Bocci)

Con questa doppia inizia la prima saga della serie, che durerà sino al numero 102.
Ancora una volta Boselli ci traghetta nel passato con una sceneggiatura a intermittenza fra passato e presente. Ricompare Vera Bendix e Matthew Shady ma lo sfondo della seconda guerra mondiale è da applausi! La seconda parte è dedicata (anche nel titolo) all'armata delle tenebre di Erlik Khan, un'armata che avrebbe dovuto far sfracelli e che invece si vede poco, forse l'unico difetto di un albo che conclude degnamente la sottotrama di questa grande trama. Bellissima la storia del ragazzo ebreo e del ragazzo tedesco "purosangue" che diventano amici, molto significativa, e ottime premesse per l'albo che verrà. Insomma, un inizio di saga con i fiocchi.

Bocci non in forma come in altre sue perfomance, forse per la sceneggiatura corposa che non ha permesso al disegnatore di sbizzarrirsi in vignette evocative. Ma sempre sontuoso il suo lavoro, mantiene costante la qualità delle vignette, ma che per forza di cose non può sfruttare appieno la sua maestria nel dipingere gli scenari, il che è un peccato.

Più riuscita la prima copertina che la seconda.

Sogg./Sceneg.: 7,5                  Disegni: 7,5

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n. 99: "Il Villaggio incantato" (M. Boselli & Majo)

Siamo al cospetto di uno dei migliori albi in assoluto della serie e forse della Bonelli tutta, per contenuti e per grafica. Non tanto per essere un crocevia importante di questa saga, e neanche per incredibili sconvolgimenti (che a conti fatti non ci sono, tolti i cliffhanger finali) ma semplicemente perché leggere quest'albo è una goduria unica, e tutto per la maestria di un Boselli qui in grande spolvero! E ci si aggiunge anche un'infarinatura molto affascinate della cultura ebraica.

E anche Majo in grande spolvero! Il disegnatore non è solo un maestro nel dipingere scenari incredibilmente evocativi e reali, ma è un maestro indiscusso nella recitazione dei personaggi: si potrebbero prendere miriadi di esempi da quest'albo, ma credo sia esplicativa la gestualità di Kurjak nel fumarsi la sigaretta a inizio albo. Spettacolare!

Sogg./Sceneg.: 9                     Disegni: 8,5

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n. 100: "Il Re del Mondo" (M. Boselli & S. Andreucci)

E siamo arrivati allo storico n. 100, traguardo importantissimo per ogni serie Bonelli.
Albo decisamente atipico, è il numero 100, e doveva essere un albo speciale. E sicuramente lo è, probabilmente è l'albo più atipico finora uscito per Dampyr.
C'è una svolta alla fantascienza dal gusto un po' retrò, è anche l'albo meno "parlato", è molto riuscito ma allo stesso tempo inutile tutto il prologo iniziale del viaggio fra tutte le dimensioni, in cui, con un trucchetto celebrativo, compaiono vecchie conoscenza (da Harlequin alle Ombre).
Non è uno dei migliori Dampyr di sempre, anzi, la sua specialità è un po' anche la sua condanna.

Per i disegni e colori invece il discorso è opposto: Andreucci nella sua perfomance migliore, lo studio Tenderini è bravissimo, graficamente questo n.100 è forse il più riuscito dei numeri 100 Bonelli (di poco sopra al n. 100 di Nathan Never, di cui condivide anche le tematiche).

Sogg./Sceneg.: 6,5                  Disegni/Colorazione: 8,5

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n. 101: "Alla Ricerca di Kurjak" (M. Boselli & A. Lozzi)

Se l'atipicità del numero precedente poteva essere più o meno giustificata, risulta molto difficile reggere la fantascienza spicciola e carica di luoghi comuni sci-fi (l'eletto, la guerra con vermi-macchina, la missione) di questo numero. Un albo praticamente dedicato solo a Kurjak (Harlan compare intorno a pag 60), quasi che Boselli avesse voluto compensare la totale assenza del guerriero nel n. 100. Era affascinante l'idea di una ricerca di Kurjak dopo quello che gli era successo, ma messa così serve solo ad allungare di un albo la saga. Probabilmente il peggiore dei sei albi che la compongono.

Lozzi nella sua perfomance migliore, sembra molto adatto alla fantascienza, di quella oscura e tenebrosa.

Sogg./Sceneg.: 5                    Disegni: 8,5

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n. 102: "Gli Spettri del Tlamakan" (M. Boselli & A. Bocci)

Degna conclusione di una saga che ha avuto molti alti e qualche basso. Il momento più topico è sicuramente quando Harlan ferisce (sembra a morte) Erlik Khan, e la resa odiosa di Lord Mardsen ha sicuramente fatto centro. Si chiude il capitolo "Lupi azzurri", alcune risposte sono arrivate, ma generalmente da questa saga ci si aspettava qualcosa di più, o meglio qualche risposta in più.

Disegni di Bocci come sempre eleganti e possenti, specialmente nella raffigurazione del deserto.

Sogg./Sceneg.: 7,5                  Disegni: 8

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n. 103: "Le Figlie del Fuoco" (M. Boselli & N. Genzianella)

Albo abbastanza complicato questo, macchinoso tanto che più di una volta si rischia di perdersi nei vari passaggi. Un episodio incentrato sulla bellezza di Araxe e sulla grande figura di Victor (che qui troverà il degno elogio funebre). In un sol albo Boselli riunisce punti diversi della continuity, un lavoro difficile, ma riuscito. A detta dello stesso autore è uno dei Dampyr più riusciti, oltretutto.

Genzianella sempre bravo come nelle sue prove precedenti, ha una continuità di rendimento impressionante.

Una delle migliori copertine di Riboldi, forse la migliore in assoluto per la riuscita atmosfera che il disegnatore è riuscito a creare.

Sogg./Sceneg.: 7                    Disegni: 7,5

 

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SPECIALE n. 4: "Il Viaggio dei Folli" (M. Boselli & M. Dotti)

Finalmente una speciale degno di tale nome. Sin dall'impostazione stessa della storia (un Harlan passivo), che ci fa conoscere soprattutto di più Caleb (che nel corso di tutti gli albi sembra esser la figura più importante e contemporaneamente meno curata di tutte quelle del panorama dampyriano). Viene utilizzato un riferimento storico che usò anche Stefano Piani in una storia di Nathan Never. Unico difetto dello speciale è l'eccessiva verbosità che penalizza la lettura (croce e delizia di tutta la serie).

Per mole di lavoro e qualità, Dotti si conferma un artista continuo e maturo. Ottima la resa degli scenari, qualche incidente di percorso sulla caratterizzazione dei volti. Complessivamente un'opera titanica la sua.

Sogg./Sceneg.: 7,5              Disegni: 7

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n. 104/105: "La Maledizione di Sinistrari/I Principi dell'Inferno" (M. Boselli & M. Cropera)

Una attesissima doppia dall'alto contenuto fantasy (specialmente nel secondo albo), con anche un'efficace ironia grottesca.
Sicuramente atipica come storia, anche se l'atmosfera praghese made in Dampyr c'è tutta, ed è riuscita.
Dalla lettura del primo albo ci si aspettava francamente che succedesse qualcosa di importante, alla fine torna tutto come prima. Finalmente Nergal fa la parte del cattivone, con trappole degne di un personaggio del suo calibro. Un po' fuori contesto il fattore "second life" di Tesla.

Cropera adattissimo per questa storia: le sue raffigurazioni dei principi, di mostri e mostriciattoli, soprattutto gli scenari, tutto molto riuscito. Forse dovrebbe puntare a realizzare un Harlan più virile.

Sogg./Sceneg.: 7,5                    Disegni: 8,5

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n. 106: "Il Ritorno di Bastet" (P. Ruju & F. Russo)

Storia non memorabile. La faccenda della droga non funziona tanto, e in generale tutto l'impianto narrativo non è granché, anche se alcune scelte sono gagliarde, come la figura del devoto millenario di Bastet o lo scontro fra Harlan e Tesla.

Buona prova di Russo, in cui negli ultimi numeri è evidente la ricerca di uno stile non ancora raggiunto ma che pian piano si sta concretizzando.

Sogg./Sceneg.: 6                     Disegni: 6,5

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n. 107: "Il Musicista stregato" (M. Faggella-M. Boselli & Majo)

Boselli sceneggia in questo albo un soggetto incompleto lasciato dal compianto Faggella.
La premiata ditta Boselli & Majo ci ha già regalato piccoli gioielli in passato, e questo magari non raggiunge quei livelli ma ci è molto vicino. In questa storia la componente storica non prende mai il sopravvento sulla narrazione, la lettura oltretutto, benché corposa, non è faticosa come in altri casi. Terrificante la vignetta con i piedi girati e enigmatica la risposta di Kurjak, che dice di non credere a certe cose dopo tutto quello che ha visto da quando ha conosciuto Harlan.

Se l’albo è riuscito è merito anche di quel grande artista che è Majo, qui meno attento nei dettagli e nelle rifiniture delle vignette, ma come sempre capace di creare atmosfere oscuramente stupende.

Sogg./Sceneg.: 8                     Disegni: 8

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n. 108: "Il Divoratore di Anime" (G. Di Gregorio & A. Lozzi)

Storia che sa di occasione persa per la caratura del cattivo, Brugevin, che poteva diventare uno dei villan più riusciti della serie, peccato farlo fuori subito. Albo di passaggio con Harlan che a parte uccidere Brugevin non fa praticamente nient'altro, e lascia (come sta capitando anche troppo spesso) l'azione in mano a Tesla. Colpisce che un cattivo simile che tormenta l'umanità da secoli e secoli possa morire con un semplice taglio di mani: possibile che solo Harlan c'era arrivato?

Lozzi sotto la sua media, è palese che la storia sia disegnata prima del suo precedente numero: vignette finemente curate a discapito di altre vignette un po tirate via, e un approccio ai personaggi un po' immaturo (l'attuale Harlan di Lozzi non è quello visto in questo albo).

Copertina molto dinamica e riuscita, con un evidente cambio di rotta di Riboldi, che sembra puntare più sul tratteggio.

Sogg./Sceneg.: 6                     Disegni: 6,5

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n. 109: "Il Cuore di Gorislav" (D. Cajelli & L. Raimondo)

Bell'excursus nel passato di Kurjak. Come sempre la sceneggiatura di Cajelli è talmente avvincente che è veramente un piacere leggere i suoi albi. Magari il cattivo di turno non ha molto carisma, e il combattimento finale ha un qualcosa di ironica goffaggine con Harlan e Tesla che le provano tutte per uccidere Gorislav, ma rimane il gusto di una lettura piacevolissima.

Bella la prova di Raimondo, che insiste nell'emulare Bruno Brindisi (o forse la scuola salernitana in genere) ma nonostante ciò la sua bravura è sicuramente indiscutibile.

Sogg./Sceneg.: 7                     Disegni: 7

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n. 110: "Lo Spirito del Lupo" (L. Mignacco & A. Lozzi)

Ennesima prova sottotono per Mignacco. Ed è un peccato perché l'autore era riuscito a creare un'atmosfera assolutamente unica nelle prime pagine. La trama di stampo giallo si conclude con una banalità unica, con la scoperta dell'assassino che si capisce sin da subito. Non è la peggior storia di Dampyr però sembra che Mignacco dopo anni ancora non abbia inquadrato bene lo spirito della serie.

Un Lozzi molto acerbo, si vede molto nella discontinuità del tratto. I suoi lavori realizzati dopo questo albo sono ben altra cosa, ma in ogni caso realizza alcune vignette di grande qualità.

Sogg./Sceneg.: 5                     Disegni: 6,5

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n. 111/112: "Trappola a Las Vegas/La Vendetta di Bugsy" (M. Boselli & N. Genzianella)

Doppia che reintroduce di prepotenza la componente action nella serie, e che rimanda a uno dei filoni classici di Dampyr. Come sempre sia Fajella che Meyer sono due personaggi ottimamente delineati nella loro diversità ma il personaggio più inquietante è sicuramente Jeff Carter: magari un po' facilona la sua "ripresa", ma ha un carisma fuori dall'ordinario nonostante la caratterizzazione grafica non ecceda su questo punto: il classico vendicatore senza scrupoli, un personaggio talmente forte che potrebbe meritarsi una miniserie tutta sua. E sembra che Boselli abbia in serbo progetti importanti per lui.
Doppia tutto sommato nella norma dampyriana, peccato che alla fine non cambi niente.

Il solito Russo: continuo, pulito, anche dinamico quando serve, errori praticamente inesistenti. Il disegnatore sembra aver trovato finalmente quello stile che cercava, meno preciso ma più dinamico.

Sogg./Sceneg.: 7                     Disegni: 7

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n. 113: "La Nave Fantasma" (D. Cajelli & A. Lozzi)

Un plauso a Cajelli per la sua miglior storia dampyriana. Mette da parte la sua indole action (o forse potrebbe definirsi "colombiana") e realizza un albo dalle forti implicazioni emotive. Nonostante la banalità dell'incipit (la solita combriccola di ragazzi sterminati da un branco di vampiri), la storia prosegue per livelli, e il vero protagonista è la splendida figura di Akhan Nur (che ci lascia veramente troppo presto): il picco emotivo è la sequenza in cui parla del suo possibile figlio. E azzeccata la scelta di non rivelare tutto, perché darà il pretesto a Cajelli per far ritornare (almeno in flashback) questo fantastico Maestro.

Sarà pure stata disegnata prima del 101, ma qui Lozzi conferma quanto di buono ha fatto vedere prima delle sue ultime storie "cronologiche". Spettacolare la resa grafica del nuovo maestro e dei vampiri stessi, così come dei "cani da guardia" di Akhan.

Sogg./Sceneg.: 8                     Disegni: 8

 

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MAXI n. 1 (Serie Extra Mensile)

"Il Signore delle Vespe" (D. Cajelli & M. Dotti)
La prima storia mostra un soggetto non molto dampyriano, anche se superbamente sceneggiato come solo Cajelli sa fare, e un finale banalotto, con "l'eletto" che stende la maledizione millenaria cinese con un'alzata di mano.

Dotti molto sottotono, probabilmente una delle sue prove peggiori.

Sogg./Sceneg.: 6                  Disegni: 5

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"Il Segreto del Bosco" (D. Cajelli & G. Piccininno)

La seconda ha quel qualcosa in più grazie all'attenta analisi da parte di Cajelli sulla storia del famoso parco di Bomarzo. Certo, vedere Harlan alle prese con due nerds fa il suo effetto, e la storia risente ancora di una dubbia personalità (storia adatta più per Martin Mystere), però fa la sua figura nel Maxi, aggiudicandosi il primato (non certo irragiungibile) di miglior storia del lotto.

Piccininno è di casa ormai. Il suo tratto diventa sempre più familiare, ha qualcosa della vecchia scuola molto apprezzabile. Di certo prova non memorabile.

Sogg./Sceneg.: 6,5               Disegni: 6
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"Ombre nella Giungla" (M. Masiero & O Gramaccioni)

La terza storia è la più curiosa: perché analizzandola in superficie funziona, e pure bene. Il colpo di scena a metà episodio è molto riuscito e ha picchi di drammaticità abbastanza alti, uniti a una sceneggiatura dinamica e piacevole. Però i problemi ci sono, e sono grandi: una mandria di non morti che vuol fare un suicidio di massa è una trovata degna dell'assassino di chi non oblitera il biglietto di Mignacco ("I Sotterranei di Parigi"), Tesla che si busca una coltellata dampyrizzata e che non muore non sta nè in cielo nè in terra, vampiri che sentono gli odori quando non hanno bisogno neanche di respirare per vivere, vampiri a cui ricrescono i capelli. Viene il legittimo dubbio che Masiero non abbia mai letto qualche storia di Dampyr.

Pessimi i disegni di Gramaccioni, anche lui debuttante come Masiero: Harlan cambia fisionomia 3/4 volte nel corso della storia, ma soprattutto la povera Tesla è qualcosa di inguardabile. Peraltro insiste nel tratteggiare i fondali anche quando non ce n'è bisogno.

Sogg./Sceneg.: 4                  Disegni: 4

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n. 114: "La Camera dello Scirocco" (G. Di Gregorio & N. Genzianella)

C'è molta Palermo e poco Harlan in questo albo, e si sente che l'autore tiene più al primo che al secondo. Se è molto interessante la parte storica inerente alla città, lo è un po' meno il soggetto inerente il demone, ma bisogna dire che, anche se non si può definire riuscita, la soluzione adottata per far fuori il demone è sicuramente originale.

Genzianella come sempre uno dei migliori, anche se qui sembra un po' sottotono. Non è ai livelli di altre sue piccole perle.

Sogg./Sceneg.: 6,5                  Disegni: 7

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n. 115: "Sfida alla Temsek" (D. Cajelli & A. Bocci)

Albo anonimo, con una trama ridotta all'osso, e peraltro abusatissima da un po' tutte le parti (cinema, fumetti e così via): i nostri vanno in un posto misterioso, sparano a tutto quello che si muove, e poi ritornano a casa senza un graffio. Neanche la sempre fresca sceneggiatura di Cajelli è riuscita a dare una marcia in più ad una storia che, privata delle sequenze d'azione, è eccessivamente povera, anche per la sua tipologia.

Bocci bravo come sempre, anche se qui disegna una Tesla dai lineamenti troppo marcati (sembra invecchiata) e un Kurjak che il più delle volte si fa fatica a riconoscere. Per il resto l'amore che il disegnatore ha per il dettaglio è palese, e le scene d'azione, benché ci sia alla base un tratto fortemente statico, sono riuscite.

Sogg./Sceneg.: 5                  Disegni: 7



Disegno in copertina di Michele Cropera

 

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