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Caravan n. 02: "Il Ribelle"

 

Caravan 2

Caravan 2 - Caravan 2
“Parlano, parlano di libertà, ma quando vedono un individuo veramente libero allora tutti ne hanno paura”. (Easy Rider)

Libertà di Citazione 1

Il citazionismo in Bonelli è da sempre usato e in alcuni casi abusato.

Il Ribelle”, il secondo numero di Caravan, fa palesemente il verso al capolavoro del duo Dennis Hopper-Peter Fonda, “Easy Rider”, il famosissimo film datato 1969.
Michele Medda non ha mai nascosto il suo amore per quel magico periodo che va dalla fine degli anni 60 sino all’inizio degli anni 80 (dalla nascita del flower power all’affermazione della new wave), non ha mai nascosto il suo amore per i grandi miti musicali quali Bob Dylan e Leonard Cohen.

Il secondo numero di Caravan gira tutto intorno alla figura di Stagger, biker fattone dal misterioso passato che ha una travagliata relazione con l’ex cantante folk Carrie Shownessy, da poco trasferitasi a Nest Point con la figlia Jolene, e subito costretta ad andarsene per via dei misteriosi fenomeni descritti nell’albo precedente e in questo. La popolazione di Nest Point è ormai prigioniera dell’esercito, viene controllata costantemente da misteriosi elicotteri supersilenziosi, e ogni tentativo di ricevere qualche spiegazione viene bruscamente sedato con minacce. In questo contesto di vera e propria prigionia e deportazione, il “ribelle” Stagger non può non creare problemi, dapprima cercando di convincere Carrie e Jolene a fuggire dalla carovana (fuga impossibile, a quanto sembra, per via dei corposi controlli dell’esercito), e poi picchiando a sangue fin quasi a uccidere un ciccione (stranamente playboy) che aveva avuto una notte di fuoco con la stessa Carrie.

In tutto ciò viene inserito il nucleo familiare dei Donati, e in particolar modo il personaggio del giovane Davide, che ha modo di conoscere sia Stagger che la famiglia Shownessy (invaghendosi anche di Jolene) in circostanze alquanto burrascose. L’incontro fra la famiglia Donati e Stagger avviene grazie al ritrovamento del cane dei Donati, Chip, perso durante la carovana. E’ sicuramente questo il momento più riuscito dell’albo: allontanatosi a caccia di una lepre, Chip si perde nel paesaggio americano che fa da sfondo alla miniserie. Massimo e Davide Donati si allontanano dalla carovana alla sua ricerca, ma un elicottero dell’esercito li intima di tornare immediatamente indietro, con tanti di fucili alzati. Stupenda e toccante è la sequenza di didascalie che da voce al pensiero di Davide, che incolpa suo padre di aver abbandonato Chip, che “incolpa” suo padre di averlo amorevolmente protetto.

La sequenza che invece lascia perplessi è proprio il finale, che vede la morte di Stagger per mano dell’esercito, durante un tentativo di fuga che sa di suicidio premeditato. Se il citazionismo fin qui era stato saggiamente calibrato, nel finale si sconfina in un tentativo di ricreare quelle amare sensazioni che si provano vedendo il finale di “Easy Rider”, si passa dalla pura voglia di omaggiare a palese citazione, specialmente se vista nell’ottica dell’economia narrativa dell’albo.

Anche se durante la sequenza che illustra la morte di Stagger sembra di sentire le note degli Steppenwolf

Libertà di Citazione 2

I disegni di questo secondo numero di Caravan sono di un esordiente assoluto nella Bonelli, ma è un nome abbastanza noto: Stefano Raffaele, disegnatore per il Lazarus Ledd di Ade Capone e in seguito per la Marvel. E’ curiosa la coincidenza che si crea in quest’albo: se l’impianto narrativo è una citazione evidente a un film, Raffaele sembra “citare” in maniera altrettanto evidente due talenti della scuderia Bonelli, Roberto De Angelis e (soprattutto) Bruno Brindisi. E’ stata una carriera travagliata quella di Raffaele, prima del meritato approdo in Bonelli. Accusato spesso e volentieri di copiare prima il maestro Jim Lee e poi il talento nostrano Claudio Castellini (per chi volesse saperne di più e farsi una propria idea clicchi QUI), Raffaele ha sicuramente meritato di approdare in Bonelli. Come già detto il suo non è uno stile originalissimo, che unisce parecchi elementi della famosa scuola salernitana, uno stile in evoluzione che non presenta in ogni caso nessuna sbavatura: ottima riconoscibilità dei personaggi, dettagli ben curati e una buona dinamicità del tratto sono probabilmente le qualità principali di Raffaele, che forse dovrebbe però migliorare un po’ sotto il ‘fattore atmosfera’, sin troppo omogenea per tutta la durata dell’albo.
Al di là di scomodi e mai fondati discorsi su plagio o meno, sicuramente quello di Raffaele è uno dei migliori debutti in Bonelli degli ultimi anni, sono palesi le capacità del disegnatore milanese e  la sua sicurezza nel tratto.

Ci siamo quasi…

Emiliano Mammucari conferma l’ottimo stato di forma per quanto riguarda la sua esperienza di copertinista. Cover perfettamente integrata col contesto dell’albo e con il titolo stesso, a fronte di una colorazione pressocchè perfetta del puntuale Lorenzo De’ Felici.

In definitiva il problema di questo secondo numero di Caravan è un problema di identità, riferito solo ed esclusivamente a questo albo. Perchè tralasciando i discorsi sul citazionismo in alcuni casi eccessivo, è questo un ottimo albo, che non presenta nessuno degli evidenti difetti che c’erano nel primo numero. Qui la trama è perfettamente integrata col contesto, la costruzione psicologica dei personaggi è da accademia del fumetto, soltanto i dialoghi non sono all’altezza, il che è abbastanza strano dato che una delle doti principali di Medda è proprio il realismo e la scorrevolezza dei suoi dialoghi.
La qualità della serie sembra innalzarsi numero dopo numero. Il rischio forse maggiore che corre è quello di una certa ripetitività tematica, di un’analisi troppo approfondita dei personaggi e delle loro situazioni, che rischia di mettere in secondo piano una tematica forte e affascinante come il mistero delle nuvole.

Una serie che sembra essere partita in sordina e che si prevede possa esplodere facilmente. Le potenzialità ci sono tutte.

Sta a Medda sfruttarle.

Soggetto: 6,5

Sceneggiatura: 7

Disegni: 7

Globale: 7



Info:

IL RIBELLE

Soggetto e Sceneggiatura: Michele Medda

Disegni: Stefano Raffaele

Copertina: Emiliano Mammucari (colorazione di Lorenzo De' Felici)

Editore: Sergio Bonelli

Miniserie mensile n. 2 (di 12)

Luglio 2009

 

 

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