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I corpi inquietanti di Francesca Woodman

Nata a Denver nel 1958 e scomparsa prematuramente 22 anni dopo, Francesca Woodman viene ricordata ancora oggi come una delle fotografe più geniali della (recente) storia americana.

Il suo è un bianco e nero dai toni struggenti, in grado di esaltare la figura femminile della sua fragilità e nella sua bellezza. Fonti di ispirazione primordiale sono sicuramente le opere di Man Ray, ma anche il talento fotografico di Duane Michals o la brutalità poetica di Sylvia Plath.

Corpi immacolati riempiono appartamenti fatiscenti, accompagnati da oggetti, forme ed animali a donare quel tocco di simbolicità in più. Ed è proprio il corpo di Francesca Woodman quello che vedete immortalato nella stragrande maggioranza delle sue opere.

Oltre a trasudare fascino da tutti i pori, i suoi scatti si tingono di oscurità quando le figure diventano mosse e l'ambientazione quella di un film dell'orrore. Il 19 Gennaio 1981 la Woodman si getta da un palazzo di New York ponendo fine a un'esistenza già scritta. "Ho dei parametri e la mia vita a questo punto è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza da caffè e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate."

Noi la omaggiamo così. Buona scoperta, e buona visione.

 

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