Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Foto Oliviero Toscani

oliviero toscani Oliviero Toscani: un genio? Un creativo? Un esibizionista? Un paraculo? Un buon fotografo o solo uno scaltro uomo di marketing? A voi la scelta. Sta di fatto che qualsiasi cosa pensiate a riguardo, il fotografo milanese rimane da sempre uno che ha fatto parlare parecchio di sé (basti pensare solo all’immagine shock della modella anoressica per No-l-ita).

Le sua lunga collaborazione con Benetton, ma anche i suoi contributi per altre aziende (Chanel, Esprit, Fiorucci, Prénatal, …) lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Il suo è un punto di vista il più delle volte trasgressivo sulla realtà che lo circonda, che provoca e scuote gli animi.

Molte delle sue pubblicità sono state attaccate e criticate ferocemente, rischiando anche la censura. Ma Toscani ha sempre risposto alle calunnie che gli sono state rivolte, proseguendo imperterrito nel suo lavoro.

Vi proponiamo qui di seguito alcune delle immagini di Oliviero Toscani che hanno fatto più discutere.

 

1. Nascita di una bambina

Pensava di mettere d’accordo tutti, ma invece non ci è riuscito nemmeno questa volta. Con l’immagine della bambina appena nata ancora con il cordone insanguinato alla madre, Oliviero Toscani è riuscito a dare scandalo. La foto, ritenuta non gradevole per il volto contratto della neonata e per il sangue che la ricopre, non è stata esposta in Piazza Duomo a Milano per “l’eccessiva crudezza del soggetto”. Le reazioni sono di vario genere: dal sequestro di un pretore di Palermo ai riconoscimenti con premi internazionali; dalla lettera di una suora che scrive al Corriere della Sera per difenderla a spada tratta, alla censura immancabile del Giurì italiano, ma anche di altri paesi europei.

Rimane una delle immagini più censurate della storia della fotografia d’Italia.

 

2. Campagna contro la discriminazione razziale

Il mezzo busto di una donna nera che allatta un bambino bianco è in assoluto una delle più espressive e toccanti immagini di Oliviero Toscani per Benetton, anche se risulta essere allo stesso tempo fortemente criticata. La foto in questione, infatti, è stata contestata dalle comunità americane che ci hanno visto la rappresentazione della loro subalternità, dal momento che quella donna, quel seno, rappresentano quelle di un’infermiera.

 

3. Campagna contro l’anoressia

L’immagine della modella anoressica Isabelle Caro per No-l-ita ha fatto il giro del mondo. Nonostante lo scopo fosse quello di sensibilizzare le menti a proposito dell’anoressia, la foto è stata da molti criticata e censurata. Perché? Per l'assessore del Comune di Milano Tiziana Maiolo si è trattato di “pornografia”; per il Codacons “Le persone malate non dovrebbero mai essere sfruttate a scopo pubblicitario”; la senatrice Mariella Burani Procaccini (Pdl) ha parlato di “volgare strumentalizzazione” e per Fabiola De Clerq, presidente dell’Aba (associazione bulimia anoressia) “L'utilizzo di questa immagine è suscettibile di indurre fenomeni di emulazione e non aiuta certo i diretti interessati né le loro famiglie”.

Per Toscani? “Una sorta di Urlo di Munch” contro la malattia.

 

4. Campagna contro la pena di morte

La campagna Benetton con le foto dei condannati a morte americani ha provocato una violenta polemica tra lo stato del Missouri e l’industria veneta che ha subito e perso un processo per il quale ha dovuto sborsare ben 50 mila dollari allo stato USA che agiva anche per conto dei parenti delle vittime. Nel 2000, infatti, è stata accusata dallo Stato del Missouri di falso fraudolento per aver ritratto con l'inganno (Toscani non avrebbe specificato ai responsabili lo scopo delle sue foto) i condannati a morte.

A seguito di questa campagna la collaborazione Toscani/Benetton si è interrotta: oltre a pesanti danni commerciali, l'azienda è stata costretta a chiudere 400 punti vendita e l'azione legale da parte dello stato del Missouri l’ha costretta ad elargire a favore del Fondo per le vittime del crimine una donazione di 50.000 dollari.

 

5. Campagna RA-RE

L’immagine di una coppia gay su un divano con un bambino nudo fra loro è considerata troppo forte per l’Italia del Papa e anche questa volta si parla di censura. Mentre a New York la campagna RA-RE (azienda d’abbigliamento) di Oliviero Toscani è stata premiata per creatività e coerenza, da noi (come al solito) non è stata capita. La motivazione? “L’immagine, a prescindere da ogni ipotetico contenuto ideologico, provoca turbamento e disorienta per lo stridente contrasto tra le nudità del bambino rispetto agli adulti. Il minore è mostrato solo e nudo senza apparente motivo. Da ciò deriva l’offesa alla dignità del bambino strumentalizzato come mero ornamento, un essere privo di volontà che subisce l’espropriazione della propria nudità, non riscattata peraltro da alcuna finalità né funzionale né logica”.

Ma se invece di una coppia lui e lui ci fosse stata una coppia lui e lei? Rimaniamo nel dubbio.

 

6. Campagna UnHate

La campagna Unhate di Benetton, targata Fabrica, ha suscitato polemiche in ogni angolo del pianeta per i baci anti-odio tra i leader mondiali religiosi e politici, tanto che l'azienda italiana è stata costretta a ritirarla a sole 24 ore dal lancio. La reazione più dura è stata (tanto per cambiare) quella del Vaticano che ha addirittura minacciato azioni legali anche contro i mezzi di informazione che pubblicheranno la foto di Benedetto XVI che bacia l'imam di Al-Azhar. Altre opinioni sono state di “irritazione” per la Casa Bianca e diirresponsabilità e assurdità” per l’istituzione dell’Islam sunnita. Ma non solo: La Cina ha oscurato il bacio in bocca tra il suo presidente Hu Jintao e Barack Obama e anche se l’immagine resta raggiungibile sul sito ufficiale Benetton, e’ quasi impossibile incontrarla sul web del colosso asiatico.

 

7. Campagna contro la violenza delle donne

Immagine controversa contro la violenza delle donne quella dei due bambini rappresentati nella campagna Benetton di Oliviero Toscani. "I due bambini incarnano la purezza. Tutto comincia da lì, dall'infanzia. Poi intervengono l'educazione dei genitori, i valori che ci trasmettono, il loro esempio, giusto o sbagliato". Secondo il fotografo, è proprio l'educazione ricevuta in una famiglia sbagliata in una "cattiva famiglia" a creare un uomo violento. "Nella stragrande maggioranza dei casi è così e vorrei che le madri ne fossero consapevoli: tocca soprattutto a loro educare i figli, crescerli nel segno del rispetto verso l'altro sesso e il resto del mondo. Le donne sono in qualche modo complici della violenza maschile nei loro confronti, può sembrare un paradosso ma è proprio così. Molte madri, prese dagli impegni e dal lavoro, hanno abdicato all'educazione sentimentale dei figli e sono felici se i figli maschi esibiscono forza e virilità, si rivelano incalliti seduttori, mentre una figlia con tanti fidanzati..”. Il Telefono Azzurro non approva e risponde: "Il manifesto è quantomeno inadeguato e improprio tanto il contenuto quanto il riconoscimento del volto dei bambini. Senza contare poi che in genere le immagini di bambini nudi sono da evitare, perché non si mostra rispetto per la persona e il messaggio che qui emerge non è certo consono a una campagna per i diritti delle persone”.

 

8. Bacio tra prete e suora

Un prete e una suora si baciano ed è subito scandalo. Fosse questo lo scandalo…ma sorvoliamo. La campagna del 1991 ideata da Oliviero Toscani ha inevitabilmente smosso gli animi umani e dopo polemiche e lamentele, l'Istituto di autodisciplina pubblicitaria l’ha addirittura fatta ritirare in tutta Italia. Per Toscani “Il prete e la suora che si baciano erano solo simboli. Non offendevano nessuno, erano poetici”.

 

9. Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale

Per questa campagna Oliviero pensa bene di realizzare 12 foto che ritraggono in primissimo piano un pube sia al maschile, sia al femminile (per tutti: cazzi e fighe), in quanto “di vera pelle di tratta”. “Qui si mostra l’essenziale e non quello che si vede nei soliti volgari calendari delle pin up: mostrano tutto, meno che quello. Un disvelamento al contrario” ha commentato il fotografo. Il Comune di Firenze non sembra condividere e afferma: “Peggio di quelli dei camionisti”. Per quanto riguarda il gentil sesso, le critiche si sprecano: “è un insulto alle donne”, “è una vergogna”, “non siamo oggetti”, eccettera eccettera.

 

10. Consorzio dei Vini del Collio

Una modella di colore, giovanissima, sorridente, con i capelli a spazzola che stringe al seno, nudo, una bottiglia di vino e che ha in mano un calice scintillante. Sullo sfondo la scritta "L'unico bianco che amo" e "Il bianco più buono del mondo": è la foto di Oliviero Toscani per la campagna di promozione dei vini bianchi del Collio goriziano ed è censura. "Firenze bandisce la pubblicità che viola il decoro? Siamo di nuovo ai 'braghettoni', quelli che mettevano agli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina". Oliviero Toscani commenta così la 'clausola etica' inserita nel nuovo piano della pubblicità dalla giunta comunale di Firenze che vieta, tra l'altro, i manifesti con immagini lesive del decoro. "Censori, ipocriti... ma certo, noi stiamo vivendo in un momento di sporcizia ipocrita. Che si vergognino il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il suo assessore alla Cultura Da Empoli. E' gente da rottamare, sono giovani sì ma vecchissimi. Sa cosa le dico? Con questo piano Firenze non avrà più l'arte, perché la pubblicità è anche arte. Così, oltre che essere una città di bottegai sarà anche una città di merda".

 

Per saperne di più:

_ “Creativo sovversivo”, Oliviero Toscani – Enzo Argante (Salerno Editore, 2008)

_ “Non sono obiettivo”, Oliviero Toscani (Feltrinelli, 2001)

_ “Moriremo eleganti. Conversazioni con Luca Sommi”, Oliviero Toscani – Luca Sommi (Aliberti Editori, 2012)

 

Tutti i diritti delle opere sono dei legittimi proprietari. Nel caso fosse necessario i materiali verranno rimossi.