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Nonne & Cucina in giro per il mondo

  • Scritto da Michele Ciliberti
nonne in cucinaDa piccolo mangiavo ogni santa domenica da mia nonna materna. Il rituale del pranzo in famiglia è certamente un atto rafforzativo del sistema sociale tradizionale, ma comunque mi rompevo essenzialmente la minchia.

Mettermi in ghingheri, sedere sempre allo stesso posto, affrontare discorsi poco interessanti per un bambino, consumare con implacabile costanza le stesse pietanze ogni settimana: un mantra alimentare che gonfiava lo stomaco e raschiava il cervello, in un contesto calorico, oleoso, unto.

Trovavo poi assurdo che nessuno riuscisse a comprendere la follia di tale scelta, in quanto – mi sembrava lampante – sarebbe stato decisamente più confortevole starsene a casa, sul divano modellato con le proprie chiappe, nel tepore della propria dimora, trangugiando schifezze e bevendo robe gassate, surfando tranquillo con la propria connessione internet 56k rombante e avventurosa.
Sono passati 20 anni e la seconda situazione ha preso il sopravvento. E' domenica, sono solo a casa, fuori piove, mia nonna ha l'alzheimer e non ricorda più come fare la pasta al forno oleosa che non gradivo e adesso invece mi manca un bel po’.

Perché questo momento strappalacrime? Merito del progetto di Gabriele Galimberti, “Delicatessen with love”, col quale il fotografo italiano ci mostra nonne di tutto il globo che preparano delizie per i loro nipoti, mostrando i piatti tradizionali delle loro nazioni.

L'idea di Gabriele è nata poco prima della sua partenza in giro per il mondo, quando sua nonna Marisa (la prima nelle foto), invece di preoccuparsi su dove avrebbe alloggiato il nipote (voleva fare couchsurfing), si domandava cosa avrebbe mangiato.

Questo è quello che ne è venuto fuori. Buona visione, buona pappa e w la nonna!