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Cittadinanza onoraria ai White Stripes

  • Scritto da Orasputin

GLI ITALIANI WHITE STRIPES

 

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Storia e critica del tormentone che ha mandato in delirio il popolo italiano

 

Ho smesso di ascoltare i White Stripes durante i Mondiali di Calcio del 2006, quando un calciatore noto a tutti come Francesco Totti decide di trasformare un’accattivante blues rock radiofonico in un inno patriottico di facile presa scandito dall’ormai classico “po po po po po po po”. Unica pecca di un’estate indimenticabile.


Campioni del mondo

La canzone “Seven Nation Army” è oramai sulla bocca di tutti, italiani energicamente convinti che a comporla sia stato il Pupone dopo un record di 11 vittorie con la maglia della Roma. Nel frattempo si contano centinaia di remix, la canzone viene sviscerata della sua anima blues, e il Grammy come miglior pezzo rock un moscerino spiaccicato a nome del popolo italiano. Qui non parliamo di top ten o dischi di platino, ne di quattrini o milioni di copie vendute, qui indaghiamo le dinamiche del più puro e psicopatologico contagio sociale. Gente impazzita!

Meg e Jack White, ignari di tale deterioramento culturale, si limitano a dichiarazioni del tipo “siamo onorati che gli italiani abbiano adottato questa canzone” oppure “ è fine tipica delle folk ballads penetrare l’immaginario collettivo”. Se solo avessero ascoltato uno di quei remix adesso non se ne starebbero col sorriso stampato sulla faccia.

La musica ogni tanto gioca brutti scherzi, ed “Elephant” lo si ascolta solamente dalla seconda traccia in giù. Quelli che ce l’hanno originale, invece, dovrebbero chiedere il risarcimento ai tifosi della Roma. Il perché? “Seven Nation Army” da la nausea! Consegnate le chiavi dell’Italia a Jack White! Voi come l’avete presa?