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Weezer: "The Blue Album"

  • Scritto da Orasputin

weezer blue album Nerds Generation

I più autorevoli eredi dei Pixies si formano a Los Angeles nel 1992, dai trascorsi noiosi di Rivers Cuomo e Patrick Wilson. Schiacciati da tutto un immaginario nerd che vuole sottomessa la figura del timido studente ("Porky’s", "Dazed And Confused"), nel 1994 costruiscono il loro esordio musicale. “The Blue Album” è un disco di derivazione grunge, autentico “cult” capace di spalancare, come nessun altro, le porte del power pop di matrice spensierata.

Frullato di melodie altamente contagiose, “The Blue Album” è il tipico oggetto di culto del popolo di Mtv (3 milioni di copie solamente negli stati Uniti). Uno dei dischi pop nell’accezione più specifica del termine. Discorso che si fa ancora più interessante quando si affonda nell’oceano musicale. Prodotto da Ric Okasek sotto etichetta Geffen Records, l’esordio quattro losangelini contiene 4 o 5 must assoluti per la generazione degli anni novanta. Sentire la particolarissima voce di Rivers Cuomo scagliarsi su bordate di potentissimi riff rimane una delle cose più belle passate per la West Coast. Incursioni acustico vocali ( incredibile il lavoro di Brian Bell alla seconda chitarra), ritornelli al fulmicotone, accelerazioni post grunge, pop filtrato di ironia. Stilisticamente imperfetti, antisportivi e riservati, i Weezer hanno segnato nel profondo la generazione di collegiali d’oltremanica. Negli anni novanta questo era il mainstram. “My Name is Jonas” sono i soliti quattro accordi distillati col contagocce, “No One Else” accende il rombo delle Warmoth Stratocaster. Il ritornello, poi, entra direttamente sotto pelle. “The World Has Turn And Left Me Here” si circonda di significati malinconici, con un arpeggio centrale che farebbe esultare J. Mascis. “Buddy Holly” (vi segnalo anche l’ottimo videoclip girato da quel geniaccio di Spike Jonze) è il loro singolo più famoso: una parete di accordi quasi metal in contrasto con il motivetto vocale alla Beach Boys di Rivers Cuomo. Il tributo è a quel mago che ci lasciò, a soli 22 anni, per un assurdo incidente aereo.

Il resto lo hanno fatto i suoi occhiali, riconoscibilissima montatura nera gigante. “Undone - The Sweater Song” l’abbiamo incontrata in centinaia di commedie americane. A giochi fatti è un'altra colonna portante del disco. Dopo il mezzo passo falso di “Surf Wax America”, arriviamo alla tracce più emozionanti. “Say It Ain’t So” si appoggia su un intimo arpeggio di chitarra per esplodere direttamente in un ritornello micidiale. Il tutto senza trascurare le onnipresenti linee melodiche, chitarrose e vocali. E’ altresì la testimonianza dell’incredibile talento (nel songwriting) del quartetto. “In The Garage” è qualitativamente perfetta. Cuomo racconta dei suoi pomeriggi trascorsi in garage, a fissare poster e suonare la chitarra, naturalmente tra una partita ai videogames e l’altra. “Holiday” e “Only I Dream” chiudono dignitosamente la partita. Andateli a rispolverare nei vostri archivi. I Weezer fanno anche pop, ma sono una macchina sforna singola senza precedenti. “The Blue Album” è il loro capolavoro.

Voto: 8

 

Info:

Geffen Records, 1994

College Rock

 

Tracklist:

01. My Name Is Jonas

02. No One Else

03. The World Has Turn And Left Me Here

04. Buddy Holly

05. Undone - The Sweater Song

06. Surf Wax America

07. Say It Ain’t So

08. In The Garage

09. Holiday

10. Only In Dreams