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The Smashing Pumpkins: "Mellon Collie and the Infinite Sadness"

Smashing pumpkins mellon collieIl Potere della Malinconia, la Malinconia al Potere

Scrivere di questo disco è la cosa più difficile che mi sia capitato di fare. "Mellon Collie and the Infinite Sadness" è il disco del cuore, uno dei primi comprati con i soldi della paghetta, uno dei più regalati agli amici per diffondere il verbo, ricomprato dopo che la prima copia morì, consumata da troppi ascolti e il libretto ridotto a brandelli di carta dalle mille letture dei testi. Premessa doverosa in modo che il lettore capisca che eventuali scivoloni (emotivi o grammaticali che siano) saranno da considerarsi pause di lucidità dell’autore, dettate dalla suggestione che ancora oggi, a 15 anni di distanza, questo disco provoca nell’autore stesso.

"Mellon Collie" è un concept album, diviso in due parti (si considera qui la versione uscita in cd -o cassetta, siamo ancora a metà degli anni Novanta -, e non la copia distribuita in vinile che invece si compone di tre dischi e ha una diversa suddivisione e distribuzione delle canzoni) e racconta un’intera giornata nella vita di un ragazzo: dall’alba al tramonto (Dawn to Dusk è il titolo del primo disco, quello rosa) e poi tutta la notte (Twilight to Starlight è il titolo del secondo disco, quello blu). Il disco si propone(va), per usare le parole delle stesso Corgan, “di essere il ‘The Wall’ della Generazione X”, un disco monumentale, un’opera rock, un capolavoro rappresentativo di un’epoca, un intero decennio e più in musica. All’interno di "Mellon Collie" c’è tutto l’universo di rock e dintorni di quegli anni: c’è il grunge del supersingolo “Bullet with Butterfly Wings”, il punk di “X.Y.U.”, il rock progressivo di “Porcellina of the Vaste Oceans”, l’industrial a là NIN di “Tales From A Scorched Earth”, il rock più commerciale e radiofonico di “Here is no why” (ce ne fosse ancora di commerciale così…), il rock-pop sinfonico di “Tonight, tonight” e quello new-vawe e, a volte, paraculo di “1979”. E poi ballate che ti strappano il cuore come “By Starlight” e “Galapagos” e semplici sonate per pianoforte come la title track che apre il disco.

"Mellon Collie" è gli anni Novanta (ci sono anche campionate le eplosioni di Doom!). Saltati i freni produttivi imposti da Butch Vig (l’uomo che ha “inventato” i Nirvana per intenderci) nei dischi precedenti e imposta in maniera prepotente la propria leadership all’interno del gruppo, Billy Corgan ha modo in questo doppio album di esprimere tutto se stesso (i pezzi, così come gli arrangiamenti, sono tutti suoi ad eccezione di “Take Me Down” scritta da James Iha e “Farewell and Goodnight” scritta a quattro mani ancora con Iha) e la sua personalità cupa e decadente, barocca, romantica e arrabbiata, quasi al limite della schizofrenia. È la sua visione del mondo (e qui la citazione del verso più famoso del disco sarebbe fin troppo banale), un mondo non adatto ad un ragazzo come lui, dove quando si cresce si muore dentro almeno un po’, dove gli amori non sono quasi mai corrisposti, dove si poteva urlare “love is suicide” senza risultare ridicoli e stupidi giovani emo, ma allo stesso tempo meravigliosamente velato di quella malinconia che è felicità di essere tristi, come diceva Victor Hugo, vera cifra stilistica di Corgan e degli Smashing Pumpkins.

Voto: 9,5

 

Info:

Virgin, 1995

Rock

 

Tracklist CD 1- Dawn to Dusk:

01. Mellon Collie and the Infinite Sadness

02. Tonight, Tonight

03. Jellybelly

04. Zero

05. Here Is No Why

06. Bullet with Butterfly Wings

07. To Forgive

08. Fuck You (An Ode to No One)

09. Love

10. Cupid de Locke

11. Galapogos

12. Muzzle

13. Porcelina of the Vast Oceans

14. Take Me Down

 

CD 2-Twilight to Starlight:

01. Where Boys Fear to Tread

02. Bodies

03. Thirty-Three

04. In the Arms of Sleep

05. 1979 06. Tales of a Scorched Earth

07. Thru the Eyes of Ruby

08. Stumbleine

09. X.Y.U.

10. We Only Come Out at Night

11. Beautiful

12. Lily (My One and Only)

13. By Starlight

14. Farewell and Goodnight