Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Shellac: "At Action Park"

  • Scritto da Orasputin

shellac at action park “Per chi crede che la musica sia innanzitutto una metafora, questo disco va promosso a inno del terzo millennio”

Piero Scaruffi

 

Sappiamo tutti come Steve Albini sia riuscito a traghettare vent’anni di musica rock miscelandola in una soluzione concreta di produzioni sfacciate, secche e granitiche. Vent’anni di registrazioni senza fronzoli che lo hanno (involontariamente) incastrato nella top ten dei personaggi più influenti, uno dei pochi in grado di mettere d’accordo critica e pubblico. Stiamo parlando di capolavori quali “Ocean Songs”, “In Utero”, ma anche bellissimi album come “Journal for Plague Lovers” dei Manic Street Preachers e “The Calcination of Scout Niblett” di Scout Niblett.

Altri sanno che mister Albini si diletta da sempre con gli strumenti -chitarra e basso per la precisione- e di certo non lo fa come perditempo giornaliero. Albini, con gli Shellac, ebbe la geniale intuizione di stravolgere, mettere a fuoco e incendiare tutta la scontatezza che dilagava nel pop, facendola scontrare su muraglie applicate alla fisica e alla matematica al rock. Stravolgere non solo musicalmente, ma soprattutto a livello di gestione economica dell’immagine della band, disgustata dai futili compromessi del mainstream, verso il quale si orientano testi sarcasticamente nerissimi. "At Action Park", e la fruizione si fa genuina, appassionata, si stampano L.P. e in un secondo momento i primi compact disc.

Dopo Rapeman e Big Black, un'altra missione portata a termine. Il “trio rock minimalista” di Chicago (su suggerimento dello stesso Albini) era formato da Todd Trainer al basso all’ex Volcano Suns Bob Weston alla batteria. Volete due padri precursori? Wire e Minutemen. “At Action Park” è una mazzata incentrata su tre elementi destabilizzanti. Al primo posto la sezione ritmica, basso e batteria fanno paura come camion a rimorchio in curva sull’autostrada. Secondo la chitarra, una Travis Bean del ’76, suonata come grattugia che a volte si confonde con motosega, una chitarra ritmica, arpeggiata, solista. Terzo la voce di Albini, che non è una voce bensì un lamento che va avanti per 10 canzoni, che poi non sono canzoni ma schegge impazzite come pezzetti di un incidente di Formula Uno. Un genere che attinge da tutte le devazioni del post rock: post-hardcore, alternative e math rock. Un genere che definire noise rock non è assolutamente un’eresia. “My Black Ass” mette subito in chiaro le cose: siamo al cospetto di qualcosa di estremamente sofferto, Albini ci sbatte in faccia una voce rauca e sporca.

Le chitarre sono qualcosa di terrificante, lontane anni luce da qualsiasi sonorità pop riconducibile. “Pull the Cut” è una strumentale con un effetto da scossa elettrica, “The Admiral” e “Crow” due messe sincopate, la prima un po’ bluesy, l’altra presenta il primo ritornello di natura vagamente “canticchiabile” dell'album. E’ incredibile come la chitarra “Songs of the Mineral” riesca ad emulare il suono di un martello pneumatico che frantuma la roccia (gli ultimi venti secondo sono una roba che non sta nè in cielo nè in terra). “Dog and Pony Show” e “Boche’s Dick” fungono da apripista per il capolavoro finale, una “Il Porno Star” capace di esibire uno dei riff più malati, distorti e granitici degli ultimi vent’anni. Il testo sembra quasi una cavolata scritta a penna su un foglietto da bar, il basso mantiene una precisa linea musicale. “Il Porno Star Arrives - No English, no Money. Two Things: a Cock Like a Stallion and An Iron Will." Un disco fondamentale, uno dei passaggi chiave per capire l’evoluzione della musica rock.

Ps: il nome Shellac deriva da una marca di lacca creata con escrementi di insetti.

Voto: 8,5

 

Info:

Touch & Go, 1994

Noise Rock

 

Tracklist:

01. My Black Ass

02. Pull The Cup

03. The Admiral

04. Crow

05. Song Of The Minerals

06. A Minute

07. The Idea Of North

08. Dog And The Pony Show

09. Boche's Dick

10. Il Porno Star