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Refused: "The Shape Of Punk To Come"

  • Scritto da Joshuapibody

Refused the shape of punk to come Terra meravigliosa la Svezia, conta più gruppi rock che abitanti, terreno fertile per tantissime realtà, che vanno dal death metal all’elettronica passando per il punk e il rock psichedelico.

Non sorprende che in un tale contesto la voglia di osare e sovvertire gli schemi sia tanta, coraggio che sicuramente non manca ai quattro di Umea, piccola cittadina universitaria del nord del paese. Band incendiaria, i Refused, che come tutte le belle cose durarono appena lo spazio di tre dischi. Dopo di loro niente fu come prima.

La matrice di base e quella di un hardcore metallizzato e fortemente politicizzato che paga debito alla New York ruvida e rabbiosa di fine anni 80 di band quali Madball e Sick of it All, ma il loro percorso artistico che va da “This just might be the truth” del 93 al loro scioglimento nel 98 anno di uscita di quest‘ultimo disco, va ben oltre, mischiando il loro sound feroce e rovinoso con il metal, la techno e il jazz in dodici esplosioni. Un amalgama letale tra suono e testi debitori del pensiero dell’internazionale situazionista e dell’anarchismo europeo. Coraggiosi e a dir poco ambiziosi, a partire dal titolo che cita apertamente Ornette Coleman con il suo “The shape of Jazz to come”, disco che ha aperto le porte all’avanguardia nel jazz. Una rivoluzione in musica che deve necessariamente partire dall’interno, dagli stilemi pop più beceri e stereotipati, come nel video di "New Noise" unico singolo dell’album in cui si presentano vestiti di tutto punto con maglioncini e cravattino con la testa coperta da maschere di conigli, per poi rovesciare il nuovo rumore contro l’ignaro pubblico di Mtv.

Schizzi musicali astratti e destrutturati ma mai fuori posto, come "Worms of the senses / faculties of the skull", in cui il suono si arrota su se stesso in maniera quasi meccanica, per poi scaricarsi inesorabilmente sull’ascoltatore, che si ritrova con stupore ad ascoltare la nuova banda di House svedese Refused, come recita in un italiano stentato l’interferenza radio in chiusura o a sentire Dennis Lixstrom urlare di rivolere le frequenze radio indietro in “Liberation frequency”, o a lasciarsi schiacciare dal ritmo mortale del capitalismo in “The deadly rhythm”, introdotta da un giro di contrabbasso jazz per poi aprirsi e chiudersi con rovinosi riff hardcore metal. Il loro manifesto programmatico e presto spiegato nel minuto e mezzo di "Refused Party Program", e nell’omonima titletrack, placidi beat techno, campionamenti e il rovinoso rotolare delle chitarre, musica e testi per la rivoluzione.

"The shape of punk to come" e figlio di un’urgenza creativa che non può che sopravvivere a coloro che l’hanno messa in pratica, scioltisi lo stesso anno dopo un rovinoso tour negli Usa. Il seme ormai e stato gettato, rinascerà in numerosi altri progetti, International Noise Conspiracy tra tutti, che ne riprenderà le tematiche ma non il suono, ormai irripetibile. Refused are fuckin dead.

Voto: 9

 

Info:

Burning Heart, 1998

Hardcore