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Nirvana: "In Utero"

  • Scritto da Fontanelle

nirvana in utero Non si esce vivi dagli anni Novanta

Canzone per canzone, testo per testo; curiosità e stati d’animo del vero capolavoro dei Nirvana.

Ancora prima di essere pubblicato, “In Utero“ fa discutere per via dell’eventuale copertina raffigurante un collage di feti, uteri, viscere, fiori e testuggini (realizzata dallo stesso Kurt Cobain), e che in seguito fu pubblicata sul retro del disco, lasciando il posto alla donna alata che tutti conosciamo. Anche l’ipotetico titolo -"I hate myself and I want to die"- viene mutato nel più digeribile “In Utero“. Prodotto da Steve Albini (Scott Litt interviene nel mixaggio di “Heart-Shaped Box” e “All Apologies“), il terzo disco dei Nirvana ha un sound abrasivo, magnetico, a tratti pop, malinconico e votato al punk-rock. Nella scrittura dei testi, che per la prima volta vengono pubblicato nel booklet, vige la tecnica del cut up, sperimentata dal poeta beat William Burroughs. “As my bones grew they did hurt, they hurt really bad“; questi versi racchiudono la quintessenza di “In Utero“: il dolore. Cobain tenta di partorire quel bambino pieno di insicurezze e angoscie che è in lui; un feto che non verrà mai alla luce. Con i memorabili versi iniziali -”Teenage angst has paid of well/now i’m bored and old“- “Serve the Servants” si dissocia da quella “rivolta giovanile” messa in atto con “Smells like Teen Spirit“.

Chiari messaggi sono indirizzati a Don Cobain, padre di Kurt: “I tried hard to have a father but instead i had a dad (…) i just want you to know that i don’t hate you anymore”. “Scentless Apprentice” riprende alcuni versi del romanzo “Il Profumo” di Patrick Suskind, narrando la storia di Jean Baptiste Grenouille, un uomo inodore dotato paradossalmente di un olfatto sviluppatissimo, ossessionato dal creare un essenza perfetta per dominare il cuore degli uomini. “Heart-Shaped Box” (primo singolo dell’album supportato da un memorabile videclip diretto da Anton Corbijn) è un esplicita dichiarazione di dipendenza che Cobain prova nei confronti della sua donna, Courtney Love: “I was drawn into your magnet tar pit trap/ I wish i could eat your cancer when you tourn black“. “Rape me“, a discapito di ciò che il titolo afferma, è una canzone contro lo stupro, chiara presa di posizione nonchè ennesima provocazione: “Rape me my friend, rape me again (…) waste me, taste me my friend“. Un testo duro e sconvolgente, ennesimo sfogo del Cobain struprato a sua volta dall’invandenza dei media. "Frances Farmer will have her Revenge on Seattle” è un sentito omaggio all’attrice (Frances Farmer) caduta in disgrazia a causa della sua indole ribelle (tormentata da una madre crudele, fu dichiarata mentalmente inferma, trascorse vari anni in manicomio, fu sottoposta ad un’operazione di lobotomia e affogò la sua solitudine nell’alcool). “Ritornerà circondata da fiamme per bruciare tutti i bugiardi e lasciare un manto di cenere sul terreno” profetizza Cobain. “Dumb” è meravigliosa, l’ennesimo proclama del continuo senso di disagio che Cobain sentiva cucito addosso, “non sono come loro ma posso far finta”.

Uno spiraglio di speranza si avverte quando Cobain afferma “il mio cuore è spezzato ma ho un po’ di colla, aiutami ad inalarla e a metterlo a posto con te“. Forse l’amore può lenire in parte il dolore: “I think i’m dumb or maybe just happy”. Pura poesia. “Very Ape” è un attacco epilettico. “Milk it” oltre a contenere un’allusione alla droga (del resto è ben nota la dipendenza del suo leader) diviene archivio di imbarazzanti versi tipici del sarcasmo nero di Cobain: “Look on the bright side is suicide“… sappiamo tutti come andrà a finire. “Pennyroyal Tea” (il titolo fa riferimento ad un abortivo vegetale) parte con una strofa in tono sommesso di una struggente malinconia, per esplodere in un ritornello lacerante. Nel suo invocare “un oltremondo alla Leonard Cohen” è di un’ incanto che lascia senza fiato. Una delle perle del disco. “Radio Friendly Unit Shifter” (originariamente "4 Month Media Blackout") è un groviglio paranoico: “What is wrong with me? What is what i need? What Do i think i think?” “Tourette’s“ vede un Cobain isterico quasi a voler rappresentare il disordine neurologico (la Sindrome di Tourette), ereditario, che causa ripetuti e involontari movimenti del corpo e urla incontrollate che prende il nome dal dottor George Gillles De La Tourette. “All Apologies“, sentita e sofferta, è disarmante. “Gallons of Rubbing Alcohol Flow through the Strip” è una bonus track presente solamente nella versione europea, perchè come affermano sarcasticamente gli stessi Nirvana “Devalued american dollar purchase incentive track”.

Voto: 9

 

Info:

DGC, 1993

Grunge

 

Tracklist:

01. Serve the Servants

02. Scentless Apprentice

03. Heart-Shaped Box

04. Rape me

05. Frances Farmer will have her Revenge on Seattle

06. Dumb

07. Very Ape

08. Milk it

09. Pennyroyal Tea

10. Radio Friendly Unit Shifter

11. Tourette's

12. All Apologies

13. Gallons of Rubbing Alcohol Flow through the Strip