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NICK CAVE & THE BAD SEEDS: Tender Prey

  • Scritto da Enrico Tallarini

nick cave tender prey Uno di quei dischi che spezzano in due una vita, anzi due: quella di chi li ha concepiti come quella di chi li ascolta. Per Nick Cave, australiano classe 1957, “Tender Prey” segna un vero e proprio spartiacque, la cima di una vita tossica e maledetta. Ed è lì che nasce il disco, a un passo da quel crepare che avrebbe trasformato Re Inkiostro in un mito rock fuori dal tempo.

Da lì a poco la redenzione, “E l’asina vide l’angelo”, la scoperta del Brasile e con essa l’ennesimo capolavoro, quel “The Good Son” che resta tuttora uno dei suoi dischi più affascinanti. “Tender Prey” però fa più male. È oscuro, claustrofobico, doloroso quanto un calcio nelle palle. Fa sanguinare le orecchie fin dall’apertura con “The Mercy Seat”, diventata ormai un classico nel canzoniere di Cave. La storia di un condannato a morte a un passo dalla sedia elettrica, che diventa una cavalcata reiterata e metallica, tra ipnosi e apocalisse.

E la chiusura non è da meno, con la meraviglia di “New Morning”, sbilenca ballata al piano di quelle che fanno cadere i denti, a mettere le parole “fine” e “speranza” a un disco cupo e sofferto, di un’intensità rovinosa. Registrato a Berlino a pochi mesi dall’apparizione che ha fatto storia ne “Il Cielo Sopra Berlino” di Wenders, il disco è uno dei più controversi di Cave, con i Bad Seeds (Bargeld, Harvey, Wolf e Wydler) in forma smagliante, con l’aggiunta di Kid Congo Powers, già membro di Cramps e Gun Club. Ed è un disco in bilico, a metà tra rock (“Deanna”, “City of Refuge”), post punk-blues malato e puzzolente (“Up Jumped the Devil”, “Sugar Sugar Sugar”) e ballate mature, enormi, che arrivano a toccare con “Watching Alice”, “Slowly Goes the Night” e la già citata “New Morning” picchi di una bellezza pura, cristallina.

Ma si sa, Nick Cave è così, ha sempre fatto quel cazzo gli pare. Dobbiamo solo ringraziarlo. Per tutto, la tossicodipendenza come la purificazione. Che dopo che ce le ha cantate lui, ci passa anche la voglia di provarle queste cose. Il buio e la luce lasciamoli agli altri, a chi li sa raccontare con tale maestria.

A noi rimane solo il tasto “play”. Aprire le orecchie, e imparare. Dopo di che tutto avrà un altro odore, un altro colore. Anche i vestiti.

“Non ci sarà tristezza / non ci sarà dolore / e la vita non sarà troppo angusta / ci sarà un nuovo giorno / ed è oggi / per noi”

“Sticazzi” aggiungetelo voi.

Voto: 8,5

 

Info:

Mute, 1988

Songwriter

 

Tracklist:

1- The Mercy Seat

2- Up Jumped The Devil

3- Deanna

4- Watching Alice

5- Mercy

6- City of Refuge

7- Slowly Goes The Night

8- Sunday’s Slave

9- Sugar Sugar Sugar

10- New Morning

11- The Mercy Seat (Video Mix)