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Mum: "Finally we are No One"

  • Scritto da Orasputin

mum finally Incantevoli come poche altre band in circolazione

“Quello che vogliamo è fare in modo che ognuno dei nostri ascoltatori possa dare la propria interpretazione in base alle emozioni che le nostre parole e le nostre note suscitano" (Orvar Smàrason)

I Mum sono uno dei gruppi di punta della nuova scena islandese che da Emiliana Torrini ai Sigur Ros ha saputo rispolverare le sorti di una nazione conosciuta solo per i suoi geyser. “Finally we are No One” è il disco più interessante del combo nordico, un passaggio sognante di elettronica che flirta ora con l’ambient, ora il folk, ora con il circolo lo-fi. Voci sussurrate accovacciate su strumenti a giocattolo, campanelli fiabeschi, pianoforti elfici, il tutto pensato e magnificamente ribaltato su praterie di beat pop elettronici. A differenza di molte altre band in circolazione (Sigur Ros, Royksopp), i Mum sottomettono al primo ascolto. Dietro una sofisticata miscela, si nasconde quanto di più puro il linguaggio del pop possa interpretare.

Musica fredda, per carità, ma in grado di scatenare viaggi e non paranoie musicali. Un’ impatto malinconico la cui felicità si accresce nel momento il cui pigiamo il tasto play. E per quanto gli Slint possano condurre all’inferno, i Mum ci traghettano dritti in paradiso. “Finally we are No One” è stato pensato (ed eseguito) come corpo unico. Difficile scorgere, al suo interno, episodi meritevoli a dispetto di aperture meno riuscite. Alcuni intermezzi sono traversate di passaggio, altri vicoli stretti, altri ancora semplicemente uno sguardo – che sia di otto o di undici minuti - su praterie immense di alberi in fiore e arbusti colorati. Variopinta è la dimensione riprodotta nelle nostre teste ogni qual volta ci imbattiamo nella musica dei Mum.

Voto: 8

 

Info:

Fat Cat, 2002

Dream Pop, Elettronica