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KRAFTWERK: Trans-europe Express

  • Scritto da Massimo Piluso

kraftwerk Sono passati due anni da “Radio-Activity” e i quattro di Düsseldorf, nel maggio nel 1977, danno alle stampe sette tracce destinate a lasciare il segno.

"Trans-Europe Express" è considerato l’iniziatore dell’elettro-pop, improntato principalmente su melodie semplici, minimali, a tratti cupe. I suoi suoni, largamente saccheggiati, sono caratterizzati dall’utilizzo volutamente eccessivo di sequencer introvabili sul mercato. Il synthanorma, un enorme e innovativo marchingegno a 16 piste – cui Ralf e Florian diedero il nome di sequencer – venne collegato per la prima volta al Minimoog e controllato tramite un sincronizzatore.

"Trans-Europa Express" (titolo originale tedesco) è il disco capolavoro e il naturale successore di "Autobahn", espressione di un legame tra le culture d’Europa attraverso la glorificazione dei mezzi di trasporto contemporanei. Il brano che gli dà il titolo è al tempo stesso una hit di dimensioni planetarie ma anche uno dei traguardi più pop mai raggiunti dalla band.

Si parte con il minuetto elettronico "Europe Endless", accorato omaggio al vecchio continente, ma ci si ferma, dopo 9’42’’, con la lenta, notturna e inquietante "The Hall of Mirrors", canzone dalle liriche oscure e a tratti autobiografica. "Showroom Dummies" anticipa di gran lunga il synth-pop degli anni ottanta, dei Depeche Mode e dei Japan, e allo stesso tempo introduce il tema dell’uomo-macchina, che ricorrerà l’anno seguente in "The Man-Machine".

La title track "Trans-Europe Express", con le sue sequenze elettroniche ripetitive in tape-loop e il ritmo incalzante che mimano l’incedere di un treno iperveloce, costituisce il precedente per eccellenza di quella techno che qualche anno dopo esploderà a Detroit.

"Metal on Metal" è la loro prima traccia industriale, un proseguimento del brano precedente, concentrato esclusivamente sull’aspetto percussivo, in cui l’incessante ritmica meccanica sfuma con "Franz Schubert", sofisticato omaggio elettronico al compositore della Germania romantica. La conclusiva e ipnotica "Endless Endless", caratterizzata dall’aggiunta di una voce robotica affetta da ecolalia, sancisce definitivamente la fine del viaggio nel futuro a bordo dell’Europe-Express.

Voto: 9

 

Info:

EMI, 1977

Elettronica

 

Tracklist:

1.Europe Endless

2.The Hall Of Mirrors

3.Showroom Dummies

4.Trans-Europe Express

5.Metal On Metal

6.Franz Schubert

7.Endless Endless