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JEAN MICHEL JARRE: Oxygene

  • Scritto da Massimo Piluso

jean michel jarre oxygeneProbabilmente la parola intuizione si addice al 1976. L’intuizione di Steve Jobs e Steve Wozniak di fondare la Apple computer, destinata a cambiare l’industria informatica. L’intuizione degli ingegneri NASA di spedire il Viking 1 su Marte che inviò le prime foto del pianeta alieno. L’intuizione di Martin Scorsese di dare al cinema una pellicola del calibro di "Taxi Driver". Ma è anche l’anno di un’altra intuizione. Quella del visionario neofita compositore elettronico francese Jean Michel Jarre.

Meno rumorosa ed epocale, senza boato forse, ma essenziale nell’espansione di quella musica concreta di scuola schafferiana, volto però ad un pubblico più consumer.

Contaminato dagli effluvi sonori dei vicoli lionesi, traboccanti di fanfare orchestral-jazz, e dai quadri a consistenza multipla di Pierre Soulage, trascorre l’infanzia giocando con i ferri elettrizzanti di un primitivo mixer. Sono questi gli anni in cui trasporta l’idea di una musica descrittiva di per sé, senza l’utilizzo di parti vocali, nel lavoro più importante della sua vita: "Oxygene".

Scomposto in sei parti, il mood contemplativo e tediato domina qualsiasi spiraglio di solarità, narrativa acustica e sprizzante. Miscelando paesaggi a tratti naturali e atmosfere spazio-centriche, Jarre semplifica e sintetizza melodia ed orchestralità, senza spingersi in quell’atonalità di matrice tedesca. Il suo gusto ricercato ma non elitario, gli permette di vendere oltre dodici milioni di copie.

La mano dell’artigiano musicale è onnipresente. Il suo ossigeno è analogico. E la lista della spesa è impressionante: dal primo sintetizzatore VCS-3 alla drum machine Korg Minipops. E poi Arp 2600, EMS Synthi AKS, Farfisa, Mellotron e un organo elettronico, gli permettono di comporre suoni impalpabili e articolati, assai cari a gruppi come Air e Daft Punk.

Jarre è il terzo vertice di quel triangolo geo-sonoro, composto dai quattro di Dussendorf, al secolo Krafwerk, e Tangerine Dream, sui cui lati si spinsero sperimentazione, gusto melodico, suggestione per strumenti analogici, visione del futuro e ricerca dell’Io.

Voto: 8,5

 

Info:

Disques Dreyfus, 1976

Elettronica sperimentale / Ambient

 

Tracklist:

Part I

Part II

Part III

Part IV

Part V

Part VI