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IRON MAIDEN: Iron Maiden

  • Scritto da Orazio Martino

iron maiden In Inghilterra, quello che doveva succedere dopo il punk-rock accade nel 1980, con l'album d'esordio di una delle band più influenti della storia della musica intera. Amore, odio e rivoluzione in un unico moniker: Iron Maiden. L'entrata in scena della "vergine di ferro" coincide con la definitiva consacrazione di un movimento - la New Wave Of British Heavy Metal –  che citava i mitici Deep Purple ed eleggeva Judas Priest e Saxon a padri fondatori. All'appello mancavano solo i Re, quelli che con un semplice riff di chitarra avrebbero sovvertito i canoni e indirizzato definitivamente le masse.

Ed eccoti spuntare questo quintetto di presunti punk travestiti da metallari: jeans stretto, capello lungo e un kit di soluzioni (musicali e non) esteticamente ineccepibili. C'è una figura, quella di Eddie, entrata di diritto nella hall of fame dell'artwork mondiale. Ci sono le accelerazioni, i giri di basso, gli assoli di chitarra che hanno fatto breccia nel cuore degli appassionati influenzando generazioni di musicisti a venire. Dai Cradle Of Filth ai Trivium, da Miley Cryus a David Beckham, dal deserto dell'Afghanistan all'America sul Sud, il motto rimane sempre lo stesso, e l'intensità pure: "Iron Maiden tutta la vita!".

Quattordicenni che rinunciano ai compiti a casa per il riff di "Running Free", le cover di "Phantom Of The Opera" che fanno il giro del web, la title track intonata dai fan in delirio ai loro concerti. Incipit come "Prowler" non si scordano facilmente, ballate à la "Strange World" sono l'ABC di quello che viene perpetrato nelle classi heavy metal. Musicalmente, nel periodo della militanza dell'elettrizzante singer Paul Di Anno, il suono della band è influenzato dal rock di Thin Lizzy e dalle progressioni di Rainbow Uriah Heep. "Remember Tomorrow" è la fotografia di un approccio intenso e corposo, libero da inutili barocchismi e ancora lontano dalle cavalcate proto-epic che sarebbero divenute il marchio di fabbrica dell'era Bruce Dickinson (sicuramente la più amata dai fans ma la più rimproverata dalla critica).

A dieci anni da "Black Sabbath", l'album d'esordio dei londinesi Iron Maiden ritraccia le coordinate del rock pesante, bussando alle classifiche mondiali e inaugurando una saga infinita (forse la più prolifica di tutto l'heavy metal), quella della Vergine di Ferro.

Voto: 8


Info:

Emi, 1980

Heavy Metal

 

Tracklist:

1. Prowler

2. Sanctuary

3. Remember Tomorrow

4. Running Free

5. Phantom Of The Opera

6. Transylvania

7. Strange World

8. Charlotte The Harlot

9. Iron Maiden