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FRANCO BATTIATO: La Voce del Padrone

  • Scritto da Enrico Tallarini

la voce del padrone Un milione di copie sono tante. Un milione di case anche. Immaginatevi un milione di case con dentro un milione di copie dello stesso disco. Una cover blu, con un quadrato bianco raffigurante un uomo sospeso, elegante, con posa da intellettuale su uno sfondo di palme. Quell’uomo è Franco Battiato, il disco è “La Voce del Padrone” e quella cover, entrata nell’immaginario collettivo, è stata la prima, in Italia, a essere portata a casa da più di un milione di persone.

Un’immagine che in sé già condensa quello che è il contenuto del disco, quel mix fatale tra colto e popolare, intelletto e leggerezza, capace di far cantare di “Gesuiti Euclidei” anche alla più sorda delle casalinghe di Voghera.

Canzoni che citando Dylan, i Doors, Vivaldi, Beethoven, gli Stones e il “free jazz punk inglese” sono arrivate ovunque. Balere, karaoke, pianobar, feste di paese: alzi la mano chi non ha mai canticchiato “Cuccurucucù” e “Bandiera Bianca”, ballato “Centro di Gravità Permanente” o almeno fischiettato una qualsiasi di queste canzoni.

Il merito dell’album sta proprio qui, nell’essere arrivato a tutti, senza discriminazioni di sorta. Colpo di fortuna? Può anche darsi. Sta fatto che il Maestro siciliano, fino a qualche anno prima folle sperimentatore, arriva con “La Voce del Padrone” a fare un disco di pop perfetto, senza però lesinare quel fare “profondo” e “alto” che lo ha sempre contraddistinto, e che ogni tanto arriva anche a livelli di saturazione.

Italiano, inglese, francese, spagnolo, frasi buttate qua e là, pop elettronico misto a punk e musica sinfonica come non si era mai sentito: tanti sono i meriti di queste sette canzoni, oltre a quello di aver portato Franco Battiato al grande pubblico, aprendo la strada a una carriera che lo vede ancora tra i nostri cantautori più lucidi, poetici e influenti.

Forse, e probabilmente è così, “La Voce del Padrone” non è il più bel disco di Battiato. Rappresenta però un caso unico nella discografia italiana, e vi porterà, sovrappensiero, a fare due passi nelle stesse allucinazioni in cui hanno cantato, ballato e si sono persi, oltre un milione di italiani.

Voto: 8

 

Info:

EMI, 1981

Pop

 

Tracklist:

1. Summer on a Solitary Beach

2. Bandiera bianca

3. Gli uccelli

4. Cuccurucucù

5. Segnali di vita

6. Centro di gravità permanente

7. Sentimiento nuevo