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Bobo Rondelli: "Per Amor Del Cielo"

  • Scritto da Enrico Tallarini

bobo rondelli

bobo rondelli - bobo rondelli
Quanta poesia sotto il cielo di Livorno

È davvero difficile presentare un personaggio controverso e fuori dagli schemi come Bobo Rondelli.

Ex leader degli Ottavo Padiglione, livornese doc, cantastorie vecchia maniera: quando si parla di Rondelli questo è dire tutto e dire niente. Per capire un po’ più a fondo il personaggio vi invito a guardare “L’Uomo che Aveva Picchiato la Testa”, il film-documentario girato dall’amico Paolo Virzì e interamente dedicato alla vita e alle gesta quotidiane e casereccie del folle Rondelli.

E se proprio ne vorrete ancora, cosa tra l’altro molto probabile, date una letta anche al libricino “Compagni di Sangue”, raccolta di poesie, pensieri e deliri vari. E una volta finito il tour de force nella Livorno di Rondelli rimarrete senza parole. Garantito. Ma basta con i convenevoli e passiamo al disco. “Per Amor Del Cielo” è l’ultimo disco di Rondelli, uscito nel 2009 e prodotto dall’ex “ElettrojoyceFilippo Gatti.

Nove canzoni che definire sublimi è poco. Difficile rendere giustizia a queste perle di cantautorato, partorite da un mare che è sì azzurro e sconfinato, ma puzza di pesce e di sudore, e di canottiere al sole. Poesie in musica, dallo sguardo universale, che ci mostrano un artista che accantona lo spiccato spirito vernacolare e si slega dai riferimenti di spazio e tempo, per consegnare una manciata di carezze d’amore puro e onnipotente, struggente e affilato da fare male. La cantilena chitarra e pianoforte di “Viaggio d’Autunno” già basterebbe per fare del disco una perla di una bellezza pura e fuori dal tempo. E siamo solo all’inizio. “Per Amor del Cielo” è meravigliosa, e vi strapperà gli occhi dalle orbite, che vi piaccia o no.

Come un dio che non sappiamo

è anche nostro questo cielo

o mio cuore disperato

io ti porterò lontano

È un poeta vero Rondelli, e magari nemmeno lo sa. E forse lo è proprio per questo, perché non gliene frega un cazzo di esserlo, o quantomeno di venire riconosciuto come tale. “Soffio D’Angelo” resta su livelli compositivi da vertigine, con la voce di Rondelli che non sbaglia un colpo, pregna com’è di passione e sentimento. Manco te le facesse vedere le cose che canta. “La Marmellata” invece, è uno dei pochi momenti scanzonati del disco, ma è così satura di ricordi offuscati in bianco e nero da lasciare ammutoliti. E anche qui ci si ritrova catapultati in altri tempi, quando il suono delle campane aveva ancora un senso e i bambini correvano felici per le strade. E i ricordi sono ricordi, e hanno tutti lo stesso peso, lo stesso colore, gli amici d’infanzia come la marmellata. Con “Madame Sitrì” invece si vola alto, altissimo, e affinità e sensibilità di Rondelli echeggiano quelle di Fabrizio de Andrè. Per inciso: del miglior Fabrizio De Andrè. “Viaggio d’andata senza ritorno bella Livorno mi fermo qui dentro a un bordello come a Paris.” Da brividi.

La soffusa “Mia Dolce Anima” fa sì che la tensione non perda un colpo, e sarà solo con la successiva “Il Cielo è di Tutti”, da una poesia di Gianni Rodari, che la piega presa tenda verso territori più folcloristici, movimentati, scanzonati anche, per quanto quella cantata sia una sorta di fiaba moderna dell’infelicità diffusa. “Perché il cielo è uno solo e la terra è tutta a pezzetti?” ci si interroga, e la risposta è una sola. Cieco e schifoso com’è, l’uomo ha accantonato l’idea di conquistarsi un pezzetto di cielo solo perché non ha ancora rimediato i mezzi per farlo. Ma il cielo è troppo alto, alto come la voce di Rondelli nella successiva “Licantropi”, una ninna nanna che è un vero e proprio atto d’amore verso i figli, verso la vita e verso l’amore stesso. “E non me importa se il mondo finisse qui ed anche il sole dovesse esplodere mentre mi perdo in te qui tra le braccia tue” Amore per i figli che è lo sfondo anche per la canzone che chiude il disco, “Niente più di questo, l’amore”, due minuti appena dove Rondelli e la sua voce si superano, toccando corde emotive di cui nemmeno conoscevo l’esistenza.

E il disco finisce così, o meglio, dovrebbe finire così. Dovrebbe perché il cantautore livornese, da buon cazzone, tenta l’impresa di distruggere il capolavoro con una ghost track tutta guaiti e mugolii, di una deficienza rara e talmente scomposta da lasciare inebetiti. Ma credo sia più forte di lui. Per un personaggio dissacrante e gonfio d’ironia come Rondelli, mandare a puttane un capolavoro in pochi secondi deve essere stata una tentazione irresistibile. È un peccato che tu non ce l’abbia fatta Rondelli. Anzi, se possibile, ti si ama ancora di più.

Voto: 8


Info:

Live Global, 2009

Songwriter

 

Tracklist:

01. Viaggio d’autunno

02. Per amor del cielo

03. Soffio d'angelo

04. La marmellata

05. Madame Sitrì

06. Mia dolce anima

07. Il cielo è di tutti

08. Licantropi

09. Niente più di questo, l'amor