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ANTONY AND THE JOHNSONS: I Am a Bird Now

  • Scritto da Enrico Tallarini

antony Vidi per la prima volta il gigante buono Antony nel 2003, a un concerto di Lou Reed. Non avevo la minima idea di chi fosse questo tipo strano, con i capelli ossigenati e la voce fin troppo femminile. Lou Reed gli lasciò cantare per interno “Perfect Day”, davanti a un pubblico che era tutto una smorfia: incredulo e quasi incazzato. Lo rividi poi in un’edizione di Arezzo Wave, in uno stadio ormai spopolato subito dopo il fastidio Negramaro (?), presentato da un’altrettanto fastidiosa Paola Maugeri come “l’uomo dalla voce d’angelo”. Qualche anno dopo a Bologna, in una Piazza Santo Stefano gremita a tal punto che non credo di avere visto niente. E per chiudere, un concerto al Teatro delle Muse di Ancona nel tour di “The Crying Light”, quando il gigante era già un gigante anche da noi.

Fino all’uscita di questo “I Am a Bird Now” per me Antony non era nessuno, se non quel tizio biondo e un po’ strano che aveva sfigurato metà concerto di Lou Reed, svuotato lo stadio di Arezzo e reso invivibile una caldissima serata bolognese.

Da lì in poi, ogni qualvolta ne sento il nome lo associo al volo a uno dei più grandi artisti di inizio millennio, uno dei pochi riuscito a stravolgere le regole del cantautorato contemporaneo.

Uno passato da fare la drag queen a farsi corteggiare da una schiera infinita di artisti (tra cui Lou Reed, Bjork, Franco Battiato, Boy George), capace di unire un certo fare androgino con la musica da camera, il pop con la musica colta. E “I Am a Bird Now” resta, ancora oggi, l’apice della sua carriera. “Hopes There’s Someone”, “My Lady Story”, “You Are My Sister”: sono solo alcuni dei momenti da ricordare, che hanno reso Antony una stella nel panorama musicale mondiale.

Pianoforti, archi, una voce che sembrano dieci: questi gli ingredienti, per canzoni eteree e struggenti, deliziose, metà uomo e metà donna. Tra gli ospiti del disco: Devendra Banhart, Boy George, Lou Reed con la sua voce sbilenca in “Fistfull of Love”, Rufus Wainwright su “What Can I Do?”, a far volare un disco che si deve necessariamente avere.

Magari non con su scritto “Antony love Enrico”. Quello potete sognarvelo. Me lo tengo stretto, così, per ricordarmi di come, quel gigante, sia buono per davvero.

Voto: 8

 

Info:

Secretly Canadian, 2005

Songwriter

 

Tracklist:

1. Hope There's Someone

2. My Lady Story

3. For Today I Am A Boy

4. Man Is The Baby

5. You Are My Sister

6. What Can I Do?

7. Fistfull Of Love

8. Spiralling

9. Free At Last

10. Bird Gerhl