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AFTERHOURS: “Hai Paura del Buio?”

afterhours hai paura del buioTanto per cominciare, una bestemmia. Tocca infatti a un “porco cristo” aprire “Hai Paura del Buio?”, disco che più che un disco è uno snodo essenziale in fatto di rock italiano. Siamo nel 1997, gli Afterhours sono alla seconda prova in lingua madre dopo anni di underground e di rock grunge cantato in inglese. I C.S.I. escono con “Tabula Rasa Elettrificata”, i Marlene Kuntz sono ancora in tour conIl Vile”, i Casino Royale danno alle stampe “CRX”: insomma, mesi più fecondi per il rock tricolore sono difficili da immaginare.

E proprio gli Afterhours, di lì a poco, anche grazie al successivo “Non è per Sempre”, di questa scena musicale ne diverranno colonna portante, una bandiera, che culminerà con il rimpianto Tora! Tora! Festival, ideato da Manuel Agnelli sulla scia del Lollapalooza del Jane’s Addiction Perry Farrell. Questo per dire che la quasi totalità del rock italiano di oggi, se non nasce da qui, di sicuro da qui ci passa. Diciannove pezzi da manuale, di una varietà cromatica incredibile, che marchieranno il nuovo millennio lasciando una scia di emuli lunga due decenni.

Una generazione intera salvata dagli indimenticabili tre accordi di “1.9.9.6.” e “Male di Miele”, quest’ultima diventata, forse a caso, inno della “resistenza” alla Scuola Diaz di Genova durante il G8. Tre accordi che chiunque abbia mai voluto fare rock avrà provato migliaia di volte a strimpellare, ma mai con risultati decenti. Gli Afterhours, o sei gli Afterhours, o non li risuoni. Vuoi per la voce acuta, dolce, incazzata e inarrivabile di Agnelli, vuoi quel che vuoi ma i loro pezzi, terra terra sulla carta, se risuonati da altri perdono la loro carica, la loro dignità.

Canzoni come “Rapace”, “Elymania” o “Pelle”, portano dentro la firma inimitabile di una band che era il prolungamento di un trio: Agnelli voce e chitarra, Prette alla batteria e Iriondo alle chitarre e rumori vari. Copertina ai limiti dell’inguardabile ma ormai un tutt’uno con il dentro, “Hai Paura del Buio?” è uno scossone continuo, un sali e scendi di botte elettriche e dolci carezze. L’insieme di bordate punk rock come “Dea”, “Lasciami Leccare l’Adrenalina”, “Veleno”, “Sui Giovani d’oggi ci Scatarro Su”, e ballate soffici come “Voglio una Pelle Splendida”, “Come Vorrei”, “Mi Trovo Nuovo”, dona al disco grande completezza e la garanzia di resistenza al tempo.

Diciannove schegge, molte delle quali entrate di pugno nel miglior canzoniere Afterhours, diventate valvola di sfogo per una generazione. Che poi è la mia, la stessa derisa e sbeffeggiata in “Sui Giovani D’Oggi ci Scatarro Su”, perché, come si urla, il vero alternativo è il tuo papà, non sei di certo tu. E via giù tutti sotto l’Agnelli nazionale a pogare, ieri come oggi, e a bocca aperta gioire per la fortuna di esserseli beccati addosso gli scatarri, che dal palco venivano giù davvero.

Eravamo tanti, eravamo ingenui, e probabilmente lo siamo ancora. Sopra e sotto il palco. Ma siamo cresciuti, cresciuti a tal punto da poter godere a piene mani di “Hai Paura del Buio?”, ridendo di quando gli sputi in bocca ti salvavano il sabato sera. La nostalgia con le lacrime agli occhi, per un momento, un disco, da avere e venerare assolutamente.

VOTO: 8,5

 

Info:


Mescal, 1997

Rock


Tracklist

1. Hai paura del buio?

2. 1.9.9.6.

3. Male di miele

4. Rapace

5. Elymania

6. Pelle

7. Dea

8. Senza finestra

9. Simbiosi

10. Voglio una pelle splendida

11. Terrorswing

12. Lasciami leccare l'adrenalina

13. Punto g

14. Veleno

15. Come vorrei

16. Questo pazzo pazzo mondo di tasse

17. Musicista contabile

18. Sui giovani d'oggi ci scatarro su

19. Mi trovo nuovo