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Una Vita Tranquilla (C. Cupellini)

  • Scritto da Tommaso Bertelli

una vita tranquilla locandina

una vita tranquilla locandina
“Il Passato è una Terra straniera” recitava il titolo di un bel libro di qualche anno, diventato poi anche un film. Il passato è quel luogo dove siamo stati delle altre persone, diverse, migliori quasi mai, e dove si sono fatte cose che meglio lasciar perdere e dimenticare.

Andare oltre e tagliare i ponti. Così ha fatto Rosario, un brizzolato e barbuto Toni Servillo, che è emigrato in Germania da Napoli, fingendosi morto, ha messo su famiglia e aperto un ristorante in una località turistica. Il passato però a volte può superare i confini tra gli stati e tornare a tormentare chi pensava di aver scritto la parola fine. Il passato è Diego, figlio abbandonato e tornato, seguendo le orme del padre, per un lavoro di camorra. Lo accompagna Edoardo, testa calda che intuisce il segreto di Rosario e finirà per pagare per i casini che combina. Il passato è una bottiglia spaccata in testa a chi non doveva sapere. Il passato è un figlio che non perdona e un altro che subisce senza capire.

Il passato è inconciliabile con il presente, tanto quanto servire granchi per antipasto e cinghiale per secondo all’interno di uno stesso pasto. Così come nel recente “Gorbaciof” è Toni Servillo, vincitore per questo ruolo del premio come miglior attore alla Festa del Cinema di Roma, il centro e la forza del film, anche quando non è in scena e la storia si concentra su Diego. Le debolezze del film sono da dividersi equamente tra regia e sceneggiatura. Lo script, vincitore del premio Solinas nel 2003 (il film doveva essere l’esordio di Cupellini prima che gli capitasse tra le mani quell’enorme spot della Perugina che è stato “Lezioni di Cioccolato”), regge la tensione solo per la prima parte, fino alla rivelazione dl segreto di Rosario, per poi scadere in un finale amaro e fin troppo prevedibile nella sua circolarità.

La regia, invece, non trova una continuità, passando da scene ben girate (l’ottimo piano sequenza con cui vengono presentati i rapporti del protagonista sul posto di lavoro) e altre che non trovano una reale corrispondenza tra tecnica e contenuto (il dolly su un pensieroso Edoardo su tutti). In definitiva si esce dalla sala con l’impressione di aver visto un classico film italiano dei nostri tempi, nella media. C’è chi ha visto in “Una vita tranquilla” una sorta di “A History of Violence” in salsa italiana. Certe riflessioni non meritano neanche una riga di commento.

Voto: 6

Info Film:

Italia, Germania, Francia 2010 regia di Claudio Cupellini con Toni Servillo, Marco D’Amore, Francesco Di Leva, Julianne Kohler Durata: 105 minuti Drammatico