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The Majestic (F. Darabont)

  • Scritto da Michele Ciliberti

the majestic locandina

the majestic locandina - the majestic locandina
Un modo molto efficace per capire un’epoca è leggerla attraverso la lente cinematografica. “The Majestic” è un cinema di una piccola cittadine statunitense che si ritrova ad essere il centro di uno scambio di persona.

Grazie al cinema raccontiamo gli USA del dopoguerra, grazie al cinema capiamo gli USA del dopoguerra. Peter è uno sceneggiatore accusato di comunismo nella spietata America maccartiana, mentre Luke è un ragazzo fortemente somigliante a Peter morto in guerra da eroe. Peter prende così involontariamente il posto di Luke dopo un incidente stradale che gli ha causato la perdita della memoria. Da questa premessa il film affronta una serie di tematiche legate all’identità americana. Il valore del patriottismo e della guerra, le differenze tra l’Hollywood avida e le piccole comunità fiere della propria semplicità, l’abisso che passa tra gli stratagemmi dei politicanti e gli ideali ai quali si ispira la Costituzione americana. Questa serie di elementi si sviluppano in due momenti. Nella prima parte, durante la quale Peter/Luke lavora a Hollywood e arriva nella cittadina di Lawson, vi è lo studio della comunità, dei suoi personaggi, delle variabili che contraddistinguono la fierezza del popolo americano.

La società statunitense viene illustrata come un mix perfetto di solidarietà, armonia e sinergia. Ma, nella parte successiva, invece di analizzare come l’armonia viene spezzata dall’innesto di un corpo estraneo e di conseguenza come reagisce la società a questo fenomeno, il film ruzzola verso la pomposità valoriale, lo sbrodolamento sulle virtù americane, la facile retorica su tolleranza, libertà e altri abomini simili. Il film si dilunga nell’analizzare pezzo per pezzo quella società così estranea al protagonista, senza tuttavia successivamente motivare questa scelta attraverso scelte narrative precise. Lo stesso slancio che la metafora della sala cinematografica e della visione collettiva dà al film viene subito sciupata per lanciarsi in riti da tribunale pomposi e autocelebrativi (sulla scia del memorabile “Nel Nome del Padre”), accoglienze festose all’arrivo dell’eroe in treno e altre piattezze che sconquassano ciò che di buono era stato costruito nella prima parte.

A Jim Carrey va senza dubbio attribuito il merito di aver guidato quasi in solitaria tutto il film (gli altri attori sembrano i protagonisti freddi e plastici di “The Truman Show”), mentre la regia si lascia andare in cadute di stile veramente banali che mortificano le scelte precise attraverso le quali si era immortalato lo spirito e le fobie americane nel dopoguerra. “The Majestic” è un film che riesce a rendere (tematicamente e stilisticamente) lo spirito dell’America più profonda. Spingendo troppo su questo pedale si finisce però col farsi risucchiare nella retorica caratteristica di quegli anni, facendo perdere quello che di buono era stato fatto in un vortice di odioso autocelebrazionismo e assurda ridondanza.

Voto: 6

Info Film:

USA 2001 con Jim Carrey, Martin Landau, Laurie Holden, Bruce Campbell, Frank Collison Durata: 152 min Drammatico