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The Horde (Y. Dahan & B. Rocher)

  • Scritto da Michele Ciliberti

the horde locandina

the horde locandina
“A' l’Interieur”, “Frontiers”, “Alta Tensione” hanno contraddistinto il rinascimento sanguinolento francese. “The Horde” è l’ulteriore tassello che tenta di contaminare, sulla scia di Romero e Carpenter, violenza e indagine sociale, mettendo sul piatto zombie e banlieu, sbirri deviati e disadattati repressi, cocaina e cisterne di sangue.

“The Horde” introduce molte situazioni interessantissime, come gli zombie potenziati fisicamente con forza bruta ed esaltante frenesia. Via così i morti che camminano sbilenchi, e avanti con i diseredati che si aggirano agguerriti tra i casermoni in cemento armato dei quartieri popolari. E poi l’elemento più terrificante: la violenza fine a sé stessa, specchio dell’unico valore che si accetta e si comprende da quelle parti. E così via con facce ripetutamente spiaccicate al muro, bombe a mano e mitragliatrici in mano a veterani psicolabili, corpi squartati tra le carcasse delle auto e interi pezzi di carne che volano attraverso le scene. Quando però si trascende dalla componente “sangue”, si finisce irrimediabilmente col perdere efficacia. I killer protagonisti si alleano con i poliziotti che cercavano di stanarli e cercano assieme di fuggire agli zombie. Un paio di battute sulla cattiveria degli sbirri e sul tragico passato della banda della banlieu. Si tenta di scavare nel passato dei carnefici in quanto ora sono diventati essi stessi vittime, braccati e ammazzati in un gioco di ruolo invertito. Vanno capiti e conosciuti. E così… tutto qui.

Non si va oltre il paio di conversazioni prima del magnifico scontro finale, così come non si superano i ruoli ben definiti come quelli dei poliziotti alle prese con torve beghe interne, il gruppo dei malavitosi formati dal capo senza cuore ma saggio nei momenti di difficoltà, il suo fratellino scheggia impazzita, lo “zingaro” fanfarone e una serie di visi già visti mille volte. Anche la componente dell’ ”eccesso spassoso”, che arriva dall’uso gratuito e trasbordante dell’iperviolenza, finisce molto spesso per sembrare quasi un incidente di percorso. L’effetto straniante dell’uso inverosimile del sangue (vedi scene di lotta) finisce presto e senza dar seguito alla cosa, non dando la possibilità di creare le condizioni per un finale meno scontato e unicamente legato a ciò che avverrà nell'immancabile sequel. “A' l’Interieur” aveva colpito per la componente squisitamente violenta. “Alta Tensione” per la fine matrice psicologica. “Frontiers” cominciava a introdurre sullo sfondo motivazioni politiche. Questo “The Horde” non riesce a comunicare dove vuole arrivare. Un tentativo di riunire le motivazioni che hanno sancito il successo dei film sopra citati? In parte. Ma purtroppo l’operazione non è pienamente riuscita.

Aspettiamo il sequel per sperare che vi sia qualche cartuccia violenta in più e il perfezionamento di quella sintesi che avrebbe potuto portare al rinnovamento definitivo del genere horror, che ha trovato in Francia un laboratorio interessantissimo e avvincente. Aspettiamo fiduciosi.

 

Voto: 6,5

Info Film:

Francia 2009 regia di Yannick Dahan & Benjamin Rocher con Claude Perron, Jean-Pierre Martins, Eriq Ebouaney, Aurélien Recoing, Doudou Masta Durata: 90 min Horror