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Stati di Allucinazione (K. Russel)

stati di allucinazione locandina

stati di allucinazione locandina
Una teoria della medicina moderna enuncia che il cervello umano è usato dal corpo umano per il 20% delle sue reali possibilità.

Ciò significa che se l’essere umano fosse in grado di poter utilizzare per intero quella fantastica macchina che è il cervello sarebbe capace più o meno di tutto: di cambiare forma, di cambiare colore, di autocurarsi le malattie, il tutto con un semplice ordine mentale, perchè con quella percentuale in più avremmo il controllo totale di ogni singola cellula del nostro corpo, potremmo comandare una cellula come comandiamo i movimenti della nostra mano. Adesso andiamo negli anni ‘60. Uno scienziato, John Lilly, usava una particolare metodologia d’esperimento: chiudeva i suoi pazienti, affetti per lo più da schizofrenia e nevrosi, in una vasca d’acqua salata e li lasciava lì, in quella situazione claustrofobica, soli e al buio, fino a quando il povero paziente di turno non subiva un rilassamento indotto che lo faceva regredire allo stato infantile (in pratica lo rincoglioniva totalmente, più di quanto già non lo fosse) Anni ‘70: lo scrittore Paddy Chayefsky, colpito dagli esperimenti di Lilly, scrisse un romanzo basato su questa storia, dal titolo “Stati di Allucinazione“. Fine anni ‘70: il regista Arthur Penn acquista i diritti del romanzo di Chayefsky, e comincia a girare il film, assoldando un biondo attore che doveva ancora fare il suo debutto sul grande schermo (William Hurt, che per il film ricevette una nomination all’oscar come miglior attore rivelazione dell’Anno) e una giovanissima ma già talentuosa Drew Barrymore.

Ci sono un po’ di intoppi a e la regia passa al visionario Ken Russell. Il film è pronto ed esce nelle sale nel 1980. “Stati di Allucinazione” (titolo originale: “Alterated States“) ebbe un grande successo e divenne in breve tempo un cult del genere horror fantascientifico. Storia di un scienziato, Eddie Jessup (che già di per sè non è molto normale), che si diverte a giocare con una delle vasche del dottor Lilly, che provoca allucinazioni di stampo prevalentemente cristiano (per sfruttare l’onda di paura cristiana lasciata in eredità da “L’Esorcista” di William Friedkin uscito nel ‘73) in cui la scena più terribile è quella del corpo di Gesù crocefisso con la testa di un caprone dagli innumerevoli occhi. Ma più le cose vanno avanti più degenerano. Procuratosi una formidabile droga in Messico, il dottor Jessup, coadiuvato dal suo aiutante Arthur (Bob Balaban), prosegue gli esperimenti su sè stesso sotto l’effetto di questa droga. I risultati saranno sconvolgenti, così come le conseguenze. Sognando un primitivo bipede dalla posizione eretta, Jessup esce dalla vasca trasformato in quel primitivo (che sembra uscito direttamente da “Il Pianeta delle Scimmie“), combinando casini a destra e a sinistra.

Ma Jessup vuole andare oltre e nell’ultimo eseprimento arriva a trasformarsi in un essere amorfo, un essere che dovrebbe rappresentare Dio (la verità a cui Jessup voleva arrivare), e riesce a salvarsi solo per amore della sua ex moglie Emily (Blair Brown), in uno dei più grotteschi happy end della storia del cinema. Il film rasenta il ridicolo in più di una occasione, e l’unica cosa veramente degna di nota sono gli effetti speciali e il fantastico lavoro di make-up di Bran Ferren, un piccolo genio nel suo campo, ma per il resto il film interessa sempre più lasciandoti poi un’amaro in bocca tipico di quei film che fanno credere allo spettatore che finirà in un modo epico, o comunque sia soddisfacente, per poi concludersi frettolosamente, con un finale alla “e vissero tutti felici e contenti” tipico di quel filone ottantottino degli hottor un po’ commercialotti e anche un po’ stupidotti. Ha appunto questa scusante: è degli anni ‘80, era quello il genere di film che andava più in voga in quegli anni, e “Stati di Allucinazione” diventerà un capostipite e il classico cult, un film osannato da coloro che cercano solo effetti sbalorditivi, ma se poi cercano anche emozioni forti, in questo film dove stanno, scusate?

In ogni caso la critica ne parlò ai tempi tutto sommato bene, tessendo le lodi visionare di Russell, ma a mia detta il film lo ha fatto quel genietto di Bran Ferren, mettendoci in mezzo effetti assolutamente incredibili per una epoca in cui la computer grafica era lontana anni luce. Grande anche il montaggio di alcune scene (quei flash che adesso tanto sono usati e abusati, ma all’epoca farne un uso così frenetico era una gran bella sfida), senza contare le nomination all’oscar per miglior sonoro e per miglior colonna sonora. Insomma, morale della favola: se si vuole vedere un film che, nel suo piccolo, ha fatto storia, che lo si guardi pure, perchè “Stati di Allucinazione” lo è. Se invece si vuole divorare un film che ci spaventi, che ci faccia venire brividi di paura (ammesso che esistano veramente questi film) lasciate perdere e cercate altrove. Anzi, provate a guardare “Un'Estate al Mare”: quello si che fa paura. Per lo schifo.

Voto: 6

Info Film:

titolo originale: “Alterated States” USA 1980 regia di Ken Russel con William Hurt, Drew Barrymore, Bob Balaban, Blair Brown durata: 102 min Horror, Thriller