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Nirvana (G. Salvatores)

  • Scritto da Michele Ciliberti

nirvana locandina

nirvana locandina - nirvana locandina

Per Jimi (Christopher Lambert), inventore di videogiochi, Nirvana è il gioco da realizzare per conto della Okosama Starr. Per Solo (Diego Abatantuono), personaggio principale del gioco stesso, Nirvana è la realtà virtuale da vivere e, nel contempo, la prigione dalla quale non si può scappare. Un virus causa l’incontro tra questi due livelli e fa prendere coscienza a Solo del proprio essere realtà virtuale e a Jimi dell’insensatezza insita nel proprio lavoro. Nirvana va distrutto, lottando fino alla morte con multinazionali, guerrieri nostalgici degli anni ’80 e insidie presenti in quartieri dai nomi esotici. "Nirvana" unisce, trita e spruzza sulla storia tutte le caratteristiche del mondo cyberpunk e del genere fantascientifico.

La società del futuro è squarciata da rigide divisioni, uso delle armi, onnipresenza della tecnologia e necessità di fuggire dalla realtà tramite un uso massiccio della chimica, della cibernetica e del denaro (reso pura astrazione). A livello tematico vi sono continui riferimenti ai mondi paralleli (fino all’azzardato colpo di scena finale), alla dittatura di entità superiori e invisibili, al superamento dell’uomo in quanto tale (per sostituirlo con cyborg e mutanti) e infine al rapporto convulso tra morale e coscienza. L’uso di queste costanti del genere fantascientifico, con contaminazioni tra “Blade Runner” e “Strange Days”, ha il merito di non essere solo riferimento sterile a capolavori del passato, ma riesce a dare vigore a un film che prova a unire alla fantascienza quell’impronta ironica tipicamente italica. Da ricordare infatti i camei di tutti gli assi portanti del cinema di Salvatores, da Claudio Bisio a Paolo Rossi, da Antonio Catania a Gigio Alberti.

L’eccesso comico è difatti componente essenziale per definire questo film, pensandolo non solo come ottima rappresentazione del pessimismo riguardo uomo e società del futuro, ma come una creazione stilisticamente bizzarra e tecnicamente pregevole. Purtroppo per tenere assieme queste spinte creative Salvatores rischia di diventare pedante in alcuni collegamenti tra le due impronte stilistiche. Se difatti non si può non sorridere guardando Rubini nelle vesti di Joystick, ladruncolo dagli occhi meccanici e dalla parlantina logorroica barese, nel contempo alcune ripetizioni specie nel piano delle dipendenze sensoriali non fanno che appesantire la narrazione per un storia di fondo abbastanza chiara e asciutta (insoddisfatto si riscatta salvando un prigioniero). Per non parlare della piattezza e banalità di Solo, personaggio ingabbiato dall'incapacità di Abatantuono di interpretare una figura così sofisticata come quella di un personaggio da videogioco alle prese con la scoperta d'essere irreale.

Salvatores attua così un esperimento senza dubbio non malvagio, ma forse il regista urla (cinematograficamente) con troppa foga che anche l’Italia può parlare di fantascienza in modo particolare. Più concretezza e meno divagazioni avrebbero probabilmente aiutato a rendere la storia più asciutta, diretta e concreta. Strafare molto spesso vuol dire sciupare occasioni uniche di creare cult indimenticabili. "Nirvana" è senza dubbio una grossissima occasione persa

Voto: 6,5

Info Film:

Italia 1997 con Christopher Lambert, Sergio Rubini, Stefania Rocca, Amanda Sandrelli, Diego Abatantuono Durata 114 min Fantascienza