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La Donna della mia Vita (L. Lucini)

  • Scritto da Alessandra Calapà

la donna della mia vita

la donna della mia vita - la donna della mia vita
L'agrodolce della vita Due fratelli quasi opposti: Leonardo (Luca Argentero), tenero e impacciato, che per una donna ha quasi tentato il suicidio e Giorgio (Alessandro Gassman), medico affermato e donnaiolo rinomato, con una moglie a Roma e almeno un'amante a Milano. Leonardo si innamora di Sara (Valentina Ludovini), ex fiamma di Giorgio; i tre si ritrovano allo stesso tavolo in una situazione imbarazzante intrisa di falsità e doppi giochi.

Alba (Stefania Sandrelli), la mamma chioccia, è il motore della storia, rivelatrice di “genetici” colpi di scena, nascosti fino a quel momento per il “bene di tutti”. (sinossi) Una serie di tradimenti affettivi, quasi giustificati in una narrazione tipicamente “all'italiana”, ricca di “inciuci”. I risvolti peggiori della coppia imperniati di bugie “a fin di bene” post tradimento. Alba, deus ex-machina, amministra la vita oltre che dei figli anche dei due mariti, con cui intrattiene una relazione complicata. La Sandrelli resta un'attrice disinvolta e ammiccante della commedia anni'80, ma con uno spessore del personaggio del tutto nuovo. È una mamma dominatrix, controlla i destini di tutti, celando il pugno di ferro in un guanto di velluto ed è l'unica ad aver capito che “niente è come sembra”.

Luca Lucini sceglie di valorizzare la presenza degli attori e la regia si appiattisce sui primi piani. Una produzione per la Universal, Italia-Gran Bretagna, e un cast ben conosciuto lascia spazio a una scelta più di mercato che d'autore. Non sentiamo il film come un brano jazz, citazione di Lucini, ma piuttosto come un pezzo commerciale, in cui la creatività sembra aver lasciato posto alla banalità del “giustificare tutto”; assente in “Solo un padre”, emozionante nella semplicità del racconto. La sceneggiatura è di Teresa Ciabatti e Giulia Calenda, figlia di Cristina Comencini, da cui è stato tratto il soggetto, più teatrale che cinematografico, non particolarmente brillante e di respiro americano alla Beautiful.

Il team al femminile, dietro la storia, è inconfondibile nell'ironia e nell'arguzia con cui sono scritte le battute. Gassman, ripete quello che è ormai diventato un suo cliché: il donnaiolo; mentre Argentero è troppo timido e poco credibile, data la sua fisicità, per essere imbranato con le donne. I fratelli, forse neanche uniti da un legame di sangue, sono lo yin e lo yang, il sole e la notte, che durante lo svolgersi della vicenda inseguono le loro reali inclinazioni ribaltando i ruoli, rendendo così più interessante la narrazione. Leonardo compie una metamorfosi da buono a cattivo, da impacciato a latin lover, un personaggio che possiede due nature completamente diverse e complementari. Espressiva e ricca di emotività appare la Ludovini che, con semplicità rara, riesce attraverso un solo sguardo a far trapelare la malizia tipicamente femminile. La psicologia dominante del film è la famiglia upper class milanese, la borghesia industriale con le sue dinamiche interne di sofferenza, genialità, ma alla fine di devastazione psicologica. Ma chi è la “donna della mia vita”? La violoncellista Sara o la madre Alba? Ambiguità anche nel titolo.

Come “Lady Eve” di Preston Sturges sembra tutto leggerissimo, ma in realtà si parla di tradimenti, ruoli, tempo che passa ed errori. L' unica inquadratura decisiva è l'ultima, che rimanda alla prima: a parlare è la Sandrelli al nipote appena nato e a noi, dato che gli osservatori coincidono. Lucini è più maturo di “Tre metri sopra il cielo”, manifesto del pensiero di Moccia, ma ancora lontano dallo stupire. Un film che sembra leggero e invece lascia quel retrogusto amaro e disincantato nei confronti delle relazioni umane. Restano in mente lo sguardo languido di Gassman, bambino intrappolato nel corpo di un uomo; il ghigno cattivo di Argentero che rivela allo specchio il suo lato oscuro; il pianto adolescenziale della Lodovini che sa di non volere accanto «l'uomo della pace dei sensi», ma colui che la fa sentire viva. In questa struttura teatrale si dà voce a sentimenti contemporanei, tra cui la ricerca della propria identità al di fuori delle etichette e il disagio nello scoprirsi ancora pieni di passione.

Voto: 6

Info Film:

Italia, Gran Bretagna 2010 con Luca Argentero, Alessandro Gassman, Stefania Sandrelli, Valentina Lodovini, Giorgio Colangeli Durata: 96 min Drammatico