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Iron Man 2 (J. Favreau)

  • Scritto da Gli Osservatori Esterni

iron man 2 locandina

iron man 2 locandina
Nuova armatura, vecchio protagonista: “Iron Man 2” arriva nelle sale cavalcando un’onda di attesa gonfiata da un gran primo capitolo e dalla dilagante febbre Marvel che ha ormai conquistato il cinema.

I presupposti ci sono tutti e l’inizio del film non li tradisce affatto: c’è giusto il tempo di prendere un respiro mentre viene presentato il nuovo acquisto Mickey Rourke, e poi… ta-dah!, siamo già a sfrecciare nel cielo, tra fuochi artificiali, scie di reattori e riff degli AC-DC. Tony Stark approda volando nel mezzo della sua grande festa, si spoglia dell’armatura scintillante e si autoglorifica in quel modo sornione e carismatico che gli compete. E tu, spettatore, senti già le mani che formicolano, che pregustano: se si parte così, chissà quanta roba accadrà poi! Ecco, no. Non accade quasi nulla, poi. Nulla, almeno, che non sia già stato visto decine di volte in decine di altri film di supereroi (ad iniziare proprio da “Iron Man”, capitolo primo, a volte citato al limite del cannibalismo).

Problemi di salute dell’eroe accanto a crisi psicologiche e valoriali; tecnologie superfighe con tanto di geni in grado di gestirle come fossero tricicli; un affollamento sovrumano, attorno all’eroe, di spalle e villains che si pestano i piedi l’un l’altro, tanto disordinati e tanto numerosi da sottrarsi a vicenda spazio e spessore. Rourke e Rockwell si contendono la palma di cattivo meno riuscito/più inutile della storia, mentre il già intravisto Nick Fury è, ancora una volta, più che altro un’apparizione fugace, utile per creare attesa in vista di progetti futuri.

Certo che se non si torna al suo doppiatore consueto, nell’edizione italiana del film sarà difficile apprezzare appieno la somiglianza di Samuel L. Jackson con il Fury afroamericano, splendidamente ricalcato dall’Universo Ultimate. Per la Vedova Nera by Scarlett Johansson, invece, nessunissima speranza. Ridatele la tinta bionda, please, e restituitela a Woody Allen. Non è una questione di abilità recitativa o di scarsa avvenenza (la scena in tutina attillata è destinata a scatenare brividi testosteronici in tante sale del mondo). Semplicemente, è un’attrice inadatta per la parte. Sbagliata almeno quanto lo erano Val Kilmer per Batman, o Nicholas Cage per Ghost Rider. Forse che Milla Jovovich era in ferie?

Fortunatamente, ci pensa Mr. Robert Downey Jr. a catturare gli sguardi su di sé e a far funzionare il suo personaggio con l’aplomb e la spacconeria già visti nel primo film (e in “Sherlock Holmes”). Ci riesce benissimo, onore al suo Stark, nonostante in questo secondo capitolo gli sceneggiatori e il regista gli forniscano occasioni meno frequenti e meno convincenti per dare sfogo alla propria verve. Un Martini qui, una battutina con una semi-anoressica Gwineth Paltrow lì… ma i combattimenti? I voli con l’armatura? I missili, i pugni metallici, i cattivoni da pestare? Pochi, pochissimi. Tanto è vero che lo scontro finale sembra più una zuffetta da collocare a metà film, magari al posto di una scialba corsa di macchine a Montecarlo, o per sostituire gli spenti siparietti tra il tatuatissimo Mickey e il suo pappagallo.

Incredibile a dirsi, un action movie con poca action. Un film di supereroi povero di supereroi. Di solito accade esattamente il contrario: qui siamo al parossismo allo stato puro. Tanto è vero che, uscendo dal cinema, mi è scappato un: «Meglio i “G.I. Joe”.» Insomma, se il primo “Iron Man” aveva stupito, per impostazione, regia e alchimia del cast, riuscendo a ritagliarsi uno dei posti più alti nella graduatoria delle pellicole supereroistiche, questo secondo episodio non riesce nemmeno lontanamente a collocarsi in scia. Peccato.

A consolarci un po’, intervengono tre fattori. Numero uno, il classico cammeo di Stan Lee, sempre in grande forma. Numero due, una grande colonna sonora, con una carichissima “Highway to Hell” sui titoli di coda da ascoltarsi fino in fondo, anche per assistere all’ormai consueta scena finale. Che è poi il fattore numero tre: una ghiottissima anticipazione per il futuro, talmente succulenta (e nerd!) da risollevare le sorti di un film altrimenti fiacco e terribilmente peggiorativo. Non resta che attendere “Iron Man 3”, già in cantiere. E sperare che l’involuzione venga convertita in sorpasso.

 

Voto MarKeno: 5,5

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Gigioneggiare abbronzato e metallico

By Thomasmann

Tony Stark (Robert Downey Jr.) ha fatto coming out come "Iron Man" e il governo gli sta addosso. Vuole l’armatura. Lui con una faccia come il culo, ma abbronzantissimo, gli dice no. E continua a fare il cazzone in giro per il mondo. Anzi fa ancora più il cazzone perché sta morendo, il palladio che alimenta l’armatura e il suo corpo è cancerogeno. Intanto un cattivone russo (Mickey Rourke) che ha scoperto la sua stessa tecnologia viene “assunto” dal rivale Justin Hammer (Sam Rockwell) che vuole rovinargli l’esposizione mondiale.

Nel mezzo scazzi con la segretaria Pepper, anche lei abbronzata (Gwyneth Paltrow), con l’amico militare (Don Cheadle) e languidi sguardi con Scarlett Johansson, sexissima in tutine di pelle o tubini leopardati. Si sa. I sequel sono un casino. Soprattutto i sequel di un film di successo. Le aspettative sono alte, molto alte, e i rischi tanti. Dei sequel e del loro rapporto con il predecessore ci si potrebbe scrivere una tesi di laurea, e non escludo che qualcuno l’abbia anche fatto.

Per me lo dico subito solo il "Padrino Parte II" è superiore primo capitolo. Poi nessuno capitolo due è meglio del capitolo uno. Mai. Né "L’Impero colpisce ancora", né "Il Tempio maledetto". Al massimo possiamo avere dei pareggi. Negli ultimi anni molte sono state le delusioni di seguiti bruttini di blockbuster che in quanto tali avevano fatto il loro sporco lavoro: divertito e intrattenuto. Penso al secondo "Spider-Man", troppo lungo, "Pirati dei Caraibi", troppo lunghissimo, "Trasformers 2" semplicemente bruttissimo. Se aggiungiamo il fatto che "Iron Man" è il blockbuster che più mi ha divertito negli ultimi anni, unito al recente "Sherlock Holmes" (sarà mica merito tutto di Downey jr allora?), la situazione si fa difficile. Purtroppo qui non siamo di fronte all’eccezione. Iron Man 2 non mostra nessun passo avanti rispetto al primo. Forse solo nella colonna sonora, ma c’entra poco.

Forse è la volontà dello sceneggiatore Justin Theroux era quella di mettere troppa carne al fuoco, con il rischio di togliere scene d’azione come in effetti accade nel combattimento finale con Whiplash. Non mancano certo i momenti divertenti (i dialoghi da commedia brillante tra Stark e Pepper) o le scene d’azione confezionate a regola d’arte (l’attacco di Whiplash a Montecarlo), ma in generale sembra di vedere una copia solamente più abbronzata del primo film, dove l’unica cosa che stonava era Jeff Bridges.

Rimane un ottimo prodotto di intrattenimento, con qualche scivolone stilistico (se incontrate il regista chiedetegli la necessità della breve scena in soggettiva all’inizio del film) e qualche buco di sceneggiatura.

Voto: 6.5

Info Film:

USA 2010 regia di Jon Favreau con Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Scarlett Johansson, Sam Rockwell Durata: 124 min Azione