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Human Traffic (J. Kerrigan)

  • Scritto da Skapho

human traffic locandina

human traffic locandina
"Human Traffic" si colloca di diritto fra le pellicole sulla droga alla "Trainspottig", "Acid House", "Paura e Delirio a Las Vegas", analizzando in maniera lucida (concedetemi il termine) come le aspettative, le angosce, le routine di tutti i giorni si trasformino in orge di droghe nel week-end.

La trama è semplice e scandita dagli orari che compaiono in sovraimpressione durante il film: cinque ragazzi Jip, Koop, Lulu, Moff e Nina attendono come il giorno del giudizio l’avvicinarsi del fine settimana, come una sorta di redenzione dalle angherie della vita di tutti i giorni.

Jip lavora come commesso in un negozio di vestiti, la metafora che lo vede seviziato sessualmente con una banconota sulla bocca è esplicativa della sua condizione; Koop, il migliore amico di Jip, è un cultore della musica e lavora in un negozio di dischi riuscendo a vendere qualsiasi cosa di qualsiasi genere a chiunque, la scena che lo vede ballare con i clienti sballati è memorabile; Lulu è una single che odia gli uomini, acida perché viene lasciata ogni qual volta si concede sessualmente, probabilmente tale condizione la porterà ad avvicinarsi a Jip, uomo insicuro delle sue prestazioni sessuali, in deficit per l’assunzione di droghe, in pratica non gli si rizza; Moff è il più sballato, probabilmente il miglior personaggio, adora la musica e le droghe di qualsiasi tipo, non si cerca un lavoro perché non vuole fare la fine dei suoi amici, odia la sua famiglia che sembra finta come quella delle fiction e che non si avvede delle problematiche del ragazzo; Nina è la ragazza di Koop, vittima delle paranoie del fidanzato sempre pronto a richiamarla per paura che qualcuno gliela scopi sotto gli occhi, lei lo tranquillizza, ma non sembra molto convinta.

Nel fine settimana i 5 di Cardiff si scatenano, vanno in giro per i locali più cool bevendo e drogandosi in tutte le salse, per poi finire nel postserata in una casa a continuare la festa. Ed è qui che si scatenano i discorsi più allucinanti. Memorabili quelli sulla politica dello spinello, vera e propria antropologia del rito, e il discorso di Moff su "Guerre Stellari" comparato allo spaccio. Ma, come narrato nel film, tutto ciò che va su prima o poi deve scendere e infatti su tutti cala il down, nessuno parla più ognuno è ritornato alla propria insicurezza, alle proprie paranoie, effetto droga finito e bye bye spocchia. La domenica servirà a recuperare le forze perse e a riprendersi dal down delle droghe assunte.

Moff dopo un viaggio allucinatorio, nel quale si ritroverà nell’universo seduto sul divano a parlare con la realtà, deciderà che è forse ora di chiudere con le droghe avvedendosi di star irrimediabilmente devastando il proprio cervello. I compagni non lo prendono molto sul serio, anzi, e lui di buon grado ordina un cocktail. La pellicola certo non è paragonabile ad altre follie allucinatorie come quelle dei film sopracitate, ma la visione di Kerrigan è sicuramente esplicativa di una generazione a tratti nichilista che non sopporta quello che fa, o quello che è, stretta nella morsa della routine sociale, che aspetta il week-end per dare libero sfogo alle proprie pulsioni vitali.

Il regista sembra aver conosciuto da vicino tale contesto, spiega bene i fatti e le conseguenze, meno le cause, ma tutto sommato l’analisi è calzante. Il protagonista Jip, nonché, voce narrante del film, si applica parecchio, ma in tutto il film sembra leggermente forzato, un po’ costruito, Moff e Koop invece sono i personaggi migliori, calati totalmente nella parte ed esilaranti nei loro monologhi; la regia di Kerrigan è ottima, soprattutto nella parte iniziale con flash continui e richiami metaforici esplicitati in immagini. Se nel finesettimana non si ha nulla da fare o si guarda "Human Traffic"...o lo si fa.

 

Voto 6,5

Info Film:

Irlanda 1999 regia di Justin Kerrigan con John Simm, Shaun Parkes, Danny Dyer, Lorraine Pilkington durata: 99 min Commedia, Drammatico