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Dragon Trainer (D. Deblois, C. Sanders)

  • Scritto da Michele Ciliberti

dragon trainer locandina

dragon trainer locandina
Invece che sangue, combattimenti e violenza il giovane Hiccup sceglie una via diversa. Niente regate per i mari del nord, niente elmo vichingo con grandi corna, affanculo spade e spadini. Solo draghi, draghetti e dragoni da ammaestrare, ognuno con le sue peculiarità e con la voglia di fusa, carezze e grattatine sulla pancia.

Fuoco, gas letale, doppie teste, altri abomini: tutti indociliti grazie a una massiccia carica di empatia e una gentilezza da lord inglese che ammaestra il suo segugio. Hiccup supera così le sue paure e quelle della sua comunità, fiera della sua tradizione di caccia ai draghi e ottusa nel non lasciare quella terra gelata orami completamente infestata dagli sputafuoco. Intraprendendo il viaggio di formazione “circense” Hiccup diverrà idolo della comunità e il cocco del “papà” barbuto, capo vichingo che aveva sempre disprezzato quel suo figlio minuto e insignificante.

Il lineare percorso del protagonista per diventare adulto potrà sembrare un classico incapace di fornire novità narrative, ma riesce invece a trasmettere una bellezza tutta particolare nel trattare storia e personaggi. La comunità rappresentata, infatti, non è dipinta semplicemente come un nugolo di barbari spietati, nel quale si nasconde il ragazzino dall’anima pia che muterà le loro anime. In questo caso adulti, Hiccup, draghi, conservano tutti un’intensa aura di tristezza e un’accettazione del destino che li rende vittime dei loro stessi doveri “sociali” e del loro destino di sangue.

Tutti lottano perché costretti, tutti annientano perché è inevitabile farlo, in quanto esso l’unico mezzo per raggiungere la “pace”. Tutti sono comunque profondamente scontenti e infelici, Hiccup perché diverso dagli altri, il papà perché insoddisfatto e i draghi perché prossimi allo spiedo. Anche nella conclusione della storia, oltre i soliti protocolli del finale conciliatorio, vi è una carica di umanità nel protagonista e nel suo amico che causeranno un sorriso triste, una considerazione profonda sul senso dell’amicizia, sul rispetto per le altre creature e sull’equilibrio tra le forze che regolano il mondo.

“Dragon trainer” è sicuramente un film d’animazione riuscito. Messaggio semplice da comunicare, ottima fattura e equilibrio perfetto tra dramma e leggerezza. Un ritorno alle semplicità dopo i fasti narrativi di “Wall-E”, “Coraline” e “Up”. Ma fa bene anche questo tipo di storie per risentirsi genuinamente bambini.

Voto: 7

Info Film:

regia di Dean DeBlois e Chris Sanders con Jay Baruchel, Gerard Butler, America Ferrera, Craig Ferguson Durata: 98 min Animazione