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Che Bella Giornata (G. Nunziante)

  • Scritto da Diego De Angelis

che bella giornata

che bella giornata
Quando un terrone si innamora di una terrorista islamica A un appassionato di Cinema la domanda sorge spontanea: perché l’ultimo film di Checco Zalone sta facendo piazza pulita di incassi? Forse la risposta migliore stava nel guardarsi il film, e così ho fatto.

Partendo dal presupposto che con le produzioni che portano al cinema gli attori comici di Zelig ho sempre avuto qualche avversione, perché il più delle volte non sono che vuoti contenitori, senza nessuna sostanza, altro non fanno che riproporre per un’ora e venti i soliti sketch del comico di turno. Con Che bella giornata la situazione è sicuramente un po’ diversa. Fare un film che parli di terroni e di terrorismo oggi non è affatto difficile, il difficile sta nel farlo senza voler far pensare il pubblico e senza politicizzarlo. Eh sì, perché a Checco, almeno apparentemente, se ne frega sia di questione meridionale, sia dell’Islam. Nel bene e nel male. La storia è quella di un pugliese supercafonal che si ritrova in una Milano (ovviamente) minacciata dal fondamentalismo di un gruppo islamico, pronto a far saltare il Duomo.

Ora, metteteci Checco a fare da guardia giurata al Duomo stesso, totalmente incapace da non saper riconoscere un gruppo di buddisti o il papa stesso, allora il problema è grave. Soprattutto se Zalone poi si innamora anche della terrorista in questione. Storia semplice, gag (il più delle volte) spassose. C’è poco da fare, il protagonista è proprio bravo, sia come deficiente sia come artista, dimostrando di essere uno dei migliori comici italiani degli ultimi anni (oltre che ottimo compositore musicale). Che bella giornata , che lo faccia apposta o no, in realtà sa essere anche più profondo di quello che vuole sembrare, perché se è vero che può sembrare qualunquista e banale in realtà dimostra una certa solidità caratteriale che viene tutta dal protagonista. La forza del film sta in quella voglia di non voler aprire a nessuno, di non lasciare scampo alla Chiesa corrotta (niente di grave, solo un po’ di raccomandazioni), all’Islam terrorista e demente, al meridionale un po’ tamarro, di dichiarare apertamente che i soldati italiani fanno la guerra solo per portare soldi alla famiglia e che probabilmente e la cosa migliore che possano fare.

Perché sì, il film è questo, è una dichiarazione al let it be, non cercare scuse e lasciare che tutto sia così, perché in fondo il bello può starsene ovunque. E se si è sé stessi alla fine tutto funziona, e nasce l’amore dove non ti aspetti. E’ un po’ per questo che, incredibile, tutti i quotidiani italiani lo elogiano, da quelli di sinistra fino a destra, ricevendo ovazioni da Il Fatto a Il Giornale. Che bella giornata fa del male a tutti e nessuno. Detto questo, il film si merita tutto il pubblico che sta avendo? Il successo è inevitabile, perché quando c’è un film che fa successo alla fine la gente ci va per osmosi, e poi perché Zalone è adorato e perché è un film estremamente facile da capire, un po’ come lo era anche Gomorra. Ecco, mi vien da dire, che se Che bella giornata si sta meritando tutto questo, allora un po’ se lo meritavano tanti altri film italiani che invece al box office hanno dovuto sanguinare, che si potevano permettere una regia e una sceneggiatura sicuramente più sudate. Il successo del film si basa anche e soprattutto sul Checco fuori il cinema, quello degli sketch e delle imitazioni (l’ultima su Vendola è praticamente perfetta), delle canzoni apocrife (come le chiama lui stesso) al piano e alla chitarra, geniali rivisitazioni.

Tutto questo nel film ci entra solo in parte, lasciandomi pensare che il Zalone televisivo è sicuramente più divertente, seppure film impreziosito dalle presenze di attori come Rocco Papaleo, Ivano Marescotti e Tullio Solenghi. PS per chi ha dei dubbi su Checco Zalone, allora si veda A lez(z)ione con Checco, lunga intervista-sipario comico condotta dall’immenso Gianni Canova su e Sky facilmente reperibile ormai su youtube, non ne rimarrà deluso.

Voto 6,5

Info Film:

Italia 2011 con Checco Zalone, Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Annarita del Piano Durata: 97 min Commedia