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20 Sigarette (A. Amadei)

  • Scritto da Anita Magnani

20 sigarette locandina

20 sigarette locandina
Bastano meno di 20 sigarette per arrivare in Iraq come aiuto regista, essere l’unico superstite di un attentato kamikaze nel primo giorno di sopraluogo, tenere in braccio un bambino morto mentre ti portano all’ospedale americano,

rischiare che ti amputino un piede, tornare in Italia, essere operato di nuovo e non poter più tornare a camminare come una volta, scoprire di essere innamorati della propria migliore amica e non della propria fidanzata. Questo è quello che è successo nel novembre 2003 ad Amedeo Amedei (Vinicio Marchioni), aspirante attore, quasi trentenne. A grandi linee. Solo 20 sigarette. Per fortuna che a Nasiriyya è vietato fumare praticamente ovunque, viene da dire. Anche se, ad ammazzare, a Nasiriyya non sono le sigarette in eccesso, ma la guerra. Perché di guerra si tratta. Le armi ci sono, i militari anche. Gli spari pure, non manca niente all’appello. Ma la guerra non si vede, si lascia intendere in qualche sparuto segnale qua e là, come gli spari in aria durante i trasporti, così, tanto per gradire. Ma non c’è da preoccuparsi, dice un militare ad Amedei finché senti gli spari vuol dire che sei vivo.

E gli spari arrivano davvero; questa volta non in aria. L’attentato spacca in due il film con un effetto a sorpresa di quelli che funzionano. A non funzionare è invece la ripresa in soggettiva di Amedei durante tutto l’attentato stesso. Eccessivamente marcata. Ma il film riesce comunque a non cadere nel patetismo. Si salva grazie alla veridicità con cui mostra le scene più crude, senza effetti di cattivo gusto. Basta il respiro off di Amedei che arranca nella polvere. Basta e avanza un bambino iracheno morto su un camioncino a rappresentare la guerra. In generale, un film che poteva andare meglio ma che poteva andare anche peggio. Evitabile la scena in cui Amedei, sul camioncino verso l’ospedale, completamente ricoperto del proprio sangue si accende una sigaretta e la offre al militare che lo ha soccorso: anche se realmente accaduta (cosa molto probabile dal momento che il film è ispirato al libro di Amedeo Amedei "Venti sigarette a Nassirya") risulta comunque una forzatura.

Evitabile anche la sequenza finale in cui si vede Amedei che presenta il proprio libro. Autoreferenziale. Buona la seconda parte del film, girata interamente in ospedale. Anche qui il patetismo e il melodramma erano dietro l’angolo che aspettavano di uscire. Ma ci sono rimasti. Va comunque detto che un film su un argomento controverso come la guerra in Iraq è un fulmine a ciel sereno. Ce ne fossero. Soprattutto affrontato attraverso, purtroppo, una storia personale, che lo rende più umano e meno ideologico.

Voto: 6,5

Info Film:

Italia 2010 regia di Amedeo Amadei con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Colangeli, Fabrice Scott, Antonio Gerardi Durata: 94 min Drammatico