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Wall-E (A. Stanton)

wall e locandina

wall e locandina
Wall-E è un'entusiasmante tempesta empatica. Ricordare il significato dell'essere umani per mezzo di un ammasso di ferraglia è un tantino umiliante, ma al tempo stesso salvifico.

Le gesta di questo robottino del futuro travolgono lo spettatore che si immedesima in modo quasi coatto alla vidende di Wall-E. La piantina nella scarpa sbrecciata, la stretta di “mani” robotiche, gli spezzoni del film "Hello, Dolly!" ricordano con dolce violenza che i sogni possono sbiadirsi e diventare un pallido ricordo. Un assurdo processo causato dalla folle non-curanza e del desiderio di affrontare l'esistenza senza alcun genere di fatica, spezzando i vincoli che legano le persone e annullando le responsabilità legate al soggiorno sulla Terra.

La richiesta di “vivere e non sopravvivere” è il grido allarmante da parte del capitano della nave spaziale dove si trovano reclusi da circa 700 anni gli umani scampati alla “contaminazione”. Osservare queste grassocce, solitarie e menefreghiste caricature subumane dà un ritratto allarmante e attualissimo di un'umanità pigra, viziata, drogata di de-responsabilizzazione, ottusa nel delegare alla tecnologia la gestione delle “cose umane”. Persone condannate a perdere l'umanità senza accorgersi minimamente della cosa. Un processo inesorabile già iniziato e del quale Wall-E ci dà un disperato allarme.

In questo film solo Wall-E, infatti, sembra l'unico essere pulsante e vivo che passa sullo schermo. Wall-E ama, soffre, gode delle piccole cose che trova lungo il cammino ed è forse l'unico depositario di desideri, le ultime armi a disposizione in un universo oramai privo di qualsivoglia forza vitale.

La Pixar ci ha regalato un film d'animazione spietato nella sua rappresentazione chiara, semplice e schietta dei rischi che la condotta dell'umanità porta con sé. Un cartone animato che si emancipa dalla sola dimensione infantile per raggiungere apici narrativi nel raccontare il dramma (tutta la dilaniante parte iniziale), la comicità (l'arrivo sulla navicella), il romanticismo (gli sguardi tra i due robot), l'intrattenimento (i sogni del capitano), la fantascienza (l'angosciante sguardo sugli “schiavi” umani) e tanta altra maestria cinematografica.

Il grandissimo merito di sceneggiatori e regista (Andrew Stanton) sta, altresì, nel non essersi fermati ad un sciorinamento delle colpe e delle mancanze degli umani, ma nell'aver proiettato in quel futuro inglorioso la bellezza di ciò che è stato perso. Le istantanee della vita “del passato” - che il capitano ammira ingenuo e inebetito - hanno una forza straordinaria nel mostrare l'incanto bruciato, la distruzione dello splendore esistenziale, l'annientamento della magnificenza che giornalmente ammiriamo standocene spaparanzati e annoiati, distratti da mille cazzate insulse e passeggere.

Wall-E è un testamento che il Pianeta Terra ci ha consegnato e, allo stesso tempo, un grande manifesto di speranza per guidare le nostre azioni nel prossimo futuro.

Voto: 8,5

Info Film

regia di Andrew Stanton USA 2008 Con Ben Burtt, Elissa Knight, Jeff Garlin, Sigourney Weaver, Fred Willard durata 97 min  Animazione