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Una Vita al Massimo (T. Scott)

  • Scritto da Michele Ciliberti

una vita al massimo locandina

una vita al massimo locandina
“True Romance” è un film romantico. Un romanticismo fatto di sangue, cocaina, sparatorie e sesso sudato in cabine telefoniche. Clarence (Christian Slater) è uno qualunque per scelta, Alabama (Patricia Arquette) una puttana per sbaglio.

Inutile dire che si innamoreranno, finendo a Los Angeles con 500mila dollari di cocaina, diversi omicidi alle spalle e non pochi problemi da risolvere. Assistiamo alla classica “commedia-ganster” nella quale un soggetto sempliciotto riceve per caso un grosso quantitativo di droga e per sbarazzarsene dovrà affrontare compratori schizzati, malavitosi maldestri e polizia incompetente. Quello che però pone il film su un altro livello è la genialità Tarantino. Egli firma questa sceneggiatura segnando un nuovo modo d'intendere il citazionismo e le commistioni culturali. Non c’è scena infatti dove non vi sono riferimenti al cinema ("Interceptor"/"Mad Max"), alla musica (il fantasma di Elvis), ai fumetti (Uomo Ragno e Green Lantern), alle arti marziali (Sonny Chiba e il Kung Fu).

Tutti elementi riconducibili al mondo di Tarantino e alle sue ossessioni, alle sue manie e al suo feroce sarcasmo. Notevoli anche gli elementi che saranno pietre angolari di capolavori futuri. Il surreale scambio di battute tra il padre di Clarence (Dennis Hopper) e l’avvocato malavitoso siciliano (Christopher Walken) è un pezzo da antologia e ricorda l’affilatezza dei dialoghi di “Pulp Fiction”. Lo scontro tra Alabama e il sicario è genuinamente pulp e ci riporta alla violenza strabordante di “Kill Bill”. Il dialogo sulla “passera” nel covo di Drexl (Gary Oldman) ricorda quello sui piedi di Vega e Winnfield in “Pulp Fiction”. Lo “stallo messicano”, nel quale tutti i personaggi si ritrovano assieme armati, rimanda a quello conclusivo de “Le Iene”. Tutte idee infette divenute virus mutanti nel cervello malato di Tarantino e che si propagheranno in tutta la sua filmografia.

Il regista Tony Scott riesce a contenere il genio tarantiniano senza mai però incidere seriamente sul prodotto finale. La preparazione della rapina è un po’ troppo prolissa, sottraendo spazio a personaggi interessanti ma marginali come il ragazzo strafatto interpretato da un Brad Pitt o il produttore cinematografico rilassato e arrogante. Imperdonabile anche il finale assurdo, diametralmente opposto a quello orginale sceneggiato nel 1987.

Questo film è il primo ceppo infettivo del virus Tarantino e mostra come esso si sia inoculato, abbia finito il periodo di incubazione e sia pronto a propagarsi. Un virus letale che causerà “Le Iene”, "Pulp Fiction”, “Jackie Brown“ e altre malattie virulente. “True Romance” è il primo stadio di un'infezione che colpirà l'intero scenario cinematografico e che renderà malata di cinema un'intera generazione di spettatori.

Voto: 7,5

Info Film:

 

Titolo originale: "True Romance" regia di Tony Scott con Christian Slater, Patricia Arquette, Dennis Hopper, Val Kilmer, Gary Oldman, Brad Pitt, Christopher Walken Durata: 120 min Drammatico, Thriller, Azione