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Una lunga Domenica di Passioni (J. P. Jeunet)

  • Scritto da Michele Ciliberti

una lunga domenica di passioni locandina

una lunga domenica di passioni locandina
“Una lunga Domenica di Passioni” è un film di guerra che colpisce non mostrando semplicemente gli orrori e la tragedia, ma facendoci riscoprire ciò che la guerra toglie.

Quei mille particolari dimenticati che ci fanno apprezzare la vita, che ci lasciano estasiati per un piccolo oggetto, uno sguardo nuovo, un caffè della nostra città dove scopriamo che il barista ha un braccio schiaccianoci. Jeunet è un grande regista perché non sente necessita degli attori. Essi sono solo storie in carne e sangue da utilizzare per far parlare le cose, gli ambienti, lo spirito del tempo. Egli, in questo suo quinto film, ci racconta di cinque condannati a morte. Cinque uomini dal passato felice, tra falegnamerie, campagne, ferrovie e prostitute innamorate. Uomini destinati a morire nella terra di nessuno, quella zona sterile tra la trincea francese e quella tedesca, nel 1917, durante la grande guerra. Jeunet riesce a stupire, emozionare, girare con una piglio più che sperimentale ogni aspetto della trincea, rendendola magica, facendo emergere ogni comparsa con la propria storia e le proprie ragioni, mostrando che nulla è per caso, che ogni azione è frutto di emozioni elaborate e di racconti lontani.

L’intreccio principale viene così messo in secondo piano, le divagazioni sono moltissime, ci si perde beati nel racconto, con l’obbligo di ritrovarsi per seguire Mathilde (Audrey Tautou), amante di Manech (Gaspard Ulliel), uno dei cinque condannati a morte. La protagonista compirà un viaggio nostalgico e scoraggiante, che la condurrà a scoprire un mondo del quale lei non era mai stata a conoscenza, a causa di una poliomelite infantile, che la ha resa zoppa. Mathilde rappresenta la nota stonata in un mondo felice e perfetto, fatto di casolari, pane fatto in casa e scherzi col postino. Quel mondo la incita a scordare Manech e prendere marito, perché la guerra va dimenticata, va coperta con un prato verde nato esso stesso, però, dalle ceneri di quei cadaveri.

Mathilde metterà insieme ogni tassello di quel che è accaduto in trincea per cercare di costruire un’altra storia, trovando un finale alternativo, rinarrando quel gioco di ruoli avvenuto sul campo e che Jeunet ci ha dato la possibilità di conoscere e di amare, lasciando trasparire quanto stupendo è il viaggio che conduce alla scoperta della felicità.

Voto: 7,5

Info Film:

Francia 2004 regia di Jean-Pierre Jeunet con Audrey Tautou, Dominique Pinot, Chantal Neuwirth, Gaspard Ulliel, durata: 132 min Drammatico