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Un uomo da marciapiede, la recensione

un uomo da marciapiede locandinaIl sogno americano ficcatelo su per il culo. Questo il sunto di “Midnight cowboy”, film del 1969 diretto da John Schlesinger (regista di "Il maratoneta" e "Domenica, maledetta domenica"), capace di sbriciolare lentamente e diabolicamente sogni e speranze del self-made man americano, colui che sogna di farsi da sé, colui che crede nelle possibilità, colui che pensa che determinazione, costanza e talento debbano tramutarsi – presto o tardi – in successo personale, riconoscimento sociale e felicità con garanzia esistenziale estesa a vita.

I protagonisti del film sono Joe Buck, giovane sognare texano con aspirazioni da gigolò e Enrico Salvatore Rizzo (Sozzo), malato, zoppo e sfigurato dalla tristezza. I due sono abbagliati dalle speranze, dall’aspirazione a essere altro, illusi nel pensare al viaggio come meta per redimersi, alla conquista del riconoscimento sociale come tappa obbligata, alla metropoli come luogo dove realizzare il benessere sinonimo di gratificazione: tre pilastri dell’ottimismo occidentale che si consumano lentamente con delusioni, frustrazioni e untuosa casualità che diventano regolatori spietati di esistenze qualsiasi.

“Un uomo da marciapiede” non è un film che tratta di prostituzione e bassifondi, non vuole dirci quanto è dura e complessa la vita, non si azzarda a parlare di ciò che è meglio fare: è un film che semplicemente afferma che sia il sogno dei padri della patria americani, sia le illusioni della generazione ’68 (il film è del ‘69) altro non sono che semplici variabili che si confondono nel confuso scorrere dei giorni (il montaggio in certe sequenze è lapidario a riguardo). Tutto è vacuità, con la sciocca speranza di farsi beffa del destino buttando gli stivali, raccattando 10 dollari con le marchette o sognando tristi e felici Miami.

L’amicizia sembra essere l’unico appiglio al nulla delle loro giornate, ma nulla può in rapporto al peso dei ricordi, dei desideri infranti, della tragica sentenza che dichiara a tutti – con differenti declinazioni – che siamo dei lampanti fallimenti.

Voto: 8

Info film:

regia di John Schlesinger

USA 1969, drammatico

Con Jon Voight, Brenda Vaccaro, Dustin Hoffman, Sylvia Miles, Bob Balaban

Titolo originale: Midnight Cowboy

durata: 113' min