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Tropa de Elite (J. Padilha)

tropa de eliteTropa de Elite è un'esplosione nella quale ci arrivano in faccia schegge di Brasile, narcotraffico, corruzione, vendetta, sangue. Un odore di morte che si insinua non solo tra gli scontri tra cartelli della droga, polizia corrotta e squadra speciale chiamata “Bope”, ma tra i diseredati delle favelas e i ceti più abbienti coinvolti alla stessa maniera in questi marci meccanismi di morte.

Chi tenta una mediazione ne esce sconfitto, come il capitano Nascimento (Wagner Moura), che cerca un futuro inarrivabile drogando il presente con una rabbiosa speranza, o l'illusoria sintesi che Andrè (André Ramiro) cerca di attualizzare tra ricchi e poveri, reclusi e inclusi, spacciatori di droghe e pusher di parole.

In Tropa de Elite si respira violenza, si guarda violenza e ci si esalta per la violenza. Rio de Janeiro diventa un Colosseo postmoderno dove si scontrano gli sconfitti per censo, i gladiatori armati sin dalla culla, i perdenti per antonomasia spinti nella mischia verso morte certa, sedati dal denaro, da un “rispetto” divenuto accecante fumo negli occhi, da traffici senza un fine orchestrati per sentirsi membro di un branco o da altri allucinogeni giornalieri che spingeranno tutti i protagonisti al baratro, alimentando la catena di sangue, paura e vendetta e permettendo così al sistema di perpetrare sempre uguale.

Quest'osservazione estrema e (volutamente) poco riflessiva sulla vita delle favelas è narrata senza possibilità di trovarci il benché minimo barlume di redenzione, anche perché alla regia c'è quel José Padilha autore del brutale e poco ottimista City of God. Non c'è sintesi a Rio de Janeiro, non c'è possibilità di uscirne puliti. Un rabbioso inno alla disperazione che ci porta nei vicoli sporchi e maleodoranti di Rio, tra le lamiere arrugginite delle dimore delle gang che nascondono chili di droghe e quintali di allucinata disperazione, tra i discorsi dei giovani borghesi che con le ONG giocano a fare i socialmente impegnati e i salvatori di ciò che il loro stesso sistema ha causato.

Il film, dietro lo sguardo scheletrico e disincantato, perde forse intensità quando va ad affrontare ciò che dietro la violenza si nasconde, e in particolar modo quando tenta un'analisi più approfondita sui profili dei singoli protagonisti o sui rapporti che tra di essi intercorrono. Questo aspetto è toccato con parecchia superficialità (esempio lampante la frettolosa scena nella quale il capitano Rinascimento sgrida, frustrato, la moglie per la "questione discepolo") per favorire, anche nelle complesse relazioni interpersonali, un approccio crudo e decisamente troppo sbrigativo.

Tropa de Elite resta comunque un viaggio appassionante in un inferno situato nel nostro stesso globo. E niente biglietto di ritorno, gli squadroni della morte non porteranno speranza allo spettatore, ma solo colpi di fucile e anfibi con punte in ferro che lasceranno buchi di malinconia allo stomaco e una forte senso di insofferenza difficile da scordare.

Voto: 7,5

Info Film:

regia di José Padilha Brasile, Argentina 2007 Con Wagner Moura, Caio Junqueira, Maria Ribeiro, André Ramiro, Fernanda Machado  Titolo originale Tropa de Elite durata 115 min  Azione