Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Traffic (S. Soderbergh)

traffic locandinaLa droga senza mai vederla. Traffic è un manifesto molto particolare sugli stupefacenti. Il merito principale di questo film sta proprio nell'aver evitato di sbattere a tutti i costi in faccia allo spettatore fiumi di eroina, nuvole di coca e foreste di erba. La prospettive nella quale si è posto il regista Steven Soderbergh è proprio quella della persone che si trovano a dover affrontare l'insinuarsi degli stupefacenti nel tessuto sociale e nelle vicende individuali.

Traffic è composto infatti da tre piani differenti. Nel primo si parla di un intreccio di corruzione e malaffare tra polizia e cartelli della droga tra Messico e Usa; nel secondo vi è la storia dello “zar dell'antidroga” e della sua figlia tossicodipendente; nella terza di una moglie che si lascia coinvolgere in un giro malavitoso dopo che il marito, boss della droga, viene arrestato.

Le tre storie si incrociano tematicamente senza mai confrontarsi nella storia stessa, pur avendo alla base lo stesso humus narrativo: la droga come elemento che sconvolge le esistenze e ne cambia il senso, il modo di viverle e le rinnovate modalità con le quali si percepiscono i valori una volta considerati non negoziabili.

Questo modo di guardare alle conseguenze che hanno gli stupefacenti sulla vita è accompagnato da uno stile impareggiabile, una varietà registica, musicale e fotografica che rende tutte le scene impareggiabili e distintive dello stato d'animo dei personaggi e di ciò che accade a ciò che gira loro intorno. Uno sguardo che si allarga nello spazio, nel tempo e nel modo di guardare gli altri e sé stessi con l'avanzare nelle vite delle persone gli effetti delle droghe.

Unica pecca del film è la scelta di tenere la storia ben salda agli stereotipi polizieschi classici (buono/cattivo, irreprensibile/corrotto, debole/tutto d'un pezzo) e a determinate costanti narrative che appaiono oramai un tantino logore (il ritorno alla casa del padre, la sferzata morale nel climax narrativo, l'anima nera che emerge nel momento drammatico).

Traffic rimane comunque un buon film per comprendere il dramma della droga senza ipocrisie, morali o esagerazioni. Il film costituisce un buon modo per rappresentare artisticamente il fenomeno della droga dimostrando che il problema è ben più complesso e onnicomprensivo di quanto molto spesso possa sembrare. Ancora una volta l'arte spiega le problematiche umane molto meglio di quanto possa fare la semplice realtà.

Voto: 7

Info Film:

 

regia di Steven Soderbergh USA, Germania 2000 Con Amy Irving, Michael Douglas, Tomas Milian, Dennis Quaid, Benicio Del Toro durata 143 min  Drammatico